Live Wire/Blues Power
Artista: King, Albert
Etichetta: Stax
Uscita: 1979
Voto: 4.6/5
Albert King era un uomo grosso (se non altro il simpatico “bulldozer di velluto”, coi suoi non proprio modesti 120 chili stipati in due metri di carne e ossa buttate lì alla bell’e meglio, era un ostacolo troppo alto anche per il lottatore più scafato). Ma la grandezza della sua presenza non si spiega solo col fisico da orsacchiotto. Molto più impressionante è l’inimitabile chitarra del signore, costruita interamente su semplici insiemi armonici, incorniciati in chiave pentatonica e, cosa più importante, conditi a dovere con una sensualità innata che fin dall’inizio ti tiene saldamente per la gola. King era senza dubbio un performer audace, sia sul piano lirico che su quello musicale. La veemenza del suo messaggio è eccezionale e quindi ineguagliabile. Chi c’è andato più vicino è Joe Walsh, secondo cui il solo ampli di Albert avrebbe spazzato via il grande Eddie Van Halen. Ovviamente in fase “standby”, che non ci siano equivoci.
Il blues è un modo di esprimersi artistico travolgente, che però mostra la sua vera forza proprio quando viene suonato dal vivo. Oltre alla dedizione totale e al cuore, che mostrano l’interprete come un mentore musicale credibile, il blues richiede anche un bel po’ di umorismo, spesso pieno di battute sarcastiche, che l’interprete dominante, e Albert King lo è di sicuro, di solito possiede in abbondanza. Albert, oltre alla sua straordinaria capacità di interpretare linee a prima vista anche scontatissime, trabocca di continuo di sfoghi emotivi stracarichi di carisma, buttati senza pietà da qualche parte tra la natura urbana e quella rurale del suo modo di esprimersi, graffiante e spaccone.
Live Wire/Blues Power è un esempio breve, quasi fugace ma comunque splendido, dell’intensità e dell’espressività spiritosa del re della chitarra blues elettrica, come King stesso, con la sua tipica “modestia”, si è lasciato chiamare. Un punto di partenza piuttosto audace, soprattutto con la concorrenza spietata di musicisti i cui tratti essenziali sono i volti più o meno poco accoglienti di Freddie King e Buddy Guy. Ovviamente, ascoltando questo documento travolgente, l’arroganza del “bulldozer” fa dimenticare in un attimo certi fastidi. Albert entra nel suo elemento in punta di piedi, con l’intonazione quasi timida di Watermelon Man, a cui dopo quattro buoni minuti di comodo dondolio la scena viene sfacciatamente rubata da una sensazionale Blues Power, esempio classico di ruvidezza, potenza ed energia che in questo rapporto inimitabile possiede solo il messaggio del blues tradizionale. Con lei King si trasforma davvero, per un attimo, nel re del blues, che sparpagliando a piene mani situazioni di vita variopinte e complicate conquista pian piano tutti i presenti. Il pubblico reagisce con entusiasmo per tutto il tempo a praticamente ogni mossa del chitarrista, per quanto insignificante possa sembrare, e a dirla tutta ce ne sono un sacco. Piccoli, fugaci pizzicotti alle corde che, come da tradizione, si trasformano ogni volta in un uragano di note minimaliste e taglienti, rifornendo con cura l’ascoltatore di scosse emotive consegnate a domicilio, il cui raggio massimo di sfacciata mordacità arriva con la brillante Blues At Sunrise.
Albert King è stato uno di quegli artisti che non hanno mai avuto paura di mettere le proprie emozioni in vetrina davanti a un pubblico ampio, anzi, tutto il contrario. Pochi hanno le palle e il carisma per tenere testa alla sua natura sfacciata. La conseguente tagliente retorica del signore si vede benissimo proprio su Live Wire/Blues Power, un’inimitabile antologia del blues, consigliata a chi di voi si avvicina al genere per la prima volta, ma anche lettura obbligata per tutti quelli che col mondo unico di uno dei generi musicali più travolgenti sono contaminati da un pezzo.
Formazione
Albert King: chitarra, voce
Produzione
Al Jackson
Tracklist
1.Watermelon Man
2.Blues Power
3.Night Stomp
4.Blues At Sunrise
5.Please Love Me
6.Look Out
Durata dell’album: 38.04