Lo spirito globale dei Depeche Mode a Stožice (2017)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Nina Grad

Luogo: Dvorana Stožice, Lubiana
Data del concerto: 14.05.2017
Spettatori: 12.000
Prezzo del biglietto: 45,00€ / 79,00€ / 118,00€

Quando è stato annunciato il nuovo e ormai quattordicesimo album in studio dei Depeche Mode, mitica band elettro rock britannica, intitolato “Spirit” (la recensione di RockLine la trovi QUI), tra i fan è scoppiato il finimondo. Dave Gahan, Martin Gore e Andy Fletcher hanno poi buttato altra benzina sul fuoco con l’annuncio del tour, battezzato per l’occasione “Global Spirit”. E tra le date, con gran gioia del pubblico sloveno, sono spuntate anche le Stožice di Lubiana.

Sono passati undici anni da quando i Depeche Mode, in uno degli ultimi concerti sul sold out dello Bežigrajski stadion, presentavano uno dei loro dischi più riconoscibili, “Playing the Angel”. Con i Placebo ad aprire, lasciarono ai fan sloveni un’impressione splendida. Nel frattempo i Depeche Mode hanno pubblicato altri due dischi: “Sounds of the Universe” nel 2009 e “Delta Machine” nel 2013. Noi sloveni, purtroppo, i tour di questi due album non li abbiamo mai visti, quindi la vendita lampo dei biglietti all’annuncio del concerto a Stožice, nonostante il prezzo relativamente alto, era più che prevedibile. Sorge una domanda:”Tutto questo entusiasmo per l’annuncio del nuovo album e del concerto alle Stožice di Lubiana era giustificato? La risposta è netta:”SÌ!”

Alle 19:45 a scaldare il pubblico ci ha pensato il duo indie rock sperimentale danese Raveonettes. Poco conosciuti da noi, formati da Sun Rose Wagner e Sharin Foo (dal vivo li affianca anche un batterista), con un repertorio piuttosto monotono hanno comunque svolto onestamente il loro compito: preparare il terreno per le star della serata. Alle 20:30 i danesi hanno lasciato il palco e, con un sottofondo di musica elettronica, hanno ceduto il campo ai tecnici per allestire la scena dei Depeche Mode.

Alle 21:00 era arrivato il momento in cui il pubblico, carico a molla, avrebbe avuto ciò per cui era venuto. Dopo l’introduzione di “Revolution” dei leggendari Beatles, sul palco sono saliti Andy Fletcher, Martin Gore, Christian Eigner (batteria) e Peter Gordeno (tastiere), che da anni completano come duo di supporto i leggendari britannici. Poi è arrivata l’icona della presenza scenica, David Gahan, e il concerto è partito con “Going Backwards”, dall’ultimo disco. Già dai primi ritmi era chiaro che i posti a sedere sulle tribune erano un fattore del tutto irrilevante: il pubblico è schizzato in piedi subito e fino alla fine del concerto quei seggiolini non li ha più rivisti. Dopo il primo pezzo del nuovo disco “Spirit”, dal taglio piuttosto politico, è arrivata un’altra novità, “So Much Love”.  I Depeche Mode ci hanno poi riportati indietro nella discografia con “Barrel of a Gun” dal cult “Ultra” e con una versione ultra minimalista, ma incredibilmente ascoltabile, di “A Pain That I´m Used To”, da “Playing the angel”.

testo: Klemen Udovč

Con “Corrupt” Dave e soci hanno ripescato “Sounds of the Universe” per poi tuffarsi ancora più a fondo nei ricordi con “In Your Room”, uscita nel 1993 su “Songs of Faith and Devotion”. È seguita una canzone ancora più vecchia, “World in My Eyes”, da “Violator”. Poi di nuovo l’ultimo album, con “Cover Me”. Per due pezzi Dave, carisma incarnato del palco e contagioso come una droga, ha lasciato la scena a Martin, che ha rallentato un po’ il ritmo con “Home” e poi ha spedito il pubblico in estasi totale con una versione acustica riarrangiata di “A Question of Lust”, che ha ormai 31 anni. Lo spirito ribelle contro il sistema è tornato in mano a Dave con due brani dell’ultimo disco, “Poison Heart” e “Where´s the Revolution”. “Wrong”, rinforzata da una nuova intro, ci ha riportati ancora a “Sounds of the universe”, e poi è arrivato il momento in cui i Depeche Mode ci hanno conquistati del tutto con i pezzi più noti. Sono arrivate “Everything counts” e “Stripped”. Con la leggendaria “Enjoy the silence” da “Violator”, una delle canzoni più conosciute dei Depeche Mode, abbiamo assistito a una scena che a Stožice riescono a ottenere solo i più grandi tra i grandi. Il pubblico è letteralmente impazzito e siamo convinti che in tutto il palazzetto non ci fosse una sola persona che non si sia fatta travolgere dal delirio sul palco. Poi è toccato a “Never Let Me Down Again” da “Music for the Masses”, e i Depeche Mode, tra le urla del pubblico, hanno lasciato il palco per la prima volta.

Era chiaro come il sole che non avrebbero lasciato il pubblico surriscaldato senza un meritato bis, in cui Martin ci ha subito fatto venire gli occhi lucidi con un pezzo che sta ai vertici della poesia romantica del nuovo album, “Somebody”. Il ritmo tranquillo è proseguito con “Walking in My Shoes”, poi, con la proiezione di una bandiera nera, i Depeche Mode si sono inchinati al loro idolo David Bowie con la sua “Heroes”. Un momento che semplicemente non ti lascia indifferente, e un gesto che apprezziamo moltissimo.

Era ora che i Depeche Mode chiudessero da grandissimi. Li abbiamo sentiti con due pezzi senza i quali un loro concerto proprio non si può immaginare. Con “I Feel You” e la sua nuova intro e con “Personal Jesus”, dopo oltre due ore buone, i Depeche Mode hanno chiuso il concerto alle Stožice di Lubiana.

Il pubblico ha sicuramente avuto più di quanto sperasse in silenzio (anche nei suoi sogni più bagnati). Forse suona esagerato, ma è la pura verità. Quando ti guardi intorno nel palazzetto e senti il delirio che investe tutta la sala davanti ai movimenti sempre dinamici e alla voce inconfondibilmente penetrante di Dave Gahan, 55 anni, ti è tutto chiaro. Il pubblico ha davvero avuto più di quanto volesse e più di quello per cui era venuto. Se prima del concerto c’era qualche scettico convinto che i live della band si stessero ammorbidendo, lo spettacolo di Stožice con i Depeche Mode ha confermato solo che si sbagliava di grosso. Possiamo anche dire senza problemi che hanno superato il concerto del 2006 al Bežigrad. Certo, Dave, Martin e Andy non possono scappare dall’età. Ma a quanto pare sono riusciti a scappare dal rischio di cominciare, alla loro maturità, a perdere energia o a mostrare sul palco segni evidenti di usura. Dave ha convinto con la sua dinamica come nei suoi anni Novanta più folli. Martin, con la qualità a tutto tondo di paroliere, compositore, chitarrista e cantante sopraffino, dimostra che in realtà è lui la locomotiva dell’intera band. Agli inizi e negli anni Novanta erano praticamente l’unica vera alternativa elettronica e ribelle ai rock bendi di allora. Con l’ultimo disco, e i suoi testi di critica sociale, la ribellione è tornata, ma in modo un po’ diverso. Il loro look e la loro presenza rappresentavano per molti lo stile di vita vissuto negli anni Ottanta. Chi aveva i Depeche Mode come ispirazione da teenager, cioè negli anni Ottanta, anche a questo concerto, oggi con una bella cinquantina sulle spalle, ha rivissuto quei tempi di ribellione, di un’era spensierata del rock’n’roll che ormai è alle nostre spalle. L’unica lamentela è in fondo piuttosto buffa. Depeche Mode… Perché avete saltato gli sloveni con i due tour precedenti, dedicati a “Sounds of the Universe” e “Delta Machine”? Ci siete mancati da morire. L’attesa per il prossimo tour della band, in realtà, è già cominciata con l’ultima nota e l’ultimo colpo di batteria a Stožice! Dopo l’energia vista, nessuno ci può convincere che la storia dei Depeche Mode sia vicina alla fine.

Con questo concerto alle Stožice di Lubiana i Depeche Mode hanno dimostrato di essere ancora tra i più grandi virtuosi nel mescolare elettronica e rock. L’esecuzione, la produzione e, non ultimo, un suono più che solido in un palazzetto acusticamente catastrofico come Stožice hanno lanciato il guanto di sfida ai grandi concerti che arriveranno quest’anno in Slovenia. La sfida suona così: “Riuscirà una band, con la sua produzione megalomane, quest’anno a Stožice a superare quello che ha portato con la sua seconda visita in Slovenia l’eterno e unico Depeche Mode?”

Scaletta

  1. Going Backwards
  2. So Much Love
  3. Barrel of a Gun 
  4. A Pain That I’m Used To
  5. Corrupt
  6. In Your Room
  7. World in My Eyes
  8. Cover Me
  9. Home
  10. A Question of Lust
  11. Poison Heart
  12. Where’s the Revolution
  13. Wrong
  14. Everything Counts
  15. Stripped
  16. Enjoy the Silence
  17. Never Let Me Down Again
    —bis—
  18. Somebody
  19. Walking in My Shoes
  20. Heroes (cover di David Bowie)
  21. I Feel You
  22. Personal Jesus

 

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