Look At Yourself

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Uriah Heep
Etichetta: Bronze Records
Uscita: 1971
Voto: 4/5

La title track d’apertura segue lo spirito di Bird Of Prey (dal disco “Salisbury”). La ricetta d’urto collaudata, una scossa di terremoto compatta “tutta in uno” di organo Hammond e riffing di chitarra, dà al pezzo il marchio di una vera bomba, che ti fa subito ribollire il sangue nelle vene. Il brano ha quel tipico ritmo galoppante e scatenato che è diventato il marchio di fabbrica della band. Non suonano meno heavy I Wanna Be Free, Tears In My Eyes o la pulsante Love Machine, che con il già citato ritmo galoppante chiude l’album.

“Look At Yourself” nel complesso è più dura e sprizza più energia della sua antecedente “Salisbury”. È anche il disco importante in cui la band ha in qualche modo posto le fondamenta di quegli attributi musicali unici e riconoscibili a cui gli Uriah Heep sono rimasti tradizionalmente fedeli fino a oggi. Con “Look At Yourself” lo stile musicale del gruppo venne tracciato con chiarezza per tutti gli anni Settanta.

Il nucleo creativo della band prese un profilo netto in tre geniali compositori e artisti: Mick Box (chitarra), David Byron (voce solista) e Ken Hensley (tastiere). Qui ha visto la luce, per dirne una, il loro immortale classico July Morning. Ogni mattina ti porta la consapevolezza che, alla fin fine, qualunque cosa succeda, sul tuo cammino sei sempre solo. È senza dubbio il primo picco di quell’atmosfera eccezionale che gli Uriah Heep sviluppano in modo così convincente lungo tutto il disco. July Morning offre tutta la maestosità dell’organo Hammond, tutta l’espressività enigmatica del canto del carismatico David Byron, l’armonia dei bellissimi duelli tra la chitarra di Mick e le tastiere di Ken, che verso la fine si fondono in una vera delizia dinamica, in un’atmosfera ambientale straordinaria di tristezza e struggimento infinito. Shadow Of A Grief è il pezzo più complesso a livello di struttura, un’avventura sperimentale piena di svolte drammatiche, in cui gli Uriah Heep ricorrono volentieri a espedienti psichedelici, popolarissimi a quei tempi. Il brano mostra il lato più oscuro dell’immagine musicale degli Uriah Heep. La versione più antica della bonus track Why, registrata in studio durante le session di Look At Yourself, è invece un ottimo puzzle di esplosioni wah-wah della chitarra di Mick e di tastiere che sullo sfondo riempiono il suono con veemenza e ricreano quel grandioso senso di eternità. Non è ancora, insomma, la versione di Why con Gary Thain (basso), registrata più tardi (nel periodo di gestazione dell’album “Demons And Wizards”). Ma ne parliamo meglio la prossima volta.

Ops, stavo quasi dimenticando. Non vendete la collezione di remaster usciti nel 1996 e nel 1997. Contengono alcune bonus track che nelle nuove ristampe non ci sono (e viceversa, ovviamente).

Formazione

David Byron – voce
Mick Box – chitarra elettrica e acustica
Ken Hensley – organo, pianoforte, chitarra elettrica e acustica, cori
Paul Newton – basso
Ian Clarke – batteria

Musicisti ospiti:
Teddy Osei, Mack Tontoh e Loughty Amao degli “Osibisa” – percussioni su “Look At Yourself”
Manfred Mann – Moog su “July Morning”

Produzione

Gerry Bron

Tracklist

1. Look At Yourself (5:07)
2. I Wanna Be Free (3:59)
3. July Morning (10:36)
4. Tears In My Eyes (5:02)
5. Shadows Of Grief (8:40)
6. What Should Be Done (4:13)
7. Love Machine (3:37)

Durata album: 41:14

BONUS TRACK NELL’EDIZIONE REMASTERED DEL 1996:
1. Look At Yourself (3:07) edited version released as a single
2. What’s Within My Heart (5:23) out-take, released for the first time on ‘The Lansdowne Tapes’ (1993)

BONUS TRACK NELL’EDIZIONE REMASTERED DEL 2003:
1. What’s Within My Heart – out-take
2. Why – (11:18 min. version)
3. Look At Yourself – alternate single version
4. Tears In My Eyes – extended mix, previously unreleased
5. What Should Be Done – alternate version
6. Look At Yourself – BBC live version, previously unreleased
7. What Should Be Done – BBC live version, previously unreleased

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