Louder Than Ever
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Pretty Maids
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: year
Durata: 52:22
Voto: 4.5/5
La decisione dei Pretty Maids, leggende danesi dell’hard rock melodico e di nuovo carichi a pallettoni a livello creativo, di fare un album che mescola brani del loro catalogo registrati da capo e pezzi completamente nuovi arriva proprio a fagiolo. È un modo ottimo per riempire l’attesa del nuovo album in studio della band, previsto per il prossimo anno.
Dopo lo splendido »Pandemonium« (2010), la celebrazione in grande stile dei primi 30 anni di attività con il nuovo album live e DVD »It Comes Alive« (2012) e il mantenimento di una creatività super ispirata, riversata nell’ultimo album in studio »Motherland« (2013), che però non è riuscito a far vibrare le corde con la stessa bravura del predecessore »Pandemonium«, la band ha fatto la mossa giusta per chiudere il cerchio divertendosi con la creatività in modo un po’ diverso. I Pretty Maids si sono presi il tempo di rovistare tra i brani dei vecchi album in studio. Ne hanno scelti una serie che avevano suonato di rado dal vivo. In pratica sono quasi delle perle dimenticate, uscite sugli album del periodo centrale della carriera della band, cioè tra il 1994 (album »Scream«) e il 2006 (album »Wake Up In The Real World«). Li hanno rivestiti con l’attuale veste sonora modernizzata, tipica degli ultimi due lavori in studio, e ne hanno allargato o comunque movimentato gli arrangiamenti. I pezzi hanno guadagnato soprattutto in contrasto, grazie al dialogo »tastiere – frasi di chitarra« che tiene in »abbraccio« il caratteristico marchio vocale di Atkins, che ancora una volta slalomeggia da vincitore tra gutturalità aggressiva e seduzione sensibile e sensuale, quando passa al cantato pulito (Wake Up In The Real World). Ken Hammer non ha dimenticato di aggiornare gli assoli di chitarra: il muro sonoro torna a gonfiarsi di tutta la massiccia valanga delle sue frasi di chitarra.
Anche se qui si tratta di uno scontro tra vecchio e nuovo, questo disco suona come un nuovo album in studio, grazie all’uniformità del suono in produzione e all’aggiornamento degli arrangiamenti, che avvicinano di un soffio i pezzi più vecchi all’attuale filosofia creativa dei Pretty Maids (la formazione del nuovo millennio). Così risultano vicini, per suono e stile, ai quattro pezzi completamente nuovi che trovi in questo lavoro. Come da copione, ad aprire l’album è proprio uno di questi, Derranged. È il tipico mix aggressivo del travolgente suono dei nuovi Prettty Maids, che si porta dentro una componente melodica eccezionale, con cui raggiunge il culmine della teatralità in un ritornello rapace. Di My Soul To Take, anch’essa nuova e su tempi medi, si può dire che insegua la vibrazione espressiva di quell’ottimo singolo di »Pandemonium« che era Little Drops Of Heaven. Nella seconda metà ci imbattiamo in un altro brano nuovo, potentemente movimentato ma condotto con un’aria cupa e indemoniata. È Nuclear Boomerang, per cui la band ha pubblicato un nuovo video e un singolo. Con questo pezzo i Pretty Maids consegnano uno dei brani più aggressivi di »Louder Than Ever«. Eloquente, no? In chiusura sfodera gli artigli A Heart Without A Home, una ballad dal fascino particolarmente rapace, che alleggerisce con efficacia la travolgente carica del resto dell’album. Una ballad eccellente, senza un cucchiaino di sdolcinatezza zuccherosa. I pezzi più vecchi? Funzionano alla grande. Soprattutto brani come Wake Up In The Real World, Virtual Brutality o With These Eyes. Difficile scegliere i preferiti. Per »Louder Than Ever« i Pretty Maids hanno scelto brani fortissimi (a livello di composizione), e tra l’uno e l’altro non ci sono cali di qualità.
»Louder Than Ever« fa onore al suo titolo. Oltre al rumore volumetrico fuori scala che porta con sé il rock ‘n’ roll suonato secondo l’inconfondibile ricetta dei Pretty Maids del nuovo millennio, questa band è così dannatamente scafata che, per rinfrescare i brani, ha semplicemente usato la formula compositiva degli album »Pandemonium« e »Motherland«: l’idea di »Louder Than Ever« è stata insomma realizzata in modo quasi banale. Qui un ruolo centrale l’ha giocato il tastierista Morten Santander, che ha dato un contributo importante allo straordinario salto di atmosfera dei brani rinfrescati del materiale più datato. Viste poi le quattro nuove canzoni, così ben definite, non c’è da temere che i Pretty Maids possano in qualche modo deluderci con il prossimo vero album in studio.
In chiusura mi resta un solo pensiero. Anzi, un desiderio. Speriamo che nel nuovo tour europeo di maggio i Pretty Maids suonino, tra le altre cose, l’album »Louder Than Ever« per intero. Ci vediamo il 15.05.2014 con i Pretty Maids dal vivo, quando la band salirà sul palco a Villaco, in Carinzia (Austria), al Bluesiana Rock Cafe.
Formazione
Ronnie Atkins – voce
Ken Hammer – chitarra
Morten Sandager – tastiere
Rene Shades – basso
Allan Tchicaja – batteria
Produzione
Jakob Hansen
Tracklist
1. Deranged*
2. Playing God
3. Psycho Time Bomb Planet Earth
4. My Soul To Take*
5. He Who Never Lived
6. Virtual Brutality
7. Tortured Spirit
8. With These Eyes
9. Nuclear Boomerang*
10. Snakes In Eden
11. Wake Up To The Real World
12. A Heart Without A Home*
* … brani nuovi