Magnum: The Monster Roars

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Etichetta: SPV/Steamhammer Records
Data di uscita: 14/1/2022
Produzione: Tony Clarkin
Genere: Art Rock / Hard Rock
Durata dell’album:
Voto: 8/10


«The Monster Roars» è l’ultima fatica in studio dei maestri britannici del prog/hard rock Magnum, che ci avevano sorpreso piacevolmente con il predecessore «The Serpent Rings» (2020), il loro primo album in studio con il bassista Dennis Ward. I fan hanno aspettato il nuovo disco, con una copertina piuttosto buffa e grottesca con uno zoccolo dal pelo grigio, molto più serenamente del solito, visto che nel frattempo era uscita la compilation «Dance of the Black Tattoo» (2021).

«The Monster Roars» non suona fresco e ispirato come il predecessore appena citato, ma nel complesso resta comunque piacevole e più o meno in linea con le aspettative dei fedelissimi di questa longeva band inglese. L’indistruttibile Bob Catley, in studio, dove ci sono mille trucchetti per il ‘make-up’ cosmetico delle corde vocali logorate dagli anni, è ancora un cantante più che decente, mentre il chitarrista Tony Clarkin, l’altra metà dell’insostituibile duo dei Magnum, continua a entusiasmare con le sue idee alla chitarra. Anche stavolta le sue idee compositive sono per lo più buone e accontenteranno i fan di lunga data, anche se nessun brano di «The Monster Roars» lascia il segno come certi pezzi di «The Serpent Rings».

La title track, che è anche l’opener, sorprende un po’ con un’introduzione dal taglio da ballata, per poi, come da copione, passare a una sezione hard rock tirata con picco in un ritornello pomposo. «Remember» è una creazione Magnum del tutto classica che, nonostante la produzione moderna, ti riporta subito ai ‘bei tempi andati’, verso la metà degli anni Ottanta, quando erano all’apice del loro percorso artistico. Dopo l’addio dello storico tastierista Mark Stanway, alcuni fan temevano che il suo successore Rick Benton non sarebbe stato all’altezza, ma insieme a Ward ha fatto sì che i Magnum uscissero dalla zona di comfort e dalla routine un po’ noiose e tornassero a vivere con qualche mossa rinfrescante.

Anche «All You Belive In», con elementi di hard rock melodico e prog rock distribuiti più o meno in parti uguali, rientra tra i pezzi Magnum del tutto caratteristici. «I Won’t Let You Down» si apre in modo un po’ noioso e sonnolento, ma col tempo, grazie ad accelerazioni ritmiche e arrangiamenti sinfonici, si sviluppa benissimo, tanto che il suo ritornello è tra i migliori di «The Monster Roars». Altrettanto riuscita, «The Present Not The Past» è un bel candidato a nuovo standard dal vivo dei Magnum.

Un esperimento un po’ più insolito per i Magnum è «No Steppin’ Stones», con un arrangiamento ibrido pop-jazz con elementi da big band, costruito su un sassofono programmato. Magari piacerebbe pure a un Phil Collins. «That Freedom Word», «Your Blood Is Violence» e «Walk the Silent Hours» sono tutti brani solidi ma poco emozionanti, in cui i Magnum non si discostano dalla loro ricetta di scrittura e arrangiamento ormai riconoscibilissima. «The Day After the Night Before» soddisfa quasi tutti i requisiti per un classico dei Magnum, ma gli manca un ritornello interessante. Anche le due tracce conclusive, pur del tutto decenti, non regalano particolari sorprese o picchi e restano lontanissime dallo status di nuovi classici dei Magnum.

I veterani dell’hard rock melodico-progressivo hanno messo a segno con «Monster Roars» un album molto solido ma abbastanza prevedibile, che farà sorridere soprattutto i fan di vecchia data, che dai Magnum ormai non si aspettano più chissà quali sorprese. Negli ultimi vent’anni i Magnum sono diventati una garanzia di costanza e stabilità, quindi non stupisce che in poco più di un anno siano riusciti a sfornare un altro disco in studio di gradimento dei loro estimatori; più difficile invece che con questo conquistino nuovi fan, per i quali qualsiasi album classico dei Magnum è un ‘punto di ingresso’ a questa band di culto decisamente più adatto di «The Monster Roars».

Autore: Peter Dr. Progrock Podbrežnik


Tracklist:
1. The Monster Roars (3:57)
2. Remember (5:05)
3. All You Believe In (5:01)
4. I Won’t Let You Down (3:57)
5. The Present Not The Past (5:27)
6. No Steppin’ Stones (3:57)
7. That Freedom Word (4:52)
8. Your Blood Is Violence (6:44)
9. Walk The Silent Hours (4:51)
10. The Day After The Night Before (4:23)
11. Come Holy Men (5:01)
12. Can’t Buy Yourself Heaven (5:00)

Formazione:
Tony Clarkin – chitarra
Bob Catley – voce
Rick Benton – tastiere
Dennis Ward – basso
Lee Morris – batteria

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