Medieval Crossover

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Antorino
Etichetta: Autoprodotto
Uscita: 2011
Durata: 59:38
Voto: 4.5/5

Il mondo della musica è pieno di sorprese. A volte non serve andare lontano per trovarle. Eppure, nell’iperinflazione di informazioni di oggi, diventa sempre più un problema arrivarci. Scoprirle. Dalle nostre parti, dal 2005, c’è un trio che sviluppa il proprio linguaggio musicale sulle fondamenta della musica medievale, cioè del »mainstream delle corti« europee, intrappolato nell’arco di tempo che va dall’XI al XIV secolo.

Il sodalizio creativo tra Irina e Aleksander Guščin, artisti russi che da anni lavorano in Slovenia, ormai non ha più segreti per loro. Suonano insieme da una vita in un sacco di progetti musicali, e da ben diciotto anni nel duo Ira Roma. Sono coinvolti anche nel progetto Diva-Dodola, che esplora la tradizione della musica popolare russa e in cui suonano anche musicisti sloveni, e adesso c’è pure Antorino.  

Lo spirito pastorale “d’altri tempi” del trio Antorino guarda quindi alla trasmissione dei valori del trovatorismo medievale, a cui soffia dentro, con criterio, il battito dell’oggi. Impossibile non sentire le radici del melos tradizionale russo, che nel sound complessivo della band si fonde alla grande con elementi di classicismo, di melos arabo e, come detto, con la tradizione trobadorica della musica medievale, nata tanto, tantissimo tempo fa nell’area tra Italia, Francia e Germania e arrivata verso nord fino alla Scozia. Non stupisce quindi trovare tre brani della celebre Carmina Burana di Orff, riarrangiati in modo magistrale: ai Guščin è riuscito di trasformare la complessità dell’originale in una ricetta unica dal suono Antorino, antichissimo fin quasi all’eccesso, tanto che i pezzi così ristrutturati sembrano brani interamente scritti dalla band. In questi tre pezzi ci sono ovviamente anche le voci, e a prendersi la scena con tutto il cuore è quella di Irina, vivacemente stuzzicante, fragile e sensibile, a tratti angelica, a tratti operettistica e solennemente beata (Omina Sol Temperat, Fortuna)! Particolarmente divertente, anzi decisamente sbarazzino, è il travestimento di Tempus Est Iocondum, proprio per l’approccio particolare della voce maschile, che cerca di avvicinarsi il più possibile, in modo autentico, al modello dei tempi medievali. I versi di questi brani conservano la mescolanza medievale di latino, tedesco e francese che tra l’XI e il XIV secolo usavano i Goliardi: studenti vagabondi illuminati, amanti della libertà e dal pensiero libero, allievi, teologi che, nei panni di poeti medievali, diffondevano la loro poesia come una sorta di satira contro l’apparato ecclesiastico, arrogante e rovinoso.

Gli Antorino non li incontrerai su un classico palco da concerto. Il trio è ospite di eventi e raduni medievali, dove crepitano le scintille dei fuochi degli accampamenti, negli angoli nascosti della natura. La visione musicale incarnata da »Medieval Crossover« non potrebbe fondersi meglio con un ambiente simile.

Il duo Guščin per un po’ ha lavorato insieme al percussionista Rok Koritnik, sostituito nel 2010 alla batteria dall’ottimo batterista sloveno Klemen Markelj. Per Markelj questa collaborazione è arrivata a pennello. È uno di quei batteristi che si destreggiano magistralmente in qualsiasi ambito di genere e nel loro mescolarsi. A permetterglielo, oltre al grande talento, alla lunga pratica, alle conoscenze ampie e a un bagaglio di esperienze, è soprattutto il suo sguardo a più strati sull’arte musicale. Il maestro lo conosciamo per la militanza in band rock e metal slovene dal suono pesante, come Black Diamond, Obidil, The Drinkers. In queste formazioni Markelj si diverte di sicuro, ma non ti giurerei al 100% che, limitato in gran parte al “tempo in quattro quarti”, possa mostrare anche tutto il suo entusiasmo artistico e tutta la creatività che si porta dentro. Gli Antorino, con la loro divaricazione visionaria, offrono invece uno spazio straordinario, che chiama a gran voce una marea di variazioni di improvvisazione libera, alla batteria e alle percussioni.

Tra tutte le aggiunte, però, il valore maggiore su questo album ce l’hanno di sicuro i pezzi originali, il cui motore principale è la mente creativa di Aleksander Guščin. Vale soprattutto per l’opener Circulaire, che in un attimo racconta tutto il senso dell’esperienza musicale con gli Antorino. Per qualità non sono da meno Salladin (un ottimo scontro tra approccio neoclassico e melos arabo), Reflections, Croisement  e/o A Que Por, dove gli elementi neoclassici chiacchierano in armonia con il melos medievale, mentre Guščin al violino sfida con maestria l’evergreen Vivaldi.

Alla luce di tutto questo, la visione musicale della band Anorino è così diversa, così unica, e porta nella sua discreta art culture una dose a pieno sangue di originalità, con la freschezza di un momento lucidissimo di grande sfida creativa! Attraverso un dialogo di altissima compatibilità tra le melodie guida e l’esperimento provocatorio del trio, di brano in brano sorprende sempre in positivo e non smette mai di entusiasmare. Speriamo che ad “Medieval Crossover” segua presto qualche altro capitolo musicale.

Formazione

Irina Guščina – liuto, voce
Aleksander Guščin – violino, zhaleika, liuto
Klemen Markelj – batteria

Produzione

Aleksander Guščin

Tracklist

  1. Circulaire (A. Gushchin)
  2. Ballad (A. Gushchin, I. Gushchina – autore ignoto)
  3. Retourner (trad., XIII sec. – I. Gushchina)
  4. Fulget Dies Celebris (trad., XII sec.)
  5. Contre Le Courant (A. Gushchin)
  6. Fortuna (A. Gushchin, I. Gushchina – Carmina Burana)
  7. Untertanz (trad., XII sec.)
  8. Avant Le Combat (A. Gushchin)
  9. Salladin (A. Gushchin)
  10. Chanconeta (trad., XIV sec.)
  11. Tempus Est Iocundum (Carmina Burana)
  12. Reflections (A. Gushchin)
  13. Croisement (A. Gushchin)
  14. A Que Por (A. Gushchin)
  15. Omnia Sol Temperat (A. Gushchin, I. Gushchina – Carmina Burana)
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