Melodrom allo Zakon
Luogo: Klub Zakon, Vrhnika, Slovenia
Data del concerto: 26.04.2007
Numero di spettatori: 40
Prezzo del biglietto: 6 euro
Dall’uscita dell’album The Guide è già passato mezzo anno e in questo tempo i Melodrom si sono costruiti una visione ben precisa del suono che porta le loro canzoni sul palco. Piano piano quei pezzi sono diventati dei veri classici, quindi non sorprende che nel repertorio della band facciano la parte del leone.
Così anche il Klub Zakon di Vrhnika ha assistito a una scaletta ormai quasi di ferro, che gira attorno a un asse centrale: l’album attuale. L’intero set, di una buona ora, ha proposto brani ormai rodatissimi, che non si allontanano granché dalla loro forma definitiva, quella fissata su disco. Di deviazioni virtuosistiche, insomma, nemmeno l’ombra, ma c’è un filo rosso costante, che si vede soprattutto nell’esecuzione precisa, parecchio matematica, dei pezzi. Una delle cose che ha conquistato di più i Melodrom è chiaramente la sperimentazione con i suoni elettronici, ormai perfettamente a loro agio accanto agli altri strumenti, anche se sono proprio queste incursioni elettroniche a staccarli di più dal presente musicale e a catapultarli in una specie di senza tempo sentimentale.
La scelta dei brani, al momento, è tale che i Melodrom si possono sentire solo in inglese e in una forma musicale che per genere sconfina sempre più nella disco. Questo suono è ancora più enfatizzato dal loro atteggiamento: tutti gli strumenti, voce compresa, tendono a un suono e a un’immagine di gruppo molto compatti, e così, senza che nessuno spicchi sopra gli altri, costruiscono una rappresentazione unitaria, quasi uniforme. Se proprio vogliamo trovare qualcosa in primo piano, sono i già citati effetti sonori, a cui ultimamente Matevž (Kolenc) dedica molta più attenzione, finendo per piazzare la (sua) chitarra a tutti gli effetti nella sezione ritmica.
Per chi la band non l’aveva ancora beccata in questo tour, la serata è stata di sicuro uno sguardo di qualità dentro l’intimità dei nuovi pezzi; per chi invece aveva già avuto occasione di sentirli dal vivo, o non aveva mai incrociato la band, il concerto è stato una piacevolissima aggiunta alla serata. Chi si aspettava più brani dal primo album dovrà probabilmente aspettare un po’, finché le canzoni di The Guide non si sedimenteranno, perché per ora sono nel pieno della loro primavera. E questa primavera sta fiorendo rigogliosa.
Comunque, qualche pezzo del primo album si è sentito, “Material Talk”, “Prenzlauer Allee” e ovviamente l’immancabile “September”, che di solito porta il concerto alla conclusione. Stavolta è stato anche il pubblico a scegliere l’ultimo pezzo, cosa che Mina (Špiler) probabilmente non ha nemmeno sentito, ma ha colto altre richieste e ha risposto a nome della band: “non esaudiamo mai i desideri, al massimo prevediamo bene quale pezzo suonare”. Capra e cavoli salvi.
Fine del pezzo, fine del concerto e piano piano anche fine della serata di venerdì. Ed è stata una bella serata.
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