Messa nera a Maribor con i Batushka (2018)
Autore: Kristijan Matjašič
Foto: Kristijan Matjašič
Luogo: Štuk, Maribor
Data del concerto: 01.12.2017
Prezzo del biglietto: 20€ in prevendita, 24€ il giorno del concerto
All’inizio di dicembre, per la precisione l’1.12., che più o meno segna l’inizio del periodo dell’Avvento, da noi hanno officiato messa i black metaller polacchi Batushka. L’Avvento è proprio il momento giusto per un concerto del genere. Sorprendentemente, lo show si è tenuto a Maribor, al Štuk, e non in qualche club più grosso e più noto di Lubiana.
L’atmosfera l’hanno evocata per prima cosa i nostri black metaller Srd, che suonano perlopiù in sloveno, ed è davvero curioso sentire un »growl« demoniaco nella nostra lingua madre. Di solito, quando suona la band di supporto, la gente se ne sta fuori e non in sala, ma qui non è andata così: la sala era già bella piena durante l’esibizione degli Srd. Qualcuno cantava pure i testi a memoria, segno che gli Srd sono una band parecchio conosciuta e amata dal pubblico sloveno del genere.
Prima dell’arrivo dei preti metallari polacchi, in sala si sentiva l’odore dell’incenso, lo stesso che si usa nelle nostre chiese cristiane. Io sono cresciuto in una famiglia timorata di Dio dal lato di mia nonna e ho fatto anche il chierichetto, quindi so bene che odore ha. Già prima dell’inizio ci hanno fatto capire che stavamo per partecipare a una messa, ma l’esatto opposto di quella a cui siamo abituati. Poi parte la riproposizione del loro unico album, intitolato Litourgiya. Il disco ha 8 brani, quindi 8 parti, chiamate Yekteniye. Tutto l’album è cantato in polacco/russo. Anche se la lingua ci è estranea, ci trascina dentro fredde e oscure chiese di preti russi.
Tutti i membri della band indossano maschere e mantelli che ricordano i preti RUSSI, non polacchi. I volti sono nascosti da maschere senza occhi né bocca. Un po’ come i Ghost, ma in qualche modo più realistico e serio, meno »da posèr«. Tutta la band si comporta come se fosse composta da messaggeri, o meglio esecutori, della parola di Dio in versione metal. A rendere il tutto ancora più d’effetto ci sono i tre coristi, che con le loro voci corali, quasi gregoriane, tagliano in due i blast beat e il growl del »parroco« che guida l’intera messa/il rito.
Davanti all’altare hanno l’immagine di una donna con un bambino, che probabilmente rappresenta Maria con Gesù. Verso la fine del concerto il cantante prende in mano quest’immagine e tutta la band si inchina davanti a lei. Durante lo show il cantante ci benedice pure e ci onora con i suoi gesti. Alla fine alcuni volevano ancora almeno un pezzo, ma purtroppo la band non aveva più nulla da suonare, visto che ha un solo album.
Per fortuna il pubblico è stato educato, come si addice a un concerto black metal. Però c’è sempre qualche soggetto che rovina l’atmosfera della »vera messa« con urla e commenti fuori luogo. Il problema più grosso arriva alla fine del concerto, quando vuoi andare a farti firmare un autografo dai membri della band, ma non sai chi siano davvero, perché sul palco sono mascherati per tutto il tempo. Solo il cantante è stato più facile da individuare, visto che non è proprio magrissimo.
Si dice che i Batushka siano composti da membri dei polacchi Mgła e Behemoth. Alcuni pensano addirittura che uno di loro sia Nergal, il frontman dei Behemoth. Ma non è possibile, perché a lui è vietato l’ingresso in Russia, mentre i Batushka hanno fatto anche qualche concerto sul suolo russo.
Scaletta
1. Yekteníya 1
2. Yekteníya 2
3. Yekteníya 3
4. Yekteníya 4
5. Yekteníya 5
6. Yekteníya 6
7. Yekteníya 7
8. Yekteníya 8