Metal
Autore: Rok Klemše
Artista: Annihilator
Etichetta: SPV Records
Uscita: 2007
Le leggende canadesi del thrash metal tornano a farci felici dopo due anni con un nuovo disco, intitolato semplicemente Metal. Con i primi due album, Alice in Hell (1989) e Never, Neverland (1990), gli Annihilator si sono guadagnati un posto tra i giganti del thrash metal. Purtroppo, però, coi tentativi successivi sono finiti nel dimenticatoio, inciampando più volte in uscite a dir poco mediocri. Riusciranno con Metal a tornare nell’élite?
Purtroppo è difficile crederci. Metal è l’ennesimo disco medio degli Annihilator: ci sono un paio di momenti brillanti, ma in mezzo a una montagna di momenti noiosi non riescono a restarti in testa. La montagna ha partorito il topolino. Eh sì, prima dell’uscita attorno a Metal si era creato un bel polverone. Jeff Waters ha sostenuto con insistenza che sarebbe stato senza dubbio il suo lavoro migliore, pieno fino all’orlo di fantastiche parti di chitarra. E i nomi altisonanti degli ospiti promettevano parecchio. Waters ha scelto davvero la crème de la crème del metal, e così la speranza di un disco clamoroso era ancora più alta.
Il dodicesimo album in studio si avvicina così al metal classico, anche se l’influenza del thrash metal si sente ancora. Jeff Waters si è ripreso chitarra e basso e ha usato la sua deliziosa vocina per un solo pezzo (Operation Annihilation); per il resto, la maggior parte del lavoro vocale se lo è sobbarcato il cantante e chitarrista ritmico Dave Padden, mentre dietro le pelli si è seduto Mike Mangini. Proprio Mangini è quello che si è messo più in luce sul nuovo disco, regalandoci addirittura la miglior prestazione della sua carriera… Mentre per Padden possiamo dire esattamente il contrario. Se a livello strumentale i pezzi bene o male reggono, Padden manda a ramengo ogni illusione di ottimo metal con una voce castrata, disperata e noiosamente catastrofica. I cantanti sono sempre stati il tallone d’Achille degli Annihilator, e lo stesso vale per il tentativo di Waters in Operation Annihilation. E finalmente siamo arrivati anche alla formazione “all-star” degli ospiti.
Nell’ottima opener thrash, nonché uno dei pezzi migliori del disco, Clown Parade, fa la sua comparsa come primo ospite lo straordinario chitarrista Jeff Loomis (Nevermore), che ovviamente è all’altezza della sua fama, ma resta comunque dentro i confini del metal degli Annihilator senza forzare troppo per mettersi in primo piano. Lo stesso vale per tutti gli altri ospiti: il loro contributo non si nota nemmeno, a meno che tu non li conosca a menadito. Davvero riconoscibili sono in pratica solo Loomis e Alexi Laiho (Children of Bodom), con i suoi inserti e assoli “trademark” su Downright Dominate.
Purtroppo il buon inizio di Clown Parade viene rovinato dall’ignobile (davvero, non trovo altra parola) Couple Suicide, dove prestano la voce Danko Jones (Danko Jones) e, con una delicata vocina angelica femminile, Angela Gossow (Arch Enemy). Ma che bisogno c’era di un pezzo “funky” così sdolcinato, Jeff!? Un grosso minus del disco e una macchia che, almeno secondo la mia modesta opinione, non sarà facile lavare via. Non è meglio Army of One, con il suo testo clichéd sul fatto che il metal ce l’hai nel sangue e con l’elenco dei nomi di band metal. Smothered, dignitosa a livello strumentale, viene di nuovo rovinata dal castrato Padden, che per giunta ci aggiunge pure una patetica parte parlata a metà pezzo. Su Operation Annihilation Michael Amott (Arch Enemy) piazza un assolo competente, ma purtroppo la voce di Waters non suona per niente meglio di quella di Padden. Per fortuna segue finalmente un’esplosiva miscela nella Haunted da otto minuti, che Waters e Jesper Strömblad (In Flames) incendiano con riff velenosi. Haunted dimostra più che bene che il thrash metal classico, più dei giri groove, per Waters è un vestito su misura. L’unico altro brano degno di nota è la chiusura, la mazzata thrash metal Chasing the High, dove Padden finalmente tira fuori un po’ più di grinta, mentre Waters, insieme a William Adler (Lamb of God), sfodera un variegato assortimento di riff e passaggi thrash.
Lo stile di composizione e di esecuzione tipico di Waters è purtroppo invecchiato come un amore dell’infanzia, e per l’amor del cielo, Jeff, trovati una buona volta un vero cantante!
Alla fine non ti resta che giudicare da solo il nuovo lavoro degli Annihilator. Metal è senza dubbio un disco che ha bisogno di più ascolti per entrarti sotto la pelle. A me, dopo almeno una quindicina, purtroppo non è ancora successo: ogni tanto girerà solo il terzetto Clown Parade, Haunted e Chasing the High. Personalmente preferisco ancora unirmi ad Alice in Hell e partire per Never, Neverland.
Formazione
Dave Padden – voce e chitarra ritmica
Jeff Waters – chitarra solista/ritmica, voce
Mike Mangini – batteria
MUSICISTI OSPITI:
Jeff Loomis (Nevermore) – chitarra
Danko Jones (Danko Jones) – voce
Angela Gossow (Arch Enemy) – voce
Steve ‘Lips’ Kudlow (Anvil) – chitarra, voce
Alexi Laiho (Children Of Bodom) – chitarra
Anders Bjørler (The Haunted) – chitarra
Michael Amott (Arch Enemy) – chitarra
Jesper Strømblad (In Flames) – chitarra
Corey Beaulieu (Trivium) – chitarra
Jacob Lynam (Lynam) – chitarra
William Adler (Lamb Of God) – chitarra
Produzione
Jeff Waters
Tracklist
1. Clown Parade – feat. Jeff Loomis
2. Couple Suicide – feat. Danko Jones & Angela Gossow
3. Army Of One – feat. Steve ‘Lips’ Kudlow
4. Downright Dominate – feat. Alexi Laiho
5. Smothered – feat. Anders Bjørler
6. Operation Annihilation – feat. Michael Amott
7. Haunted – feat. Jesper Strømblad
8. Kicked – feat. Corey Beaulieu
9. Detonation – feat. Jacob Lynam
10. Chasing The High – feat. William Adler