Pocket Symphony

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Artista: Air
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 2007

Il duo francese Air, formato da Nicolas Godin e JB Dunckel, torna con il nuovo album Pocket Symphony, una sinfonia tascabile, insomma. Il disco porta dodici brani freschi che proseguono quella musica tradizionalmente discreta e atmosferica a cui ci hanno ormai abituato. Però Nicolas e JB non si limitano a ripetere passi già collaudati, no, hanno decisamente imboccato una strada un po’ diversa, restando comunque ben dentro il loro mondo riconoscibile, e se proprio vogliamo trovare una somiglianza con qualche lavoro del passato, Pocket Symphony, per suoni e atmosfera, è ancora il più vicino alla musica che hanno composto per il film The Virgin Suicides, della regista Sofia Coppola, e pubblicato con lo stesso titolo.

Meglio mettere subito in chiaro, quindi, che questo non è assolutamente un disco per il sabato sera, di quelli che ti mettono le ali per volare fino al mattino: per una cosa del genere è meglio aspettare la nuova uscita di un altro duo francese, i Daft Punk. Gli Air hanno sempre offerto ali su cui soprattutto si galleggia, in modo piacevole e senza meta, ma il bello del viaggio dovrebbe stare proprio nel viaggio stesso e non nel peso del fardello che la destinazione rappresenta.

Oltre alle “solite” manovre musicali in cui si cimentano Nicolas e JB, questo album contiene anche qualche sorpresa. La prima è la partecipazione di Jarvis Cocker, che mette la sua voce nel brano “One Hell Of A Party” e ci fa capire che ci si è divertiti, qualunque cosa sia stata, ma ora è finita e serve solo un po’ di riposo, con le parole “This was one hell of a party, nobody got to go to bed. But this morning-after’s killing me and I have to rest my head”. La seconda sorpresa arriva sotto forma di un altro ospite al microfono, Neil Hannon, che di solito canta nei The Divine Comedy, e qui si ritrova da qualche parte tra il risveglio e il sonno, nel brano “Somewhere Between Waking And Sleeping”. L’ultima sorpresa è l’inserimento di due strumenti giapponesi, il koto e lo shamishen, con cui i due avevano già timidamente flirtato nel precedente album Talkie Walkie e in un altro progetto cinematografico per cui avevano contribuito con un brano, Lost In Translation, anch’esso diretto da Sofia Coppola.

Pocket Symphony non provocherà certo scosse tettoniche, ma è un disco più che soddisfacente e piacevole per i momenti “senza meta”, quando le ali sono spiegate e ci portano lentamente, ma al sicuro, attraverso il tempo. E di momenti così, di solito, ce ne sono troppo pochi.

Formazione

Nicolas Godin: Voce, basso, chitarra, solina, sintetizzatore, pianoforte, koto, shamishen, batteria, tamburello, memory moog, wind chimes
JB Dunckel: Voce, pianoforte, sintetizzatore, vibrafono, glockenspiel, xilofono, arp percussion, rhodes

Musicisti ospiti:

Joey Waronker: Batteria e percussioni
Magic Malik: Flauto
Tony Allen: Batteria
Jarvis Cocker: Voce (brano #3)
Neil Hannon: Voce (brano #10)
Joby Talbot: Arrangiamenti per archi (brani #1 e #12)
David Richard Campbell: Arrangiamenti per archi (brano #10)

Produzione

Nigel Godrich e Air

Tracklist

01. Space Maker
02. Once Upon A Time
03. One Hell Of A Party
04. Napalm Love
05. Mayfair Song
06. Left Bank
07. Photograph
08. Mer Du Japon
09. Lost Message
10. Somewhere Between Walking And Sleeping
11. Redhead Girl
12. Night Sight

Durata dell’album: 48:00

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