Mighty

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Carousel Vertigo
Etichetta: Molano Music
Uscita: 2013
Durata: 45:55
Voto: 4.5/5

Attenzione! Arriva roba bollente! Quando un album di questo calibro ti finisce »sul piatto« puoi tirare un sospiro di sollievo, perché ti è subito chiaro che per il futuro del rock ‘n’ roll non c’è niente da temere! Stavolta si tratta del progetto Carousel  Vertigo. Diciamo pure una band!  Tutto è nato in modo del tutto spontaneo! Senza nessun accordo architettato in anticipo. La Gibson ha spedito in Francia, nel 2008, il suo »endorser« con licenza Jansen Press. Press, che viene da Nashville, negli Stati Uniti, cosa che tra l’altro suggerisce già il logo stesso dei Carousel Vertigo, doveva partecipare a una fiera musicale in cui, ovviamente (quasi per obbligo), anche Gibson presentava le sue creature. È successo che Press ha fatto una »jam« sul palco insieme all’»endorser!« francese delle chitarre Gibson, Vincent Martinez. E allora?  I due artisti hanno scoperto di intendersi alla grande suonando insieme, ed ecco posata la prima pietra per qualcosa di più grosso. Per di più Martinez non è solo un ottimo cantante, è anche un cantante eccezionale.

Un altro episodio è stato fondamentale per far salire il nome Carousel Vertigo sulla scena internazionale. A una fiera musicale simile a Birmingham, in Inghilterra, i due pezzi da novanta sul palco sono stati notati dal socio in affari di Rick Parfitt, leggendario chitarrista degli Status Quo! Parfitt dev’essere rimasto entusiasta della scoperta, tanto che gli Status Quo si sono »portati dietro« i Carousel Vertigo per ben due tour insieme, con i Carousel Vertigo ad aprire le serate degli Status Quo!  E la cosa è andata ancora oltre. Per l’album d’esordio »Mighty« ha dato il suo contributo creativo da autore addirittura il bassista degli Status Quo in persona, John »Rhino« Edwards, che con Press e Martinez ha co-firmato il brano 3rd Deegre.  Già questi fatti bastano a dire che con Carousel Vertigo e l’album »Mighty« siamo di fronte a una vera avventura musicale di prima classe, che ripaga alla grande chi ama l’hard rock cotto a puntino nella retorica rustica del blues!

E adesso tendiamo l’orecchio ai contenuti di questo lavoro! Se ami l’hard rock carico fino all’orlo di blues, ascoltando »Mighty« ti sentirai di casa. Diciamocelo chiaro e tondo: ti »eccitera« di brutto. I due fedelissimi del sound Gibson costruiscono lungo tutto l’album una morsa di riff grassi e ruggenti nelle frasi di chitarra, innestate su assoli definiti in modo dannatamente buono, in cui a nessuno dei due manca mai la dinamite. Condiscono il tutto anche con parti di slide (I’m A Comin’ World). I passaggi di raccordo, le introduzioni, le code dei pezzi sono piene zeppe di fantasiosi ghirigori chitarristici, e così lo sviluppo dinamico dei brani sull’album è ottimizzato al massimo!  Qui non c’è spazio nemmeno per un pizzico di ego trip. È un album che vanta una dose straordinaria del giusto equilibrio tra le acrobazie di una virtuosità sopraffina e il seguire l’istinto primordiale! Esattamente quello che serve a un disco hard rock con tutti i crismi, intriso di un erotismo blues pulsante! Il picco, da questo punto di vista, è il brano Howl At The Moon! Un pezzo rotolante su un ritmo da cannone a medio tempo, con un ronzio di riff incendiari a fare da miccia, e la voce di Martinez che qui spicca in modo particolare, in un’incarnazione ululante e senza compromessi!

Martinez ha una voce potente ed esplosiva. Per essere un francese se la cava benissimo con l’inglese. Ha un’aria da monello e il giusto tocco di incantesimo con cui conquista l’ascoltatore all’istante. Il suo carattere vocale ha un’impronta espressiva straordinaria. Potente in ogni registro, dosato come si deve con una ruvida gutturalità. Esattamente quello che richiede lo stile che Press e Martinez stanno sviluppando! Martinez è convincente nel mettere in scena passione ed emozioni, e la sua interpretazione è sempre salata da un carattere autentico di improvvisazione soul di altissimo livello. I riffoni pesanti e rombanti, da cui cola blues denso come il miele, riprendono l’energia sfrenata degli anni Settanta, quando su quei palchi s’infuriavano Free, Humble Pie o Bad Company, e non di rado i tratti si avvicinano persino ai Black Crowes più tardi, ogni tanto anche ai Great White. Parliamo quindi di un insieme di dieci brani che nel suo dossier compositivo e sonoro è travolgente dal primo all’ultimo secondo. I due hanno condito i pezzi anche con organi Hammond e percussioni, e qua e là il suono è rinforzato e addensato anche da chitarre acustiche. Se »Mighty« fosse stato registrato all’inizio degli anni Settanta, i Carousel Vertigo con gli anni avrebbero di sicuro raggiunto lo status sempreverde di pionieri e leggende del rock.  È incredibile, infatti, come i due musicisti siano riusciti a riversare la magia senza tempo della dottrina degli anni Settanta, quando sulla scena hard rock e blues non è stato registrato né pubblicato un solo album brutto, e a infondere al loro lavoro un’anima in modo così autentico e sincero.  Il mix finale e il mastering del suono incidono in modo decisivo sulle sensazioni appena descritte. Se ne è occupato infatti il celebre maestro del suono Keith Rose. È il tizio »colpevole« del suono di album di artisti come, tra gli altri, Coverdale/Page e Aerosmith.

»Mighty« non è un album che annuncia la lacrimuccia nostalgica di tempi lontani, quando il rock ‘n’ roll era ancora giovane e innocente , e non è nemmeno »solo« un disco di »bravi imitatori«. È un disco hard rock di altissimo livello, intriso fino al midollo di blues e anche di boogie (Last Call For Love, 3rd Deegre), che tra qualche strizzata d’occhio al passato va dritto per la sua strada, con un carattere musicale affilato e ben definito. La domanda è quanto a fondo possano mettere mano al portafoglio Press e Martinez. Se non si daranno da fare con una promozione aggressiva, questo album rischia infatti di affondare nel dimenticatoio in un attimo, e insieme a lui anche una delle grandi speranze che un giorno tornino i tempi in cui i talenti autoriali ottenevano, per la loro originalità, un successo commerciale sudato e meritato!

Formazione

Vincent Martinez – voce, chitarra, basso, batteria
Jansen Press – chitarra, basso, percussioni, cori
Jimmy Mountout – batteria, percussioni
Jolynn Daniel – chitarra acustica, cori, percussioni
John Deadrick – organo Hammond B3, pianoforte
Julian Audigier – batteria nel brano n. 10
Thomas d’Arbigny – cori nel brano n. 10 

Produzione

Jansen Press

Tracklist

1. Mighty Good Woman
2. I’m A Comin’ World
3. Long Highway
4. I’m Your Man
5. 3rd Degree
6. Day For A Bone
7. Help Me Through The Day
8. Better Be Wanting Me
9. Howl At The Moon
10. Last Call For Love 

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