Psichedelia spaziale in Slovenia per la terza volta (2014)

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Luogo: Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia
Data del concerto: 08.04.2014
Numero di spettatori: 1000
Prezzo del biglietto: 16,00€ (prevendita) / 18,00€ (il giorno del concerto)

I fan sloveni nella Katedrala si sono presi per la terza volta una bella dose di antibiotici post-rock, anche se con un effetto un po’ più blando. La serata è filata via senza troppe processioni e cambi di scena: God Is An Astronaut, punto e basta. Niente lanci inutili di band di supporto, niente diarrea verbale tra un pezzo e l’altro: gli irlandesi spaziali hanno messo in piedi un set dinamico e vario a modo loro.

La scelta dei pezzi in scaletta ha portato la sala tanto nel periodo »storico« della band quanto tra suoni più moderni. Alla ricchezza sonora degli astronauti non c’è nulla da obiettare; nonostante un fonico a tratti un po’ giocherellone, che si è divertito pure lui a esplorare le capacità sonore del Kino Šiška, il concerto ha tenuto una sfera sonora solida e coerente. Il massimo risalto qui è andato ai due della sezione ritmica, che hanno trascinato senza compromessi tutta la band in avanti. Ci ha messo del suo anche il suono: ogni tanto le frequenze basse riempivano la pancia e vibravano imperterrite sotto la bacchetta dei maestri della base ritmica. Di conseguenza gli innesti di chitarra spaziali avevano più spazio di manovra per aprirsi senza freni. Nei passaggi più pieni d’arrangiamento la Katedrala annegava nel suono di chitarre laceranti, quasi »white noise«. La combinazione vincente e un suono ben sistemato, i post-rocker irlandesi li hanno rifiniti con inserti vocali sparsi di rado. Non canto tradizionale, ovviamente, fatto di linee chiare e pulite, ma intervalli di voci dal sapore robotico.

Purtroppo i God Is An Astronaut perdono punti quando si arriva alla dinamica dell’esecuzione. Va be’, la rete di psichedelia spaziale che i GIAA tessono con tanta precisione richiede un approccio molto specifico al live. Bisogna anche tener presente che suonare su una base di »sample« e delay non è proprio una passeggiata, perché anche il minimo errore o ritardo manda in frantumi la struttura degli effetti sonori. Di nuovo: non ci aspettiamo certo un Iggy Pop sul palco, perché la dinamica scenica si scontrerebbe con quella della musica. Il punto è soprattutto che la band ogni tanto ha ondeggiato nella dinamica, in quell’elemento mancante di un concerto per il resto ottimo, cosa che comunque non ha pesato più di tanto sull’umore generale del pubblico. Ogni pezzo è stato accompagnato da un applauso fragoroso, che ha dato ancora più benzina ai GIAA. L’effetto si è sentito soprattutto con i brani più vecchi in scaletta; Echoes ha avuto una delle reazioni migliori della serata. Nel bis, Route 666 dal disco The End Of The Beginning ha accompagnato il pubblico verso la fine della serata al Kino Šiška.

A concerto finito una cosa è chiara: i post-rocker irlandesi torneranno. Il pubblico sloveno ha fatto bene al loro umore e di conseguenza anche all’esecuzione. L’alta qualità della performance è stata accompagnata di continuo da una risposta del pubblico relativamente buona, e tutto si è travasato in un risultato positivo per il collettivo musicale. Niente parole inutili, niente casino inutile; un evento dal taglio sobrio, che resterà nel ricordo proprio così. Sobrio.

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