Mist liberano Gromka dal sole (2018)
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Gromka / Lubiana
Data del concerto: 08.06.2018
Il sole dà la vita. Grazie a lui possiamo anche solo calpestare questo pianeta, e nell’allegoria della caverna di Platone rappresenta la luce della conoscenza e dell’illuminazione dell’uomo. Ma il sole la vita può anche toglierla, e proprio per questo, come antipodo delle tenebre, è l’antagonista perfetto per tutto ciò che sa di buio e si muove nell’ombra. Anche gli unici rappresentanti del doom metal da noi, i lubianesi Mist, col loro primo album vogliono quindi liberarsi dalle catene del sole. Free Me of the Sun, l’attesissimo debutto sulla lunga distanza, ha visto la luce nel buio e nella penombra sabato scorso a Metelkova, a Lubiana.
Per la release party del loro debutto, i Mist hanno invitato dei colleghi di genere, gli ottimi maestri del doom di Reška, gli Old Night, che l’anno scorso hanno pubblicato il loro primo album sulla lunga distanza, Pale Cold Irrelevance. Come spalla, per restare in tema, non navigano in acque così occulte come i Mist, ma si tengono a soluzioni doom più tradizionali, sulla scia di band come My Dying Bride e Solitude Aeternus. Gli Old Night costruiscono soprattutto un’atmosfera di disperazione, tristezza e perdita, e ci riescono alla grande, prima di tutto grazie al muro di riff di ben tre chitarre e alla voce potente e convincente di Matej Hanžek, che a tratti viene sostenuto dal growl brutale del fratello Ivan. Nonostante il caldo insopportabile, gli Old Night hanno avvolto Gromka in un manto di freddo doom metal e hanno presentato il loro debutto sotto una bella luce.
Il fresco fresco album di studio Free Me of the Sun, uscito due settimane fa per Soulseller, l’ha poi presentato la band principale della serata: quattro streghe e uno stregone che rispondono al nome di Mist. Dagli inizi nel 2012 il gruppo ha proseguito sui binari giusti, che dopo il demo e l’EP Inan’ li hanno finalmente portati al primo album sulla lunga distanza. Nel frattempo c’è stato anche un bel salto di qualità live all’estero, che li ha portati su palchi di festival di tutto rispetto come l’italiano Doom Fest, il Malta Doom Festival e il celebre Hammer of Doom. Free Me of the Sun ha però avuto il suo varo ufficiale in casa, dove sabato scorso quattro ragazze e una barba hanno riempito per bene una Gromka rovente. Dopo gli inizi doom classici, che nel demo ricordavano parecchio Pentagram e Black Sabbath, i Mist hanno poi aggiunto al loro doom una forte nota occulta, che ha toccato il culmine nel debutto. Si vedeva già dal palco – uno stendardo con simboli simili a quelli luciferiani, incenso, luce rossa, fumo. L’atmosfera era in linea con la musica, e anche l’esecuzione è stata di alto livello. I riff del duo Babošek/Tanšek erano pesanti, lenti e monolitici, e l’eventuale monotonia è stata spezzata a tratti con successo dagli assoli di Tanšek, che andavano dal tipicamente doom fino al psichedelico alla hippie. La sezione ritmica ci ha scosso le budella come si deve, mentre la vera protagonista dell’atmosfera occulta è stata la voce sinistra come un canto di sirena di Nina Spruk, che ha fatto un lavoro eccellente. Da quel che si è sentito, i Mist si sono staccati dalla troppa somiglianza coi Pentagram e sono andati a pescare tra influenze in cui suonano addirittura simili ai The Devil’s Blood e con una psichedelia alla Jefferson Airplane. L’unico passo falso è stato lo spettacolo di danza di un’esponente del collettivo Tribal Bizarre (se non mi sbaglio): sembrava completamente fuori contesto e non ha centrato l’effetto voluto. Per il resto, i Mist hanno presentato il tanto atteso debutto sotto una luce davvero splendida.
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