Murder By Pride

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Artista: Stryper
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2009
Durata: 45.46
Voto: 4/5

Il nuovo album degli Stryper è il seguito della storia iniziata con il disco del ritorno, “Reborn”, uscito due anni fa. Anche se pure “Murder By Pride” è un lavoro pensato prima di tutto per appagare il gusto musicale dei fan più fedeli della band, è diverso dal predecessore. Soprattutto è più “sciolto” e variegato in certi pezzi. Certo, gli anni di gloria di vent’anni fa sono ormai lontani: oggi c’è un’altra produzione, un altro approccio. Rispetto a “Reborn”, “Murder By Pride” offre una produzione ancora un filo più grezza e diretta.

Eppure gli Stryper rientrano in quel pugno di band tornate in pista che sono riuscite a integrare con successo gli strumenti della produzione moderna nell’impianto classico dell’hard rock melodico. Vuol dire che le “novità” non hanno dato alla testa ai ragazzi, come invece succede nei nuovi dischi di Kingdom Come, Europe o Hardline. Per questo, con il nuovo album, gli Stryper restano attuali e interessanti anche per chi ama i loro dischi più vecchi.

Il primo asso del nuovo album è ovviamente l’ottima voce di Michael Sweet. È variegata, piazzata al centro, sfrutta fino in fondo l’inserimento e l’enfasi delle melodie anthemiche nei ritornelli e porta con efficacia la potenza della voce dalle zone medie fino alle più alte, e viceversa. Curioso che il vero profumo di hard rock melodico classico su questo disco si senta davvero solo con la cover dei Boston, Peace Of Mind. E non è una cover tanto per fare: è curata alla perfezione dalla testa ai piedi. La band è riuscita a ricodificare le complesse armonie multivocali dell’originale, e a Sweet è perfino riuscito di incuriosire della cover lo stesso Tom Scholz, che compare nel pezzo come musicista ospite. Fanno decisamente il loro effetto le armonie a tre voci di passaggio tra l’assolo e l’ultimo ritornello, quelle per cui l’originale è famoso e che in fondo sono il senso stesso dei Boston, pionieri dell’AOR. Alive è un’ottima ballad. Dura appena tre minuti e mezzo, con una strofa alla Beatles e un ritornello vero, di quelli che rimandano alle radici degli anni Ottanta.

Gli Stryper danno sempre fedelmente la precedenza alla compattezza melodica dei pezzi, e giurano fedeltà all’impianto tradizionale dell’hard rock melodico. Arricchiscono i brani con armonie di chitarra a tre voci, che richiamano la tradizione dei dischi passati (per esempio The Plan). Anche il proseguimento con la title track mantiene alto l’interesse. Murder By Pride è il momento dell’album con il legame più forte tra la band e l’eredità dell’hard rock melodico, e per i devoti della vecchia scuola sarebbe stata una scelta molto più audace come apertura del disco rispetto a Eclipse Of The Son. Quest’ultima, con la sua strofa diretta e leggermente punkeggiante, è senza dubbio tra le deviazioni dell’album, ma a rimetterla sui binari dell’hard rock ci pensa il ritornello. La ballad d’impatto I Believe, con la perfezione delle armonie vocali a più voci nel ritornello, arriva a lambire le impostazioni dell’hard rock melodico britannico e regala un altro grande momento al disco. Possiamo restare tranquillamente sulla stessa frequenza, perché Run In You riprende l’energia del pezzo precedente. Anche se a questo punto l’album si fa più tranquillo, a tenerlo lontano dal rischio di cadere nel ruminare banalità già ruminate ci pensa sempre la grande voce di Sweet, che svolge il suo compito con sentimento e un dieci pieno per tutto il disco. Love Is Why, insieme alla title track, è un altro momento che farà impazzire i vecchi fedelissimi della band, ma l’attenzione si concentra soprattutto su un ritornello limato alla perfezione dal punto di vista melodico. La maturità compositiva si riassume in chiusura con Everything, dove la band intreccia da maestra un’atmosfera drammatica lungo la successione, melodicamente coerente, strofa – pre-ritornello – ritornello. La scelta giusta per far salire la tensione drammatica verso la fine del disco, con un momento di maggior rumore, è My Love (I Always Show), che per immediatezza riporta di nuovo ai mitici anni Ottanta. Fa il suo effetto il contrasto tra la strofa drammatica e il cambio verso un ritornello rock n’ roll civettuolo, alla Cheap Trick.

Insomma, questo è un album che offre abbastanza varietà, e gli Stryper confermano ancora una volta di essere portatori credibili e ispirati della ricca eredità degli anni Ottanta, e che non hanno alcun bisogno di “reinventare” a tutti i costi stile e suono per attirare l’attenzione nei tempi nuovi. “Murder By Pride” è il seguito che ci si aspettava da “Reborn”. Magari non è un album di hard rock melodico così compatto, ma le leggere deviazioni di alcuni pezzi sono più che benvenute, perché permettono alla band di dire senza peli sulla lingua che il nuovo album è diverso, e però resta comunque un disco hard rock Stryper al 100%!

Formazione

Michael Sweet – voce, chitarra
Oz Fox – chitarra
Tracy Ferrie – basso
Robert Sweet – batteria

MUSICISTA OSPITE:
Tom Scholz – chitarra nel brano n. 3.

Produzione

Michael Sweet & Danny Bernini

Tracklist

1. Eclipse Of The Son
2. 4 Leaf Clover
3. Peace Of Mind
4. Alive
5. The Plan
6. Murder By Pride
7. I Believe
8. Run In You
9. Love Is Why
10. Mercy Over Blame
11. Everything
12. My Love (I’ll Always Show)

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