Necronomicon : Unleashed Bastards

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data di uscita: 28.09.2018
etichetta: El Pueblo Records
produzione: Necronomicon
voto: 8.5 / 10


No, non sono i krautrocker omonimi. Questi Necronomicon sono invece una band thrash metal teutonica old school di Lörrach, in Germania. «Unleashed Bastards» è il loro nono album in studio in totale, e la band ha alle spalle ben 34 anni di attività. Se ci aggiungiamo pure gli esordi punk, arriviamo addirittura a 37. Con una pausa di dieci anni tra il 1994 e il 2004, i Necronomicon sono oggi sinonimo di underground assoluto e uno dei segreti meglio custoditi della scena tedesca del loro genere. A differenza dei loro coetanei, soprattutto quelli di fama mondiale (Sodom, Destruction, Kreator), e pur essendo una band da «underground assoluto», non sono stati per niente meno importanti nell’invasione globale del thrash metal teutonico a fine anni Ottanta. Più «underground», più «sotterranei» di così non si può, come nel caso dei Necronomicon.

Anche «Unleashed Bastards» segue il carattere di quanto fatto finora dalla band, come c’era da aspettarsi. A livello evolutivo si ricollega nel modo più sensato al predecessore «Pathfinder… Between Heaven And Hell» (2015), ma per il resto anche sul nuovo disco la band resta fedelissima a tutto ciò che ha creato dagli anni Ottanta a oggi. Senza Freddy, la sua grinta e la sua testardaggine, i Necronomicon sarebbero spariti dal pianeta da un pezzo. La sua voce resta il marchio di fabbrica più riconoscibile e la base che definisce il dossier musicale della band. Tutta l’essenza, il carattere crudo, affilatissimo, devastante e senza compromessi, che lascia una sensazione di intransigenza assoluta, non azzannerebbe mai in modo così superbo sopra un’artiglieria di riff distruttiva e un rullare ritmico del genere, se non fosse dotata di una voce velenosa come quella di cui si fregia Freddy.

«Unleashed Bastards» lascia addosso una sensazione di rabbia e di rivolta totale. Come impone il titolo del pezzo Total Rejection, che troviamo sul «demo» della band degli anni Ottanta. Qui è stato quindi rinfrescato e registrato di nuovo per il nuovo album, e porta un altro contatto genuino con i tempi della nascita, quando i Necronomicon suonavano punk e si chiamavano ancora Total Rejection.

Quello che spacca in Unleashed Bastards è quel carattere primordiale, trattenuto e genuino del furore thrash metal degli anni Ottanta, che in studio però è stato «rinfrescato» con la maturità e rivitalizzato. Lo giustifica già solo un’occhiata alla copertina, che riunisce tutta l’iconografia della band, ovvero gli atti artistici del cammino percorso, compreso l’esordio «Necronomicon» (1986).

Con oltre 51 minuti di musica, forse è un po’ troppo per un lavoro comunque ambizioso, perché a livello stilistico il dossier musicale della band lo assimili in fretta. Dopo uno o due pezzi. I Necronomicon mantengono quindi anche sul nuovo album tutta la loro rabbia ardente e ad alto numero di ottani, l’ira, l’indomabilità, la grinta, la vera ferocia, e in pratica traducono i momenti migliori che la scia del thrash teutonico ha piantato nel metal. Le frasi di chitarra occupano una piacevole fetta di varietà. È quasi superfluo aggiungere che si basano ovviamente sull’accordatura a mezzo tono, e che la voce si prende uno spazio enorme, il che mette spesso l’assolo di chitarra in secondo piano, o per dirla altrimenti. In posizione inferiore. L’album è comunque pieno di brevi ma concisi inserti strumentali di chitarra, e i Necronomicon sono anche maturati parecchio a livello evolutivo, dato che con gli anni dedicano più attenzione alla musicalità (armonie a tre voci in apertura e in chiusura).

Per gli amanti del thrash teutonico, ma anche degli Overkill, dei primi Slayer e, non dimentichiamolo, dei complessi e sfuggenti dottori del thrash metal di quell’epoca, gli svizzeri Coroner! «Unleashed Bastards» vi ripulirà i condotti uditivi con gratitudine, mentre per chi non è preparato a questo boccone di invasione sinistra e spietata di riff della vecchia buona scuola del thrash europeo può causare danni permanenti all’udito e sanguinamenti, o quantomeno un brutto trauma. Speriamo che questo disco riporti la band sui palchi europei, perché si merita una presentazione degna. Non dimentichiamolo. Il thrash metal azzanna sempre meglio e in modo più genuino dal vivo che sui dischi, e questo vale da sempre anche per i leggendari Necronomicon.

autore: Aleš Podbrežnik


tracklist:
01. Burn And Fall
02. Leave The Lights On
03. Total Rejection
04. Malevolent
05. We Did We Do We Always Burning
06. Imperial
07. My Name Is Vengeance
08. Forbid Me For Living
09. Unleashed
10. Religion Live Fast
11. Personal Enemy
12. The Nightmare Continues

formazione:
Volker “Freddy” Fredrich – voce, chitarra
Michael Kusch – chitarra
Marco Lohrenz – basso
Christopher Speich – batteria

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