No One Can
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Marillion
Etichetta: EMI Records
Uscita: 1991
Durata: 14:59
Voto: 4.5/5
I veterani dell’art rock britannico Marillion scelsero come secondo singolo dell’ormai leggendario album “Holidays in Eden” (1991) la power ballad “No One Can”, che – proprio come “Cover My Eyes” e “Dry Land”, gli altri due singoli estratti dal disco – aveva tutte le carte in regola per diventare un grosso hit radiofonico. Non andò così, perché l’arrivo improvviso del grunge a inizio anni Novanta rimescolò pesantemente le carte e ridusse parecchio lo spazio di manovra per art rock e rock melodico. Nonostante “Holidays” in Eden” fosse di gran lunga il loro album più commerciale, nelle classifiche dell’epoca non ottenne il riconoscimento che meritava. I ragazzi della band non se ne fecero un gran problema, mentre la EMI, ovviamente, versava lacrime di coccodrillo.
“No One Can”, condita da un retrogusto AOR, è una delle ballad più belle della storia dei Marillion e probabilmente la cosa più morbida che abbiano mai fatto: per ampiezza d’atmosfera si piazza vicinissima alla senza tempo “Easter”, anche se qui si parla di pura dichiarazione d’amore, un genere di cui nella loro variegata carriera non ce n’è stato poi molto. Mr H trovò l’ispirazione per i versi poco dopo essere entrato nella band, quando lo prese la nostalgia di moglie e figlia lontane. Il fascino principale di questo classico sta nella melodia semplice e serena, con un ritornello potente e melodico e armonie vocali di accompagnamento. Come in tutte le loro ballad, in “No One Can” non c’è neanche l’ombra di sdolcinatezza, perché il testo d’amore è messo giù in modo intelligente e mai invadente. Uno dell’etichetta EMI dichiarò perfino, all’uscita, che si sarebbe buttato dalla finestra se questo pezzo non fosse diventato un grande hit. Ovviamente mentiva.
Sul CD, cioè sul lato B del vinile da 12 pollici, come tracce di accompagnamento ci sono una versione dal vivo del classico “Splintering Heart” e “A Collection”, una ballad acustica interessante e piacevole. Il testo parla di un tizio con un feticcio piuttosto bizzarro: scattava le foto delle sue (ex) donne sempre nello stesso posto e poi le aggiungeva in sequenza a un album. Nonostante questo tema, diciamo pure un filo perverso, la melodia centrale, tenuta insieme dalla voce vellutata di H, suona delicatissima e innocente.
“No One Can” è una dimostrazione purosangue di raffinatezza artistica, di quelle che riescono a regalare solo le band di prima grandezza, tra cui senza dubbio rientra anche il ‘segreto musicale britannico più gelosamente custodito’. Questo singolo, oggi piuttosto raro, è uno di quelli che meriterebbero un posto d’onore nella collezione di ogni fedele fan dei Marillion.
Formazione
Steve Hogarth – voce
Steve Rothery – chitarra
Mark Kelly – tastiere
Pete Trewavas – basso
Ian Mosley – batteria
Produzione
Christopher Neil, Rob Eaton e Marillion
Tracklist
1. No One Can
2. A Collection
3. Splintering Heart (Live)