Omaggio all’opera dei Metallica a Fiume (2008)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Dvorana Stereo / Fiume / Croazia
Data del concerto: 27.12.2008
Presenze: 600
Prezzo del biglietto: 40,00HKR

Dopo la notte infuocata con gli Iron Maiden (una “tribute to” band degli Iron Maiden dall’Ungheria), a Fiume è arrivato un altro concerto, stavolta in omaggio ai giganti del metal Metallica. Un paio d’anni fa la Croazia è stata travolta da un’inarrestabile febbre da “tribute to”, che si è diffusa a macchia d’olio in tutto il paese: oggi lì si possono vedere regolarmente imitazioni di ottimo livello di tutti i nomi più grossi e importanti, dagli AC/DC ai Depeche Mode o ai Queen, e i loro concerti fanno tutti, uno dopo l’altro, il pieno o quasi.

Gli imitatori dei Metallica, chiamati semplicemente Metallica Real Tribute, sono un quartetto composto da: Lale (alias James Hetfield), Filip (alias Kirk Hammet), Vihor (alias Robert Trujillo) e Milan Jejina – Jegy (alias Lars Ulrich). Quest’ultimo, tra l’altro, può vantare un pedigree di tutto rispetto, visto che in passato è salito sul palco con Paul Di’Anno (ex-Iron Maiden) e Max Cavalero (Soulfly, ex-Sepultura).

Come previsto, lo Stereo era più pieno del giorno prima, quando era toccato agli Iron Maiden. I motivi possono essere diversi: i Metallica sono una band più amata dai giovani, i Metallica Real Tribute sono croati e questa è la loro prima volta a Fiume.

Anche stavolta si è partiti ben oltre le undici di sera. La temperatura è schizzata alle stelle appena è partita l’intro registrata: la gente ha drizzato le orecchie, si è stretta sotto il palco ed è esplosa di colpo insieme alla band con Whiplash. La marcia infernale piazzata subito in apertura ci ha presentato un gruppo che ricordava vagamente i membri originali dei Metallica non solo per look e presenza scenica, ma anche per l’aspetto fisico dei singoli. In un attimo la band ha messo in chiaro un elemento importantissimo, che colloca il suono dei Metallica un gradino sopra quello di tante altre band: la riconoscibilità a distanza. La sezione ritmica! La batteria aveva un suono eccellente, vivo, corposo. In particolare il rullante  si faceva notare per un profondo riverbero metallico che, soprattutto nei passaggi, funzionava da ottimo riempitivo e contribuiva a creare un’atmosfera da demolizione sul palco.

La voce era ben costruita e tarata per inseguire le linee di Hetfield. Rabbiosa, tagliente, carica di veleno! Riuscita bene la tipica chiusura secca dei versi, lo sguardo da sotto la fronte, sempre cupo, se non furioso e accusatorio!

I ragazzi hanno ovviamente messo in scaletta i pezzi del periodo d’oro dei Metallica, quindi fino al “Black Album” incluso.  In un repertorio per il resto ben rodato si sono infilate alcune pecche, che spiccavano soprattutto nelle parti acustiche di pezzi come One e Sanatarium, dove il suono sembrava troppo “piatto”, senza quel tocco di “calore” in più. Interessante anche notare che al cantante riusciva meno cantare le linee pulite più basse di Hetfield, mentre le parti più pesanti, quelle che richiedono aggressività, ruvidezza e potenza fuori dal comune, le ha cantate a un livello alto, come richiesto.

Incredibile la partecipazione del pubblico durante il concerto. La gente si lasciava andare a un headbanging selvaggio e sentitissimo sotto il palco, un paio di volte è sfociato tutto in un “mosh pit” generale; io ho preferito tenermi a distanza per portare a casa la pelle. A differenza del concerto del giorno prima, stavolta è durato un’ora e tre quarti, cioè quasi mezz’ora in meno. La guida molto sicura e autorevole del cantante/chitarrista Lale, che con il carisma da palco spostava senza fatica l’attenzione su di sé e si guadagnava l’obbedienza della folla, è uno dei fattori più importanti che possono contribuire (con una crescita qualitativa, ovviamente) alla popolarità futura di questa cover band. Le armonie a tre voci erano curate, raddoppiate in modo bello e preciso, anche se a tratti nel mix suonavano un po’ basse; per il resto la band nei riff ha tenuto testa con mestiere e affiatamento alle sfuriate thrash oltre il minutaggio previsto. Il livello d’atmosfera del concerto è schizzato in alto soprattutto verso il classico di culto One, e da lì è rimasto bollente il doppio fino alla fine. Di certo non sono mancati tutti i maggiori hit (con l’eccezione di Unforgiven) del “Black Album”, che i ragazzi si sono tenuti per la seconda metà del concerto per mantenere alto il clima infuocato. In linea di massima si sono attenuti a una diligente imitazione dell’originale, con l’eccezione della stranota Nothing Else Matters, dove Lale strimpellava accordi interi nei pre-ritornelli e si è concesso un po’ più di improvvisazione nel cantare il ritornello. I due chitarristi si sono divisi il lavoro come fanno in studio o sul palco gli originali Hetfield e Hammet. La febbre in sala non calava, ed era incredibile vedere come in tutti questi anni i Metallica si siano insinuati sotto la pelle della gente e quanto significhi per loro il loro opus musicale. L’ondata di approvazione generale del pubblico è stata davvero straordinaria.

Quando i ragazzi hanno suonato il secondo bis e si sono “apparentemente” congedati dal palco, l’organizzatore ha commesso una piccola svista: ha messo subito la musica di sottofondo e acceso le luci in sala. Così la sala ha iniziato a svuotarsi. Eppure, dopo qualche minuto i membri della band tornano sul palco e, per salutare, suonano ancora la diabolica Seek And Destroy, con cui, come se niente fosse, si riprendono il pubblico.

Questa band non suona insieme da molto tempo come cover dei Metallica, eppure al concerto di Fiume ha mostrato un potenziale straordinario per crescere e affinare ulteriormente il repertorio dei Metallica, che in futuro potrebbe portarla con grande successo a un approccio professionale e perfezionista! Bella cosa, insomma.

foto: Aleš Podbrežnik

Scaletta

1. Whiplash 2. For Whom The Bell Tolls 3. Harvester Of Sorrow 4. Fade To Black 5. Battery 6. The Thing That Should Not Be 7. Sad But True 8. Fight Fire With Fire 9. One 10. Creeping Death 11. Sanatarium 12. Master Of Puppets 13. The Four Horsemen 14. Nothing Else Matters 15. Enter Sandman —bis 1.— 16. Wherever I May Roam 17. Blackened —bis 2.— 18. Seek And Destroy

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