Operation: Mindcrime II
Artista: Queensrÿche
Etichetta: Rhino Records
Uscita: 2006
Voto: 2.5/5
I Queensryche tirano fuori il seguito del primo capitolo. La storia concettuale dovrebbe finalmente sciogliersi. Nikki esce di prigione, se ne sta chiuso in camera e annega nel senso di colpa per l’omicidio della religiosa Sister Mary. Come farà Nikki a riscattarsi di tutti i suoi peccati? Lo manderà alla rovina Dr. X, lo salverà l’immagine astrale di Sister Mary, o è tutto solo un altro brutto sogno? Vabbè, non spifferiamo già tutto…
In realtà la storia non è nemmeno la cosa che ci interessa di più. Ci interessa cosa offrono i Queensryche a livello musicale. Già l'”intro” è un riassunto immediato dell’apertura del primo capitolo, Operation: Mindcrime, cosa gradita, perché chi ascolta può subito iniziare a collegare in modo sensato le due metà in un tutto. Quello che succede dopo è, in fondo, una mossa prevedibile. I Queensryche hanno spolverato i vecchi vinili e ripescato le armonie a tre voci del recente passato glorioso del loro “impero”. Le hanno infilate in un sound di riff moderno, sporco e bello groovato (concreto!), sotto il quale la batteria ha perso da un pezzo quella nota profondità “splashy” che abbellivano il vecchio sound dei Queensryche, e anche sul nuovo disco veste abiti “da garage”.
I Queensryche non sono più da un pezzo una metal band nel senso classico del termine e con questo bisogna farsene una ragione. La sfiga per loro è che a seguirli è il pubblico metal, che con tutti i dischi post “Promised Land” è molto critico nei loro confronti. Eppure, questo secondo capitolo di “Operation: Mindcrime” ha superato le aspettative. Poteva essere di nuovo un vero film horror in musica, invece ci ritroviamo con un onesto album “cross over”. I Queensryche hanno cambiato la rabbia ribelle e l’arroganza del primo capitolo con rassegnazione e abbandono al destino, che è quello che porta addosso questo secondo. Di fronte a quel che si sente si può stare tranquilli: soddisfazione completa non c’è, ma almeno tranquilli sì.. Il “due” è a anni luce dall'”uno”, ma allo stesso tempo anche a anni luce dai tristi predecessori “Q2K” (1999) e “Tribe” (2003). Resta solo un consiglio da amico: il disco si merita una possibilità perché è solidissimo e ha la giusta carica rock, basta non paragonarlo, mentre lo ascolti, a nessun altro album dei Queensryche!
Formazione
Geoff Tate – voce
Michael Wilton – chitarra
Mike Stone – chitarra
Eddie Jackson – basso
Scott Rockenfield – batteria
MUSICISTI OSPITI:
Ronnie James Dio “Dr. X” – voce
Pamela Moore “Sister Mary” – voce
Produzione
Queensryche & Jason Slater
Tracklist
1. Freiheit Ouverture
2. Convict
3. I’m American
4. One Foot In Hell
5. Hostage
6. Hands
7. Speed Of Light
8. Signs Say Go
9. Rearrange You
10. The Chase
11. Murderer
12. Circles
13. If I Could Change It All
14. An Intentional Confrontation
15. Junkie’s Blues
16. Fear City Slide
17. All The Promises
Durata dell’album: 59:02