Orchi e lucertole in pista a Metelkova (2018)

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Autore: Primož Novak
Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Channel Zero / Slovenia
Data del concerto: 11.01.2018
Pubblico: 100
Prezzo del biglietto: 15€

Abbiamo appena messo il naso nel nuovo anno ed ecco che arrivano già i primi concerti. Nella serata alla Channel Zero, la sala di Metelkova, sono saliti sul palco i francesi LizZard, strani e fuori dagli schemi, che in Slovenia non erano certo alla prima volta. Ad accompagnarli i progsters inglesi O.R.K., una band con dentro musicisti di lungo corso, passati per alcune formazioni di tutto rispetto. Insomma, la serata prometteva più che bene.

Per primi sono saliti sul palco i LizZard, trio francese che in circa un’ora ha mostrato un sacco di varietà e un approccio alla musica apertissimo. La band ha servito pezzi da tutti i lavori in studio usciti finora, e non è mancata nemmeno qualche novità dal prossimo album »Shift«, in uscita a fine febbraio. All’inizio sembrava che non volessero complicarsi troppo la vita, ma brano dopo brano è risultato chiaro che i LizZard sono difficili da inquadrare: un pezzo è più »mazzata«, con una distorsione bella decisa, quello dopo ha un carattere più pacato. Le associazioni correvano a un bel po’ di generi: i pezzi più duri convincevano con un taglio stoner metal, mentre quelli calmi mostravano influssi della scena post rock. Questo si vedeva nell’uso dei vari effetti, tra cui spiccava il looper, con cui si ripeteva un giro di chitarra, dando al brano una base e più strati.  Per tutto il set i LizZard hanno dimostrato di non avere limiti. Sono venuti in mente Tool, Sigur Ros, Anathema e qualche altra band progressive rock. Con il pubblico il feeling non è mancato: il carismatico chitarrista e cantante Mathieu Ricou ha portato un sacco di energia buona. E anche l’affiatamento era senza dubbio all’altezza. Molta attenzione si è presa la batterista Katy Elwell, parecchio abile dal punto di vista ritmico, anche se ha un tocco piuttosto delicato. Insomma, i LizZard sono una band che con un po’ di olio di gomito arriverà ancora lontano.

Con gli O.R.K. le carte in tavola sono cambiate, anche se la musica è rimasta di impronta progressive. La band ha alle spalle per ora due album e un EP. È formata da musicisti esperti, che si sono fatti le ossa in King Crimson, Porcupine Tree, Obake e Marta sui Tubi. Gli appassionati di rock progressivo sono venuti soprattutto per vedere il bassista Colin Edwin (Porcupine Tree) e il batterista Pat Mastelotto (King Crimson). Ovviamente ci si poteva aspettare al volo una sezione ritmica rodata, con anni e anni di esperienza alle spalle. Ma non si può certo trascurare il cantante e produttore Lorenzo Esposito Fornasari, che ha pensato a riempire il quadro sonoro con tastiere ed effetti vari, e il chitarrista Carmelo Pipitone, che con le sue linee di chitarra ha costruito una base interessante e per tutto il set se l’è cavata con una chitarra acustica dotata di un magnete per la distorsione. La band toccava un po’ di tutto, la sperimentazione non le è certo estranea, quindi si sentivano somiglianze anche con l’indie rock, pieno di svolte e di complessità. Ai due nomi noti vanno ovviamente fatti i complimenti. Colin Edwin è uno di quei bassisti che non ti complica la vita con virtuosismi a mille all’ora, ma tira fuori linee marcate ed eleganti che rendono l’insieme tanto più interessante. Di Mastelotto, che di anni ne ha già 62, non c’è bisogno di spiegare perché sia un batterista di calibro mondiale. In fondo suona nei King Crimson insieme a Gavin Harrison, quindi il ritmo non può dare problemi. I suoi colpi sono precisi e potenti, e i passaggi non si ripetono mai, ma sono fatti ogni volta in modo diverso. Come bonus, in un brano teneva il microfono in una mano, mentre con l’altra suonava. Gli O.R.K. nel complesso funzionano come una vera band, non come il progetto di un solo membro, e questo li rende tanto più interessanti. La band ha salutato con una cover di David Bowie, I’m Afraid of Americans, che aveva un tocco alla King Crimson. Nonostante la sperimentazione, gli O.R.K. hanno servito musica piacevole all’orecchio, che però su una radio commerciale ovviamente non passerebbe mai.

Con LizZard e O.R.K. alla Channel Zero si è svolto un concerto più che buono, con una mix interessante di generi diversi, e ci è arrivata un’altra prova che anche le band più recenti meritano attenzione. 

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