Overdose di Brecelj a Kranj (2014)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik, Jernej Vene
Luogo: Kranj / Layerjeva hiša / Slovenia
Data del concerto: 26.08.2014
Numero di spettatori: 60
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero!)
Era presto, ma Marko Brecelj, quando la nostra squadra è arrivata sul posto, suonava già da mezz’ora. Il celebre cervello artistico-intellettuale, che in decenni di carriera non arrugginisce e non molla un centimetro nella scintillante vena delle sue trovate metaforiche di altissimo livello, resta un fenomeno. Cinico senza rivali, negli anni della sua maturazione artistica ha limato questo elemento fino a una perfezione tale che il lato corrosivo della sua predica è calibrato alla perfezione con quello lucido, che nello stesso respiro, con un brillante gioco di metafore, sbriciola in modo sconvolgente lo sfavillio della stoltezza degli opportunisti e di quelli che si sono rilasciati da soli il decreto legale di furto e menzogna.
Nel pantano in cui noi cittadini della Repubblica di Slovenia ci siamo ritrovati lungo i sentieri stranamente accordati dell’»indipendenza« (leggi: ingresso nell’Unione Europea, occupazione da parte della NATO e furto del patrimonio sloveno issato sul trono), il nostro reverendissimo saggio dalla mente fulminea e cantautore tutto d’un pezzo trova ispirazione a non finire.
Il tipo sghembo e barbuto, nella diversione del »terrore soft«, porta le »ginocchiere«. Non si sa mai. Nel caso gli si pari davanti »Alenka Vnikamor«, o quel famoso signore che a Capodistria una volta sopravvisse al »vatentat« di Marko: in una situazione del genere le ginocchiere vengono più che bene, perché davanti a un pezzo grosso conviene inginocchiarsi servizievoli. Nel bagliore della sua eroica sincerità, quella sera a Kranj Brecelj non è rimasto in debito con nessuno.
»Il copricapo a punta alla Kublai Khan« e due solide bottiglie piantate sul palco, la »rossa« e la »bianca«, restano parte della dotazione logistica obbligatoria dello show di Marko.
Il suo spettacolo, un puzzle di racconti, canzoni suonate e cantate con la chitarra o solo cantate, e recital, ha regalato in due buone ore una dose piena di divertimento. Incontrare Marko? Un obbligo. Quest’uomo apre gli occhi con il suo teatro dall’occhio lucido. Il coraggioso decano continua a combattere la sua battaglia e non si ferma. La cattiveria dei pezzi esilaranti, che nel loro nucleo più profondo regalano però la dolorosa consapevolezza della verità, nell’esecuzione di brani come, tra gli altri, Črni Peter, Sexy disco hit, Parada, Radojka, Stonesi spoznajo moje stare starše,… infiamma a pieno regime, in tutto e per tutto tangibile. Il valzer di Alojz nel repertorio di quella sera non s’è visto. Beh, magari l’ha fatto proprio nella parte iniziale del concerto, che purtroppo ci siamo persi.
Il simpatico signore, che per tutto il tempo si è preoccupato di annunciare l’ora con precisione e di snocciolare i gradi Celsius della temperatura, ha conquistato la crema dell’élite intellettuale di Kranj con uno show penetrante, che non ha mai smesso di pungere nel petto della spontaneità senza perdere un briciolo del valore mirato della sua informazione. Con una recitazione rivissuta fino in fondo, senza pari. Emozioni, passioni! Brecelj ha tuonato più volte, e un attimo dopo ha ripreso a borbottare la sua storia come un mite tricheco, con la straordinaria generosità del cantautore. Il palco resta casa sua, e Brecelj lo sfrutta alla grande come terapia d’urto! Non ce n’è un altro come lui, pochi gli stanno al passo ed è chiaro che nella sua visionarietà nessuno al mondo riuscirà a prenderne il posto. Andare al suo teatro resta un obbligo per tutti. Dovrebbe entrare di diritto nel programma obbligatorio degli abbonamenti teatrali delle superiori. Soprattutto se, dopo il »Breceljare« dal vivo, si segue con la visione del suo film retrospettivo »Priletni parazit«, ovvero la vera »Brecelj overdose«.
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