Panorama

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Artista: Mahtrak
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2009
Durata: 41:17
Voto: 4/5

Samba! Di sicuro è la prima associazione musicale che ci viene in mente sentendo nominare il Brasile (anche se la samba ha in realtà le sue radici nella musica africana). Ma i Mahtrak, band jazz-rock, si danno da fare perché in Brasile prenda vita anche una scena jazz-rock e progressive rock. I loro modelli sono Return to Forever, Mahavishnu Orchestra, Weather Report, Caravan e Soft Machine; come vedi, tutte band che arrivano dall’Europa o dal Nord America. I Mahtrak vogliono quindi diventare, come i loro idoli, sinonimo di musica jazz-rock del proprio continente, il Sudamerica.

L’album “Panorama” è così perfetto per riempire quel vuoto che sotto l’etichetta jazz-rock se ne sta lì, desolato, nella cultura musicale sudamericana. “Panorama” è stato registrato già 3 anni dopo che il chitarrista Antonio Rodrigues, il batterista Cris Oliveira, il bassista Fabio Cesar e il tastierista Paulo Viana si sono trovati e hanno deciso di mettere su una band con la formazione di oggi; nella sua forma definitiva, però, l’album “Panorama” è uscito solo nel 2009. Su questo disco i Mahtrak restano fedeli al jazz-rock originale degli anni Settanta, sperimentando soprattutto con i suoni di Hammond, Mellotron e Rhodes, in combinazione con il suono vecchio stile, classicamente rock, della chitarra elettrica. Una piacevole sorpresa è anche che i musicisti non abbiano esagerato con la durata del disco, come invece è abitudine “progressiva”: “Panorama” dura “solo” una buona quarantina di minuti.

La band getta delle fondamenta impressionanti per l’album con l’ottimo capitolo d’apertura “Tempestade”. Chitarra e tastiere collaborano in una manovra incredibile. Viana alle tastiere in realtà ripete solo qualche accordo, ma si incastra in modo fenomenale con gli assoli di Rodrigues, di una sensualità ineguagliabile. Sono quindi proprio questi due musicisti a stare in primo piano: costruiscono alla grande sulla struttura stessa del pezzo, fanno salire la tensione e si fermano nei momenti giusti. Con quel suono di chitarra folle e i “bending” assurdi di Rodrigues ogni tanto, la tensione è sempre al massimo. “Breeza” è un bel intermezzo di tastiere che in qualche modo lega il primo e il terzo brano ed è solo un passaggio tra i due. L’epicità di “Tempestade” si scioglie nella comicità della “Nachos y Tequila” in tonalità maggiore. Questa festosa baldoria jazz-rock è una gran bella valvola di sfogo prima dei pezzi più impegnativi, e a tratti i Mahtrak sconfinano già in acque funk, vicine alla disco. La struttura resta comunque classicamente jazz-rock, e quindi abbastanza progressiva per le orecchie più difficili da accontentare.

“Sinestesia” è di nuovo un brano incentrato sulle tastiere, che mette in mostra il suono del Mellotron. Una melodia bellissima ci porta, come prima “Breeza”, al quinto pezzo di “Panorama”, “Mantra”. Questo ricade di nuovo nelle acque minacciose della poesia jazz-rock, con suoni di tastiere e chitarra più orientati al progressive rock. La progressione del brano ricorda parecchio i Brand X. Segue la title track “Panorama”, che riassume davvero il tema dell’album: un bellissimo cielo azzurro, le nuvole lassù e lo sguardo perso, senza pensieri, in mezzo a loro. Probabilmente è il pezzo in cui è stato investito più lavoro, visto che è anche uno dei più lunghi del disco. Di nuovo, ovviamente, in primo piano c’è l’interessante suono della chitarra, che insieme alle tastiere crea questa atmosfera “panoramica”.

L’album entra nella seconda metà con il brano “Frankenstein goes to Disneyland”. L’introduzione crea un’atmosfera dura e minacciosa, accompagnata da un suono di chitarra davvero caotico. È interessante come Rodrigues combini questo effetto caotico con tecniche chitarristiche funk, che in qualche modo rappresentano la parte “Disneyland” del titolo, mentre il suono minaccioso nel suo insieme è la parte “Frankenstein”. Un pezzo totalmente originale, senza elementi già sentiti (e questo, per ora, è anche uno dei maggiori punti di forza dei Mahtrak: la varietà dei brani, che comunque continuano a formare un filo rosso). Naturalmente, dopo un horror del genere deve arrivare un passaggio di tastiere, come ci siamo abituati: “Il Tamburo Spaziale” è esattamente questo. Viana in questo brano usa ancora un suono di tastiera davvero minaccioso, che in qualche modo continua a livello tematico il pezzo precedente, “Frankenstein goes to Disneyland”, e verso la fine prepara l’attacco del nono brano, “Crystal Canyon”. La band ricomincia a mostrare il suo lato più delicato, perché “Crystal Canyon” si scrolla di dosso l’oscurità dei pezzi precedenti e si butta su strade più belle e più epiche. Questo sound prosegue anche nel penultimo brano di “Panorama”, “Venus”. Il pezzo è pervaso da una melodia un filo sdolcinata, adatta a rendere omaggio alla bellissima Venere. Questi due brani più delicati fanno da base all’atto conclusivo dei Mahtrak su “Panorama”, intitolato “Oraculo”. Il pezzo mostra come in tutto il disco siano maturati proprio tutti i musicisti. Anche se in primo piano c’erano soprattutto il chitarrista Rodrigues e il tastierista Viana, Oliveira e Cesar non sono rimasti molto indietro, e “Oraculo” lo dimostra alla grande. Il risultato è un finale quasi sentimentale per un esordio più che dignitoso di questa band jazz-rock brasiliana.

Già con il primo album i Mahtrak hanno attirato l’attenzione su di sé e sulla loro visione musicale. La voce sulla band si è sparsa in fretta dal Brasile al Nord America e all’Europa, dove i musicisti si sono già conquistati un bel numero di fan. Pescare alla grande nella storia musicale del progressive e mescolarla con un’interpretazione moderna rende i Mahtrak straordinariamente attuali tra gli appassionati di jazz-rock e progressive rock, e allo stesso tempo le loro idee uniche rendono la band irripetibile. Soprattutto, non si fissano con la durata “obbligata” dei brani di stampo progressive, e di conseguenza degli album, cosa che oggi è ormai una vera rarità. In un tempo relativamente breve creano la giusta atmosfera per chi ascolta e lo tengono incollato per tutto il tempo che serve: conoscono davvero i “bisogni” dell’ascoltatore. Proprio per questo le aspettative per il futuro sono alte, e tocca a questi brasiliani promettenti soddisfarle e scrivere davvero il proprio nome nella storia della cultura musicale brasiliana.

Formazione

Paulo Viana – tastiere
Cris Oliveira – batteria, percussioni
Fabio Cesar – basso
Antonio Rodrigues – chitarra elettrica

Produzione

Mahtrak

Tracklist

1. Tempestade (7:01)
2. Breeza (1:32)
3. Nachos Y Tequila (3:51)
4. Sinestesia (2:39)
5. Mantra (2:41)
6. Panorama (5:35)
7. Frankenstein Goes To Disneyland (3:58)
8. Il Tamburo Spaziale (1:10)
9. Crystal Canyon (4:48)
10. Venus (2:51)
11. Oraculo (5:11)

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