Passion

0 3

Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Gabriel, Peter
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 1989
Durata: 67:03
Voto: 4.5/5

“Passion” è la colonna sonora del controverso, ma ottimo film L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese. Per il leggendario cantante e artista a tutto tondo Peter Gabriel, questo progetto era il secondo lavoro nel campo delle colonne sonore (il primo era stato quello per il film “Birdy”, 1985). Con questo disco ha toccato il suo apice artistico nell’esplorazione degli elementi della world music, in questo caso soprattutto della musica tradizionale araba ed ebraica. L’album era nato come semplice colonna sonora, ma dopo l’uscita del film Peter ha ampliato e rielaborato diversi motivi e sezioni, tanto che il risultato è una creazione molto più ambiziosa di un normale progetto cinematografico.

Con l’eccezione di “Long  Walk Home” (2002), il suo successivo progetto per il cinema, “Passion” è l’unico lavoro di Peter in cui non compare lo storico bassista Tony Levin (King Crimson). Tutte le composizioni  dell’album sono frutto del suo genio compositivo in solitaria, tranne “Open” e “Stigmata”, nate da un’improvvisazione collettiva rispettivamente con L. Shankar e Mahmoud Tabrizi-Zadeh. Quando uscì, “Passion” ebbe un peso quasi rivoluzionario nel rendere popolare la musica orientale presso il pubblico occidentale. Per la maggior parte degli ascoltatori dei paesi del mondo “sviluppato e civilizzato”, fu proprio “Passion” a far conoscere per la prima volta talenti come Nusrat Fateh Ali Khan, L. Shankar, Baaba Maal, Youssou N’Dour e compagnia. Mister Gabriel ha saputo sfruttare la fama e la popolarità, all’epoca alle stelle dopo il capolavoro pop rock “So” (1986), per presentare questi musicisti straordinari a un pubblico più ampio, che con ogni probabilità non li avrebbe mai scoperti. Tutta la musica che non ha trovato posto su “Passion” l’ha raccolta in un album gemello, “Passion-Sources”, uscito sotto il nome di artisti vari.

Peter, insieme a una squadra di musicisti di ogni genere arrivati dal Medio Oriente e dall’Africa, ha cercato di ricreare la musica dei tempi di Cristo partendo dalle melodie tradizionali dell’Oriente. Ci è riuscito alla grande: ha preso ritmi e melodie della world music di ogni tipo e li ha arricchiti con motivi di ambient moderna. Così ha dato ancora più profondità espressiva alle composizioni e ha messo in piedi un approccio originale, che col tempo si è rivelato enormemente influente sulle generazioni di musicisti a venire. L’atmosfera dell’antica Palestina ti avvolge già dall’opener “The Feeling Begins”, che contiene melodie tradizionali armene grazie al doudouk, uno strumento a fiato armeno. Non mancano nemmeno le atmosfere sinistre, come in “Gethsemane”, dove Peter tira fuori suoni da brividi con flauto e campionamenti.

 “Of These, Hope”, che usa l’arghul, strumento tradizionale egiziano, è una fusione ricca di ritmo tra world music e ambient. L’uso variegato degli strumenti tradizionali attraversa tutto il disco. Per esempio “Lazarus Raised” ha una melodia tradizionale curda eseguita con il kurduk, un fiato, “In Doubt” si affida alla kemençe, strumento a corde persiano, mentre in “Before Night Falls” si sente il ney, un particolare flauto arabo. Tra i picchi dell’intera raccolta ci sono “A Different Drum”, con vocalizzi infuocati, un uso ricchissimo delle percussioni e il violino, e “Zaar”. Quest’ultima contiene un ritmo tradizionale egiziano che nei riti popolari dell’antichità serviva a scacciare gli spiriti maligni. Sulla ricchezza ambient e ritmica degli altri pezzi, capaci di trasportarti in luoghi lontani e indietro nel tempo, potrei scrivere un sacco di cose interessanti e dettagliate, ma mi basta dire che portano avanti con grande efficacia e varietà l’atmosfera orientale antica, in perfetta sintonia con il battito del film stesso.

In chiusura di recensione, due parole anche sul film, che ha scatenato indignazione e dura opposizione da parte delle istituzioni ecclesiastiche. La Chiesa ortodossa russa ha addirittura vietato ai fedeli di vederlo, mentre diversi vaticanisti hanno invitato le proprie pecorelle a boicottare la prima. Il motivo della rabbia dei potenti della Chiesa stava nella sceneggiatura, che mostrava Cristo in una veste fin troppo umana, un uomo in carne e ossa e non un potente taumaturgo e santo. Il protagonista Willem Dafoe, che la maggior parte dei più giovani conosce probabilmente soprattutto per il ruolo del cattivo Green Goblin nel franchise hollywoodiano di Spider-Man, lo interpreta in modo magistrale come un uomo con tutti i difetti umani, con tante paure e dubbi, compreso quello di chiedersi se sia davvero il figlio di Dio.

Non meno polemiche ha sollevato la caratterizzazione di Maria Maddalena e Giuda Iscariota. Quest’ultimo è mostrato come il discepolo preferito di Cristo, costretto a tradirlo proprio perché voleva aiutarlo a compiere la nobile missione di vita di cui parla la Bibbia. La scena più controversa di tutte arriva alla fine del film, quando Cristo in croce, poco prima di morire, ha una lunga visione in cui vede cosa sarebbe successo se avesse ceduto alla tentazione del diavolo. In questa visione il diavolo, sotto le sembianze di un bambino innocente, lo convince a rinunciare alla sofferenza sulla croce, e lui sceglie una vita umana “normale”. Significa che negli anni successivi sposa l’ex prostituta Maria Maddalena, dopo la sua morte si risposa, ha dei figli e invecchia. Da vecchio, nelle ultime ore di vita, osserva con orrore che nel mondo è scoppiata l’apocalisse e che il diavolo è riuscito a fregarlo. Il Giuda ormai anziano e gli altri apostoli, prima che muoia, gli sbattono in faccia il fatto che tutta questa tragedia l’ha provocata lui, cedendo alla tentazione e rinunciando alla propria missione. Alla fine la visione di un possibile futuro si chiude e la scena torna agli ultimi respiri di Gesù sulla croce. Liberato dalla tentazione, esala felice il suo ultimo respiro con le parole “è compiuto”. Alla fine non viene mostrata la resurrezione, un altro motivo di furia per le autorità ecclesiastiche. Oltre a Dafoe, si è fatto notare per la sua prova anche Harvey Keitel nei panni di Giuda. E nel ruolo secondario di Ponzio Pilato è stato convincente anche il vecchio amico di Gabriel David Bowie.

“Passion” è il vertice della sperimentazione di Gabriel con la world music e la sua consacrazione come mecenate di primo piano nel mettere in contatto talenti musicali da ogni angolo del mondo. Con il suo mix di elementi della musica tradizionale araba e africana, questo grandissimo disco ha avuto un ruolo chiave nel rendere popolare la world music presso il pubblico occidentale ed è diventato una specie di metro di qualità  per tutti i musicisti occidentali venuti dopo, che hanno usato questi elementi sonori fuori dal loro contesto tradizionale. Alcuni fan di Peter considerano “Passion” addirittura il gioiello della sua intera discografia, cosa che mi sembra un po’ esagerata, visto che l’album è solo una delle tante facce sonore  di questo gigante della musica, mentre la maggior parte dei suoi album in studio “normali” offre e mescola una gamma molto più ampia di stili musicali, regalando uno sguardo più sincero sul suo carattere artistico. Tutti gli appassionati di world music e ambient avranno sicuramente “Passion” in collezione da un pezzo.

Formazione

Peter Gabriel – sintetizzatore, basso, flauto, percussioni, pianoforte, batteria, tastiere, fischietto, surdo, contrabbasso, campionamenti, voci
Kudsi Erguner – flauto, ney, flauto turco
Jon Hassell – tromba
Nusrat Fateh Ali Khan – voci
Baaba Maal – voci
David Sancious – sintetizzatore, organo Hammond, campionamenti, voci
Fatala – percussioni, percussioni africane
David Bottrill – tamburello, slide guitar
Billy Cobham – batteria, percussioni, tamburello
Djalma Correa – percussioni
Massamba Diop – talking drum
Nathan East – basso
Manny Elias – batteria, surdo, octoban
Hossam Ramzy – cimbali, tabla, tamburello, triangolo
Manu Katche – percussioni
Youssou N’Dour – voce
David Rhodes – chitarra
Lakshminarayana Shankar – violino, voci
Robin Canter – oboe
Antranik Askarian – doudouk, duduk
Mustafa Abdel Aziz – percussioni, arghoul
Vatche Housepian – doudouk, duduk
Doudou N’Daiye Rose – percussioni
Julian Wilkins – voce corale, voci
Mahmoud Tabrizi-Zadeh – kemençe
Said Mohammad Aly – percussioni
Massamba Dlop – batteria

Produzione

Peter Gabriel

Tracklist

1. Feeling Begins
2. Gethsemane
3. Of These Hope
4. Lazarus Raised
5. Of These Hope
6. In Doubt
7. Different Drum
8. Zaar
9. Troubled
10. Open
11. Before Night Falls
12. With This Love
13. Sandstorm
14. Stigmata
15. Passion
16. With This Love
17. Wall Of Breath
18. Promise Of Shadows
19. Disturbed
20. It Is Accomplished
21. Bread And Wine

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie