Peter Gabriel (3 – “Melt”)
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Gabriel, Peter
Etichetta: Charisma Records
Uscita: 1980
Durata: 45:32
Voto: 5/5
Il leggendario cantante Peter Gabriel è entrato negli anni ’80 con lo status di artista sicuro di sé e poliedrico, con già due ottimi lavori solisti alle spalle, per non parlare dell’eredità lasciata con i giganti del prog rock Genesis. Con ogni nuovo album Mister Gabriel ha scatenato un’eccitazione tutt’altro che nascosta tra i buongustai di musica di mezzo mondo, perché ognuno di essi portava con sé qualcosa di completamente nuovo nel campo della sperimentazione sonora, ridefinendolo come una specie di avventuriero musicale a sé stante. La visione di Peter nel campo delle tecnologie di registrazione e sonore innovative è esplosa in tutto il suo splendore con il terzo lavoro solista, di nuovo omonimo. Per via della splendida copertina firmata da Storm Thorgerson, con il volto “sciolto” del cantante, viene spesso chiamato semplicemente “Melt”. Il progetto si è rivelato uno dei vertici artistici e commerciali della carriera di Peter e gli ha regalato due hit dal taglio pacifista, “Games Without Frontiers” e “Biko”. In questo modo si è ulteriormente affermato come un protagonista importante della musica popolare.
Con “Melt” gli orizzonti del geniale artista hanno iniziato ad assorbire dimensioni sonore completamente nuove, mai comparse prima sul suo menù musicale. In quel periodo Peter aveva sviluppato un amore quasi devoto per la musica del mondo. L’ha poi portata, insieme a elementi di hard rock e di new wave, allora in gran voga, nei suoi imprevedibili esperimenti sonori. Oltre all’improvvisa infatuazione per i ritmi della musica del mondo, soprattutto africana, Peter diventava sempre più perfezionista nell’uso di ogni sorta di trucchi di registrazione ed effetti sonori. Su “Melt” ha spremuto le possibilità tecnologiche disponibili fino all’osso, e si sente anche nell’ottima produzione. Anche da questo punto di vista, l’album sarebbe diventato una specie di metro di paragone per tutti i suoi lavori futuri. Ha guadagnato ulteriore fama come primo album nella storia della musica a contenere la rivoluzionaria tecnica degli “echi” di batteria. Quest’ultima non prevedeva l’uso dei piatti.
Dal punto di vista stilistico, il suono di “Melt” si potrebbe definire rock progressivo o sperimentale, che grazie alle innovazioni e alle variazioni sonore appena descritte si allontana parecchio dalle coordinate prog rock del suo passato con i Genesis. E già che parlo di Genesis, non posso non ricordare che nel disco ha suonato come batterista aggiuntivo anche l’ex compagno di Peter nei Genesis Phil Collins, che dopo la sua uscita dalla leggendaria band ne aveva preso il posto vacante dietro al microfono. Phil ha avuto un ruolo importantissimo nell’album: seguendo le istruzioni di Peter ha usato una tecnica di batteria innovativa, che è uno dei fascini principali di questo disco eccellente. L’elenco dei collaboratori comprende, tra gli altri, nomi leggendari come il bassista preferito di Peter, Tony Levin, il maestro della chitarra Robert Fripp (King Crimson), la popolare cantante Kate Bush e il cantante/chitarrista Paul Weller. Del resto Peter è sempre stato noto per arruolare, per i suoi progetti in studio, legioni dei migliori musicisti di passaggio possibili.
“Melt” sorprende dall’inizio alla fine con la sua natura eclettica, a partire dal cupo “Intruder”, dove a colpire di più è la tecnologia, rivoluzionaria per l’epoca, nell’uso di batteria e percussioni. Collins, che ne è stato il primo utilizzatore, userà questa tecnica più tardi anche con i Genesis e nel suo primo successo solista “In the Air Tonight”. L’atmosfera cupa creata dalle batterie rimbombanti, dai suoni di effetti speciali e percussioni e dalle voci grottesche si sposa alla perfezione con la storia di uno scassinatore che racconta le esperienze del suo mestiere. Peter è sempre stato un eccellente cantante/attore di personaggi caratteriali, quindi non sorprende minimamente che si cali con tanta intensità nei panni dell’intruso. L’atmosfera cupa, la particolare tecnica di batteria e l’uso di effetti folli si allargano a tutto l’album, e a convincerci definitivamente ci pensa la beffarda e paranoica “No Self-Control”, dove Peter si addentra negli angoli più bui della psiche umana. Tra riff incisivi e potenti passaggi di batteria scorrono in modo meraviglioso i suoni dello xilofono, mentre la prova vocale camaleontica di Peter dipinge il quadro mentale di qualcuno a cui si stanno sgretolando gli ultimi brandelli di lucidità.
Un breve momento di sottigliezza arriva con lo strumentale jazz “Start”, dove le onde dei sintetizzatori e gli assoli di sax creano un’atmosfera piacevolissima. Il pop rocker sarcastico “I Don’t Remember”, dominato dalle linee di basso pulsanti di Levin, dagli assoli di chitarra inconfondibili di Fripp e da una serie di effetti sonori particolari, è uno dei classici trascurati di Gabe. Il testo contiene una critica mordace ai più svariati tentativi di controllo da parte di istituzioni “benintenzionate”. Peter si addentra nelle caratteristiche oscure della psiche umana anche in “Family Snapshot”: il testo parla dello psicopatico Arthur Bremer, autore degli appunti poi usciti in forma di libro con il titolo “Diario di un assassino”. Bremer voleva ottenere i suoi “cinque minuti” di celebrità attraverso l’attentato al razzista governatore americano George Wallace, anche a costo di una vita umana. La sua storia avrebbe in parte ispirato il film cult Taxi Driver, con Robert De Niro nel ruolo principale. L’andamento del brano si lega magnificamente agli stati d’animo dell’attentatore. Dopo una tranquilla introduzione jazz, in cui possiamo immaginare l’attentatore mentre prepara il piano, si trasforma in una sezione hard rock incisiva. Segue un colpo di scena drammatico che rappresenta lo svolgimento dell’azione e lo sparo fatale. Poi l’atmosfera surriscaldata torna in una sezione calma, dove l’assassino ricorda la sua infanzia infelice e comincia a pentirsi delle conseguenze del suo crimine.
“And Through the Wire” è una creazione meno complessa, con numerosi passaggi hard rock, un ricco assortimento di pattern ritmici e il solito camaleontismo vocale di Peter. Poi arriva il fantastico classico, nonché singolo di successo, “Games Without Frontiers”, dove alle armonie vocali di accompagnamento Peter è affiancato dalla popolare Kate Bush, nota per il suo timbro unico. Le sue linee vocali intermedie in questa composizione immortale, dove regnano pattern ritmici sintetici, aggiungono un soffio particolare, diciamo gelido. Il canto e il testo di Peter sono tra i più sarcastici della sua carriera, visto che si tratta di una dura critica a guerre e nazionalismo. In primo luogo è una satira originale sulla tragica storia delle guerre tra i paesi europei vista attraverso il prisma dei giochi dei bambini. La felice collaborazione tra Peter e Kate darà in futuro frutto anche a “Don’t Give Up”, uno dei migliori successi di Gabe. Peter affronta l’alienazione sociale anche nella “Not One of Us” di taglio hard rock, che tra l’altro contiene un variegato assortimento di esperimenti sonori new wave. “Lead a Normal Life” è una creazione ambient-avanguardista costruita su suoni di xilofono e pianoforte. La struttura per lo più tranquilla viene tagliata ogni tanto da armonie vocali manipolate sonoramente che portano un’atmosfera inquietante.
In chiusura d’album troviamo una delle migliori critiche sociali di Peter contro il razzismo e uno dei più bei inni alla bellezza dello spirito umano, che con gli anni si è guadagnato lo status di vero e proprio inno mondiale di tutti gli oppressi e i perseguitati. “Biko” è una straziante messa funebre e inno di protesta in onore di Steve Biko, combattente nero sudafricano contro l’apartheid, che la polizia, al servizio di un brutale regime razzista, ha picchiato a morte. In questo classico maestoso Peter ha versato a piene mani elementi ritmici della musica del mondo. Nonostante l’atmosfera malinconica, nel ritornello da inno si coglie anche un bagliore di speranza, come conferma il verso “puoi spegnere la candela, ma non puoi spegnere il fuoco”. Con questo capitolo della sua carriera Peter si è iscritto per sempre tra i più grandi musicisti del mondo e tra i combattenti per i diritti umani. Questo evergreen l’ha poi usato spesso per chiudere i concerti, con il pubblico in estasi a cantare insieme a lui.
“Melt” è una delle perle più belle della carriera del leggendario cantante, il disco in cui il suo amore per la musica del mondo si è espresso per la prima volta in tutta la sua pienezza. Inoltre, grazie a un’espressione lirica originale e capace di risvegliare le coscienze, si è affermato come difensore dei diritti degli ignorati e degli oppressi. Oltre a mettersi con successo alla prova in ambiti compositivi fino ad allora del tutto nuovi, Peter ha sfruttato al massimo le possibilità offerte da alcune tecnologie sonore innovative. “Melt”, con “Biko” in testa, contiene una raccolta di sole vette compositive che, a quanto pare, continueranno a entusiasmare con forza intatta ancora per decenni dopo la sua uscita. Il maestro delle continue ridefinizioni e innovazioni sonore con questo gesto monumentale è entrato nel periodo più fecondo della sua carriera solista.
Formazione
Peter Gabriel – voce, piano, sintetizzatore, basso sintetizzato, percussioni
Robert Fripp – chitarra su “I Don’t Remember” & “Not One of Us”
Tony Levin – Chapman stick su “I Don’t Remember”
Phil Collins – batteria su “Intruder” & “No Self Control”; batteria speciale su “Family Snapshot”; surdo su “Biko”
Kate Bush – voce di accompagnamento su “No Self Control” & “Games Without Frontiers”, voce di accompagnamento non accreditata su “I Don’t Remember”
Jerry Marotta – batteria, percussioni
Larry Fast – sintetizzatore, basso sintetizzato
John Giblin – basso
Dave Gregory – chitarra
Dick Morrissey – sassofono
Morris Pert – percussioni
David Rhodes – chitarra, voce di accompagnamento
Paul Weller – chitarra su “And Through the Wire”
Dave Ferguson – urla su “Biko”
Produzione
Steve Lilywhite
Tracklist
1. Intruder
2. No Self Control
3. Start
4. I Don’t Remember
5. Family Snapshot
6. And Through The Wire
7. Games Without Frontiers
8. Not One Of Us
9. Lead A Normal Life
10. Biko