The Beet Fleet al Dom sportova – la vittoria dello stato mentale spalatino (2009)
Luogo: Dom sportova / Zagabria / Croazia
Data del concerto: 20.02.2009
Numero di spettatori: 9000
Prezzo del biglietto: 100,00HRK / 120,00HRK (il giorno del concerto)
Riescono i The Beet Fleet a riempire il Dom sportova?
Proprio questa domanda è rimbalzata ovunque nelle ultime settimane. Se l’è portata dietro, testarda, perfino fino all’inizio del concerto, quando ormai era chiarissimo che i rapper di Spalato sono in grado di riempire non solo una, ma due sale come il Dom sportova. Per inciso, finora tra gli artisti croati solo Hladno Pivo e Edo Maajka erano riusciti a riempire fino all’ultimo posto il Dom sportova.
Circa 9000 persone aspettavano con impazienza che partisse lo show di uno dei gruppi più forti del momento in tutta la Croazia. Ma prima di loro a scaldare il pubblico ci hanno pensato gli Stillness, ragazzi di Spalato che si stanno ancora facendo largo sulla scena e che, a giudicare dall’energia, dalla scioltezza e dalla qualità messe in campo sul palco, hanno ottime chance di diventare un giorno headliner in sale così grandi. Gli Stillness sono in sette e la loro musica è un mix di rap, reggae, rock, con qualche ingrediente di metal e perfino di ska. Una band impossibile da infilare in un’unica casella di genere, perché suona diversa a ogni pezzo, almeno al punto che ogni tanto ti sembra di avere davanti sul palco prima i Rage Against The Machine, poi gli Asian Dub Foundation, oppure semplicemente una banda reggae allegramente scatenata. Gli Stillness vantano un vasto repertorio: brani politico-sociali e impegnati, canzoni d’amore, e tra queste anche pezzi che cantano l’amore per la propria madre. Con la loro esibizione energica hanno dimostrato di essere la band ideale per aprire eventi grandi come il concerto dei The Beet Fleet di stasera al Dom sportova.
Dopo che gli energici Stillness hanno chiuso il loro show , sul palco sono saliti i ragazzi dei TBF, nella formazione Mladen Badovinac, Luka Barbić e Saša Antić. Hanno aperto con il pezzo cupo ”Ne znan šta bi reka”, seguito, in perfetto contrasto – cioè in pieno spirito positivo – da “Đita”. In più di due ore di show sono sfilati tutti i brani più importanti della band, e nella scelta della scaletta i ragazzi non si sono dimenticati di nessuno dei loro album. Si sono cantate canzoni come ”Genije”, ”Bog i zemljani”, ”Esej”,”Lud za njom”, per la quale Saša ha preso in mano la fisarmonica, e ”Nostalgične”, suonata in versione “bossa nova”. In ”Fantastičnu” i ragazzi hanno usato un sample di ”Ča je život vengo fantažija” di Oliver Dragojević. Durante ”U svakom slučaju te volim” è salito sul palco anche l’autore in persona, Ibrica Jusić, che nei suoi dieci minuti di intrattenimento ha regalato al pubblico sia ”U svakom slučaju te volim” sia ”Zbogom malena.”
Anche se l’ospite a sorpresa era stato annunciato molto prima del concerto, nessuno in sala si aspettava che a salire sul palco fosse proprio il cantautore e cantante di Dubrovnik. Quei dieci minuti col guest speciale hanno visibilmente sorpreso, anzi spiazzato il pubblico, che però ha accolto Ibrica in modo del tutto positivo, nello spirito di tutto il “giro spalatino”. A tratti si sentiva il pubblico scandire il nome del cantautore.
Dopo Ibrica sul palco è tornata la band TBF, che ha rimesso la sala di ottimo umore con ”Heroyix” e ”Data”. Ha rinfrescato la memoria al pubblico anche con i vecchi hit come ”Malo san maka” e ” Yen dva” e con pezzi più recenti come ”Odjeb je lansiran” e ”Život je lijep.”
Con questo variopinto assortimento di pezzi, i TBF hanno semplicemente confermato quanto siano cresciuti nel corso della carriera e quanto duramente abbiano sgobbato, con tutto il loro potenziale, per raggiungere il successo che volevano.
”Šareni artikal”,”Guzice i sise” e ”Smak svita” erano tenute per la fine, che però non era ancora davvero la fine. Dopo il bis di rito, la band si è presentata, ha fatto l’inchino ed è uscita di scena. Ma davanti ai cori instancabili di un pubblico caldissimo, il trio di stalloni TBF è stato richiamato sul palco un’ultima volta e, insieme agli Stillness, ha suonato ”Splitsko stanje uma”, che ha chiuso definitivamente il concerto. Il calo delle luci di scena, che ha fatto piombare la sala nel buio, ha accentuato ancora di più la sensazione di chiusura durante l’ultimo pezzo.
Questo concerto dei The Beet Fleet è nato per festeggiare i 25 anni di Radio 101, ma anche, senza dubbio, per rendere onore al grande impegno che i ragazzi hanno messo per portare la loro musica a un pubblico più ampio senza perdere l’originalità riconoscibile del loro sound,
Con questo concerto entusiasmante il trio di Spalato ha alzato di brutto l’asticella delle aspettative su come se la caveranno anche gli altri artisti croati sui palchi di casa quest’anno e il prossimo. Ogni momento del concerto dei The Beet Fleet, dall’inizio, passando per l’ospite a sorpresa, fino alla fine, era studiato nei minimi dettagli sul piano scenico ed esecutivo, con un collage intelligente di audio splendido, visual spiritosi ed effetti speciali di luci che si sposavano alla perfezione col concept dei singoli pezzi! In più i TBF hanno servito anche l’ingrediente più importante di ogni spettacolo dal vivo: la vibrazione positiva, che coltivano con successo fin dagli esordi. Con questo concerto la band ha confermato la sua fama di uno dei più grandi nomi della scena musicale croata, che è consapevole della propria grandezza ma resta fedele ai suoi principi, ed è per questo che il pubblico la accoglie e la rispetta ancora di più. I TBF sono riusciti a riempire il Dom sportova senza una campagna promozionale speciale, senza valanghe di pubblicità e senza regalare biglietti a destra e a manca.
Con questo concerto la band ci ha portato in un fantastico viaggio nella propria espressione vocale e ha lasciato alle folle in sala un pezzetto di mente spalatina, che ha accompagnato tutti i presenti ancora a lungo dopo che avevano lasciato il posto del concerto.
(traduzione in sloveno: Aleš Podbrežnik)
“TBF al Dom sportova – la vittoria dello stato mentale spalatino” (2009)
Possono i The Beet Fleet riempire il Dom sportova?
Proprio questa domanda è tornata spesso nell’ultima settimana. Si è ripetuta fino all’inizio del concerto, quando era ormai evidente che i rapper di Spalato sono in grado di riempire due sale del Dom sportova, e non ”solo” una. Del resto, prima di loro quella sala l’avevano riempita solo Hladno Pivo e Edo Maajka.
Circa 9000 persone aspettavano con impazienza che partisse la musica di una delle band più forti di queste zone. Ma prima di loro hanno scaldato bene il pubblico gli Stillness, band di Spalato che si sta ancora facendo strada sulla scena e che, a giudicare da energia, scioltezza e qualità, ha buone chance di diventare un giorno headliner in una grande sala. Gli Stillness sono in sette e la loro musica è un mix di rap, reggae, rock, un pizzico di metal e perfino ska. È una band che non si può chiudere in nessuna casella musicale, perché in ogni pezzo suona un po’ diversa, almeno al punto che in un momento ti può sembrare di avere davanti i Rage Against the Machine, in quello dopo gli Asian Dub Foundation, o una allegra band reggae. Gli Stillness hanno un ampio repertorio, dai pezzi politici e sociali a quelli d’amore, fino alle canzoni che cantano l’amore per la madre, e con la loro esibizione hanno dimostrato di essere il gruppo ideale per aprire un concerto così grande.
Finiti gli energici Stillness, sul palco sono saliti i ragazzi dei TBF, Mladen Badovinac, Luka Barbić e Saša Antić. Hanno aperto con il pezzo cupo ”Ne znan šta bi reka”, seguito dalla positiva ”Đita.” In più di due ore di show sono stati suonati i brani più importanti della band, senza dimenticare nessun album. Si sono cantate canzoni come ”Genije”, ”Bog i zemljani”, ”Esej”,”Lud za njom”, per la quale Saša ha preso in mano la fisarmonica, e ”Nostalgične”, suonata in versione bossa nova. Non sono però le uniche canzoni con un vestito nuovo. Per ”Fantastičnu” è stato usato anche il sample di ”Ča je život vengo fantažija” di Oliver Dragojević. È stata usata anche ”U svakom slučaju te volim” di Ibrica Jusić. Poi sul palco è salito lo stesso Ibrica che, nei dieci minuti circa della sua presenza, ha suonato le sue due canzoni ”U svakom slučaju te volim” e ”Zbogom malena.”
Anche se avevano annunciato un ospite a sorpresa, in pochi si aspettavano il cantautore e cantante di Dubrovnik come protagonista di questo concerto. Quei dieci minuti, che hanno un po’ sorpreso e spiazzato il pubblico, non gli hanno impedito di accogliere Ibrica in modo più che positivo, nello spirito dell’intero giro spalatino. Così a tratti si sentiva il pubblico scandire il nome di Ibrica. Dopo di lui sul palco sono tornati i TBF, che hanno ridato alla sala un ottimo umore con ”Heroyix” e ”Data.” Hanno anche rinfrescato la memoria al pubblico con i vecchi successi come ”Malo san maka” e ” Yen dva” ma anche con i pezzi più recenti ”Odjeb je lansiran” e ”Život je lijep.”
Con questi pezzi i TBF hanno solo mostrato quanto siano cresciuti nella loro carriera e quanto, oltre al grande potenziale, abbiano lavorato sodo per il proprio successo.
”Šareni artikal”,”Guzice i sise” e ”Smak svita” sono state lasciate per la fine del concerto che, come ci si aspettava, non era davvero la fine. Dopo un bis durato una quindicina di minuti, la band si è presentata, ha fatto l’inchino ed è andata via. Ma nemmeno lì era finita. Grazie ai cori insistenti del pubblico, i ragazzi sono tornati sul palco e, con l’aiuto degli Stillness, hanno suonato ”Splitsko stanje uma” per la chiusura definitiva del concerto, la cui sensazione è stata ulteriormente rafforzata da luci più cupe.
I The Beet Fleet hanno tenuto questo concerto per festeggiare venticinque anni di Radio 101, ma senza dubbio anche per onorare il grande impegno che i ragazzi hanno messo per raggiungere masse più ampie mantenendo il proprio sound originale.
Il trio di Spalato ha di certo alzato l’asticella delle aspettative verso gli artisti di casa per quest’anno e per i prossimi. Ogni momento del concerto, dall’inizio all’ospite a sorpresa fino alla fine, era ben calcolato e inserito con intelligenza in un collage di audio splendido, visual fantasiosi, luci che coglievano l’atmosfera dei pezzi, fino all’elemento più importante: la vibrazione positiva che i TBF coltivano fin dagli inizi. Così la band ha confermato di stare ai vertici dei più grandi artisti di queste zone, di esserne consapevole ma di restare fedele ai propri principi, e per questo il pubblico la accoglie ancora meglio. Sono riusciti a riempire il Dom sportova senza una grande campagna alle spalle, senza tante pubblicità e senza regalare biglietti a destra e a manca.
La band ci ha portati in un fantastico viaggio nella propria espressione vocale e ha lasciato un pezzo di mente spalatina che ha accompagnato tutti i presenti anche dopo l’uscita dalla sala.
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