Pivo in cvetje 2015 (secondo giorno)
Luogo: Laško / Slovenia
Data del concerto: 17.07.2015
Prezzo del biglietto: ingresso gratuito
L’inizio del weekend ha coinciso con il secondo giorno del festival a Laško. I fan più sfegatati la notte l’hanno passata nel campeggio del festival, noi invece abbiamo preferito recuperare un po’ di sonno prezioso a casa e tornare sul posto venerdì sera.
La musica dal vivo è ripartita sui palchi alle 19.00. Quando siamo arrivati, sul palco Zlatorog c’erano già i Manouche. Il quintetto, che si alterna alla voce e in più suona pure vari strumenti, è già ben conosciuto dal pubblico sloveno. I loro ritmi accattivanti, un misto di dance, gipsy ed elettronica, hanno portato sotto il palco un bel po’ di gente, e già dalla loro esibizione era chiaro che stasera sotto il palco si sarebbe pigiata molta più gente di ieri. Dopo un’ora e mezza il riscaldamento del pubblico è finito e, dopo una breve pausa, sul palco sono saliti gli I.C.E.
Gli I.C.E. vanno avanti da ormai dieci anni e a inizio 2015 hanno pubblicato il nuovo album in studio, intitolato Tu je raj. Il quintetto, con una cantante piena di energia davanti a tutti, ha proposto qualche successo del primo album, alcuni pezzi più recenti e un paio di cover. Con le cover rock classiche sono riusciti a far cantare anche la folla sempre più numerosa che si stava radunando sotto il palco. Dopo un’ora e mezza hanno salutato e sono iniziati i preparativi del palco per i S.A.R.S. di Belgrado.
I S.A.R.S. – o, per esteso, Sveže Amputirana Ruka Satriania – in nove anni di attività hanno continuato ad aumentare la loro popolarità tra chi ascolta musica nelle ex repubbliche jugoslave. Anche a Laško, durante la loro esibizione, sotto il palco si è radunata una folla sterminata di fan di questa band rock jugo-alternative di nuova generazione. I S.A.R.S. mescolano alla loro musica la dose giusta di ritmi serbi autentici, tanto da conquistare un pubblico d’ascolto molto vario. In tutti questi anni hanno girato tutta l’ex Jugoslavia e i chilometri di palco si sentono eccome. L’esibizione energica ha fatto impazzire i visitatori del festival, mentre noi, tra una pazzia e l’altra sul palco, ci siamo messi a gironzolare per gli altri palchi.
Anche oggi ci siamo fermati davanti al palco Club, che quando siamo arrivati ospitava Katrina & Band (ex Katrina and The Waves). Probabilmente tutti, almeno una volta, abbiamo cantato la sua Walking On Sunshine, il pezzo con cui trent’anni fa Katrina ha sfondato sulla scena musicale mondiale. Sul palco Katrina si è mostrata in ottima forma. La band che l’accompagna era affiatatissima, il pubblico di buon umore e Katrina non ha avuto alcun problema a riportare tra la gente quell’atmosfera anni Ottanta e Novanta del secolo scorso. Mentre cantava, ogni tanto ha impugnato lei stessa la chitarra. Ovviamente non si è dimenticata della vincitrice dell’Eurovision del 1997 – Love Shine A Light, la ciliegina sulla torta insieme a Walking On Sunshine l’ha messa nell’ultima parte del concerto. Con la sua convinzione, la sua semplicità e la sua professionalità ha conquistato la folla, ringraziandola per il sostegno, e noi intanto ci siamo incamminati con calma verso il palco Zlatorog.
Sul palco Zlatorog i S.A.R.S. stavano dando gli ultimi colpi di coda davanti a una folla ormai sterminata, e noi ci siamo concessi un’ultima birra prima della prelibatezza della serata – gli svedesi Europe. Mezz’ora dopo mezzanotte, con il pubblico letteralmente stipato sotto il palco Zlatorog, abbiamo finalmente avuto davanti i giganti svedesi degli anni Ottanta del secolo scorso. Gli inizi degli Europe risalgono addirittura alla fine degli anni Settanta, ma il successo commerciale più grande è arrivato dopo il 1985, soprattutto grazie al megahit The Final Countdown. All’inizio degli anni Novanta, come tanti hardrocker degli anni Ottanta, il gruppo si è sciolto per una buona decina d’anni. Nel 2003 la formazione che suonava insieme già negli anni Ottanta si è riunita. Dopo la reunion il gruppo ha pubblicato 5 album, l’ultimo, War Of Kings, a marzo 2015. Il concerto a Laško faceva parte dell’omonimo grande tour, organizzato per promuovere il nuovo album.
Gli Europe hanno attaccato di brutto con un pezzo dell’ultimo album, nonché title track del tour – War Of Kings. Dopo qualche problema iniziale con l’audio, dalla terza canzone in poi il suono è migliorato parecchio e anche noi, che eravamo abbastanza vicini al palco ma non proprio in prima fila, siamo riusciti a sentire tutti gli strumenti con la voce in modo equilibrato, senza la sezione ritmica che rimbombava in modo eccessivo. Il frontman Joey Tempest ha preso le sue pose fin dall’inizio, facendo impazzire i fotografi nelle prime file, e il suo posare è andato avanti per tutto il concerto. Il ragazzo sa di essere ancora una vera calamita per il gentil sesso, ma la cosa più importante è che anche la voce lo ha servito bene per tutto il concerto. Gli strumentisti sullo sfondo hanno faticato un po’ di più a trovare l’incastro tra tutti i ritmi – forse un effetto della lunga attesa tra il soundcheck e l’esibizione vera e propria. Ma il pubblico non dava l’impressione di rimproverare quei piccoli errori, cantando a squarciagola soprattutto i successi più vecchi, come Superstitious, Carrie, Rock The Night,… Gli Europe hanno alternato con successo nella scaletta pezzi nuovi e vecchi successi, e anche ballad e melodie più vivaci, tenendo il pubblico sempre su di giri e pronto a cantare. Tempest ha tirato fuori addirittura qualche parola in sloveno, rivolgendosi alla folla con »Kako ste?« e raccontando che la birra gli piace più dei fiori. Ha tenuto in pugno da solo, senza fatica, la folla sterminata sotto il palco, che urlava entusiasta le canzoni conosciute e ammirava gli assoli di John Norum. Alla fine di Rock The Night si sono rotte anche due corde della chitarra di Norum – cambio di strumento al volo, i ragazzi hanno suonato ancora Days Of Rock’n’Roll e, dopo i richiami per farli tornare sul palco, anche il megasuccesso The Final Countdown, dove il pubblico ha letteralmente coperto la voce di Tempest. Dopo il saluto finale, alle due di notte i ragazzi hanno lasciato il palco.
Il secondo giorno del festival Pivo in cvetje, tra proposta e esecuzione, non ha deluso proprio nessuno. Ma ce n’era ancora un altro, così siamo corsi a casa a fare il pieno di energie per il gran finale.
Scaletta
EUROPE:
1. War Of Kings
2. Hole In My Pocket
3. Superstitious
4. Scream Of Anger
5. Last Look At Eden
6. The Second Day
7. Carrie
8. Firebox
9. Sign Of The Times
10. Praise You
11. Girl From Lebanon
12. Let The Good Times Rock
13. Rock The Night
14. Days Of Rock’n’Roll
15. Final Countdown
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