Private Eyes

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Artista: Bolin, Tommy
Etichetta: Columbia Records
Uscita: 1976

La versatilità musicale di Bolin la conoscono tutti. Nella sua breve carriera ce l’ha dimostrato senza problemi, sia come membro di Energy e The James Gang, sia, per esempio, sullo Spectrum di Cobham. Ma Private Eyes ha un posto speciale nella storia di Tommy. L’album è stato registrato appena sei mesi prima della sua morte, il 4 dicembre 1976, in una camera d’albergo a Miami. Se su Teaser collabora soprattutto con musicisti “ingaggiati”, Private Eyes ci presenta il primo Tommy Bolin Band “ufficiale”, di cui il chitarrista dice sull’album che è “la migliore band con cui abbia mai avuto l’onore di lavorare”.

Una menzione speciale va alla ragazza di nome Norma Jean Bell, che col suo sassofono dalle tinte funky segna l’iniziale Bustin’ Out For Rosie. Lei, che prima aveva suonato con Frank Zappa, dice che il modo di suonare di Bolin è quello che le calza meglio a pennello, e su “Rosie” si vede alla grande. La tipica leggerezza e morbidezza della chitarra di Bolin, di nuovo ben completata dagli arrangiamenti di sassofono, si chiama Sweet Burgundy. Tutto l’opposto è l’epica Post Toastee, nove minuti che sono in sostanza una specie di lunga jam, dove Tommy si prende finalmente il suo respiro. Il pezzo, usato spesso come sigla del Friday Night Rock Show del purtroppo ormai scomparso Tommy Vance, è quello che spicca di più su tutto l’album. Una curiosità: questa canzone, che parla dell’abuso di droghe, ha chiuso l’ultimo concerto di Bolin, dopo il quale è morto 10 ore più tardi. Sarebbe interessante sentire la versione originale del pezzo, visto che questa versione ridotta dell’album è una sforbiciata di un originale lungo il doppio. Bolin continua per la sua strada, di nuovo nel sempre gradito “dialogo” con Norma. Evidentemente i due avevano parecchio da dirsi sull’album. La versatilità di Bolin, già citata, si mostra con Gypsy Soul, una cosa più jazz – bossa nova. La sua voce pacata, quasi sussurrata, dà al brano un fascino tutto particolare. Una vocalità simile la ritroviamo nella ben diversa Hello Again. Questo capolavoro acustico, condito dal suono delicato del fagotto e da arrangiamenti orchestrali, porta l’ascoltatore lontanissimo. La malinconia onnipresente alla fine viene spazzata via dalla più movimentata You Told Me That You Loved Me, la cui ispirazione è probabilmente la relazione di Tommy con un’amica di lunga data, che più tardi si è messa con Glenn Hughes!!

Private Eyes ci mostra un Bolin come non l’avevamo mai visto prima. Siccome non è mai stato solo un “hard rocker”, gli è sempre piaciuto fare l’occhiolino a generi musicali diversi, e su questo album lo dimostra benissimo: lo si può mettere tranquillamente tra i suoi capolavori maggiori. La sola leggerezza del suo modo di suonare è semplicemente impressionante, e possiamo solo immaginare di quale maestria ci abbia privati la sua morte prematura.

Formazione

Tommy Bolin – chitarra,voce,pianoforte
Norma Jean Bell – sassofono,voce
Mark Stein – tastiere,voce
Reggie McBride – basso,voce
Bobby Berge – batteria
Bobbye Hall – percussioni
Carmen Appice – batteria

Produzione

Tommy Bolin

Tracklist

1.Bustin’ Out For Rosie
2.Sweet Burgundy
3.Post Toastee
4.Shake The Devil
5.Gypsy Soul
6.Someday Will Bring Our Love Home
7.Hello Again
8.You Told Me That You Loved Me

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