Quando Eric arriva al Bluesiana,… (2012)

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Luogo: Velden Am Wörthersee / Bluesiana Rock Cafe / Austria
Data del concerto: 17.11.2012
Spettatori: 150
Prezzo del biglietto: 22,00€ (in prevendita) / 25,00€ (la sera del concerto)

Dopo qualche mese di pausa, la strada ci ha riportati dalle parti di Velden. Come abbiamo già detto più volte, il Bluesiana è un locale che ti prende e non ti molla. Sta in una cittadina della Carinzia che a metà novembre aveva già cominciato a infilarsi il suo vestito da fiaba natalizia. I più fanatici delle lucine, ovviamente, avevano già messo in mostra le decorazioni natalizie attorno alle case, giusto per non farti dimenticare che le feste si avvicinano piano ma senza sosta. Ma niente paura – dentro il locale di lucine e altre smancerie non c’è più traccia. Lì ti accoglie la calda familiarità di arredi spaiati, camino, pianoforte, luce discreta e un personale gentilissimo.  Ma soprattutto – sempre un sacco di buona musica.

Erik Martin, uomo maturo dall’aria da ragazzino, è un nome ben noto a chi ascoltava buona musica tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta.  Insieme a Sheehan, Gilbert e Torpey forma i Mr. Big. Dopo l’uscita dell’ultimo album nel 2009, intitolato What if…, e il tour mondiale, i ragazzi hanno deciso di dedicarsi un po’ a se stessi. Il frutto di questa pausa è anche il tour del cantante Erik Martin, che gira l’Europa esclusivamente in compagnia delle sue chitarre acustiche. Domenica si è fermato in Italia, a Trieste (reportage http://it.rockline.si/podrobnosti-reportaze/akusticni-mr-big-maraton-2012-4525), mentre il giorno prima abbiamo avuto la possibilità di incontrarlo al già citato Bluesiana di Velden.

Eric ha salutato per la prima volta la folla riunita poco prima delle dieci. Nonostante i cinquant’anni suonati, a vederlo si direbbe ancora uno scolaretto.  L’etichetta del classico secchione se la merita soprattutto per gli occhiali da vista, che dal primo saluto – »Hello, I’m Eric Martin and I wear glasses.« – sono diventati l’argomento di chiacchiera fra un brano e l’altro. Nonostante i chilometri di palco che Eric ha sicuramente alle spalle dopo tutti questi anni nel mondo della musica, all’inizio sembrava piuttosto nervoso, con le mani che tremavano e una voce tremolante che si calmava dopo le prime note, ma tornava puntuale dopo ogni canzone. Per cominciare, ha subito rovesciato il leggio con i testi e la scaletta: i fogli si sono sparsi su tutto il palco e il pubblico della prima fila lo ha aiutato diligentemente a raccoglierli. Quando ha avuto in mano anche l’ultimo foglio, ha deciso di usare quello come scaletta, per evitare altri impicci a cercare le canzoni. Dai primi accordi è stato subito chiaro che Eric è un cantante e che nei Mr. Big Paul Gilbert c’è per un ottimo motivo, anche se il suo strimpellare la chitarra era del tutto ascoltabile, e comunque nessuno si aspettava chissà quali picchi. Le dita sulla chitarra sembravano più tranquille che quando smetteva di suonare, e lui stesso ha ammesso che gli costa sempre più fatica quando non ha nessuno accanto e tutta l’attenzione è puntata su di lui. Nonostante la gran quantità di sudore versato – un po’ per l’ansia, un bel po’ anche perché al Bluesiana di solito fa piuttosto caldo – Eric si è fatto strada con successo attraverso i primi versi. Alla sua voce, inconfondibile, non c’è niente da rimproverare, e Eric ha dato davvero tutto. Il pubblico del Bluesiana ha apprezzato e saputo ricambiare, premiandolo generosamente con applausi e urla di entusiasmo.  Nel frattempo gridavano anche cosa dovesse cantare, e Eric li accontentava volentieri, quando possibile (forse anche per non dover mettere gli occhiali da lettura per leggere la scaletta).  Dopo la parte iniziale e dopo una Promise her the moon cantata a squarciagola, Eric ha deciso che eravamo ormai pronti per la sorpresa della serata – ha chiamato sul palco Richie Kotzen.  Eric e Richie si conoscono da parecchi anni, dato che tra il 1999 e il 2004 Richie ha sostituito Gilbert come chitarrista dei Mr. Big. Per una felice coincidenza, i tour europei di Eric e di Richie si sono incrociati proprio in Austria (Richie il giorno prima suonava in Italia, a Udine, e il giorno dopo il concerto di Eric a Vienna), e proprio nel giorno libero di Richie. Siccome era stato informato del concerto di Eric al Bluesiana e siccome quel palco gli è molto caro (ci suonerà lui stesso giovedì 22 novembre 2012), ha deciso che nel viaggio verso Vienna si sarebbe fermato anche a Velden per salire sul palco con Eric per qualche pezzo.  Richie, visibilmente raffreddato ma comunque di buon umore, è salito sul palco e, dopo che Eric ha raccontato la storia di come si sono conosciuti, è seguita una consultazione su cosa suonare. La prima fila chiedeva Lost in America, Richie si è opposto dicendo che non sapeva suonarla, anche se l’aveva scritta lui, e allora Eric ha deciso che avrebbe suonato Crossroads, con Richie che strimpellava un po’ insieme a lui. Richie ha alzato le spalle, accordato la chitarra e ha iniziato a suonare. Il pezzo è stato accolto da un grande applauso, poi, su richiesta di Richie, hanno suonato e cantato insieme anche Shine, con il pubblico che si è unito a gran voce, cosa che ai due ha fatto un gran bene, tanto che hanno spremuto fuori dalla voce fino all’ultimo atomo. Quando hanno portato il brano alla fine, Richie voleva già defilarsi, ma Eric gli ha proposto di cantare anche 30 days in the hole. Dopo la canzone Richie ha ringraziato, ha abbracciato Eric e ha salutato, mentre Eric è andato avanti con Going where the wind blows e con due indimenticabili classici dei Mr. Big, Wild world e To be with you, che tutto il pubblico ha cantato a pieni polmoni. Ha chiuso con Electrified e The chain, ha ringraziato ed è sceso dal palco, ma poco dopo è tornato e ha cantato anche Take a walk, ha detto che qui si sente a suo agio, ha ringraziato il pubblico per la partecipazione e ha posato la chitarra. Ma il pubblico ha insistito: l’Eric fradicio doveva cantare ancora qualcosa. Eric ha guardato un po’ spaesato le chitarre appoggiate, il pubblico e se stesso, quando dal pubblico è arrivata una voce risoluta che chiedeva Just take my heart. Eric si è ripreso in un attimo, ha detto di cantare insieme solo il ritornello, ha dato una mano con la prima strofa, poi ci ha lasciato la parte vocale, ha fatto un cenno di saluto con la mano ed è uscito dal palco.

Nonostante i grandi successi che Eric ha ottenuto e continua a ottenere con i Mr. Big, ha comunque conservato quella sua umanità, quell’autenticità e quel qualcosa di infantile che danno al suo concerto solista un grande fascino. Possiamo sperare di rivederlo ancora così, sui palchi europei.

Scaletta

  1. A Rose Alone
  2. Kansas
  3. Superfantastic
  4. Kisses Stain
  5. Where Do I Fit In
  6. Woodoo Kiss
  7. Wink And A Smile
  8. Promise Her the Moon
  9. Crossroads – feat. Richie Kotzen
  10.  Shine – feat. Richie Kotzen
  11.  30. Days In the Hole – feat. Richie kotzen
  12.  Going Where the Wind Blows
  13.  There Goes the Neighbourhood
  14. Don’t Stop
  15.  To Be With You
  16.  Wild World
  17.  Electrified
  18.  The Chain
  19.  Take a Walk

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