Quando gli Onslaught usano la Forza! (2012)
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Gala Hala
Data del concerto: 30.09.2012
La stagione concertistica autunnale è nel vivo e già nel primo mese si è accumulato un bel po’ di concerti (Immolation/Marduk, Nasum ecc.). L’ultimo giorno di settembre abbiamo accolto anche il ritorno dei leggendari thrasher britannici Onslaught e, dopo tanto tempo, di nuovo un concerto thrash metal nel Channel Zero rinnovato e rinfrescato. Se la memoria non mi inganna, l’ultimo concerto thrash in questo club è stato quello fenomenale delle leggende danesi Artillery, nel settembre 2009, che ha ancora un posto speciale nei miei ricordi. A giudicare da quella serata, domenica scorsa si preannunciava un’altra grande festa thrash.
Gli Onslaught sono in tour con The Full Force insieme ai tedeschi Cripper e agli olandesi Izegrim, che sono stati i primi a salire sul palco. A comandare la formazione death/thrash olandese è la guerriera amazzone Marloes, che oltre a lanciare grida di battaglia scava anche sulle corde del basso. La ragazza e i ragazzi hanno passato in rassegna i loro tre dischi in una buona mezz’ora, servendo chitarre di impronta thrash, mentre Marloes con il suo ringhio ha aggiunto al miscuglio una sensazione di death metal. Ma solo una sensazione, perché gli Izegrim sono in sostanza una band thrash metal che fa largo uso di passaggi chitarristici armonici e di abbellimenti melodici, il che li avvicina parecchio agli svedesi Arch Enemy. Il paragone non regge solo per via della cantante donna: gli Izegrim suonano davvero come dei »poor man’s Arch Enemy.« Per mancanza di riff migliori e più vari, dopo qualche pezzo gli olandesi risultano ripetitivi e monotoni. Nemmeno gli incitamenti appassionati di Marloes sono riusciti a far muovere sul serio il pubblico, poco numeroso, ma agli Izegrim va comunque riconosciuta un’esecuzione corretta ed energica di un materiale per il resto piuttosto nella media.
La curva della qualità, però, è schizzata bruscamente verso l’alto con l’arrivo della formazione thrash tedesca guidata dalla furiosa Britta Görtz. I Cripper sono stati quindi la seconda band della serata con una frontwoman del sesso »gentile«. Perché le virgolette? Perché Britta ne asfalta parecchi, di cantanti maschi del genere, e per divertirsi si mangerebbe tre quarti dei cookie monster dai ciuffetti leccati. Con ogni uscita in studio i Cripper mostrano un progresso evidente: Antagonist, quest’anno, è il miglior disco del gruppo finora, e a ripagarli è anche la fortissima attività dal vivo. Britta e i ragazzi si sono buttati nel set come un razzo Apollo al lancio e in tre quarti d’ora hanno sparato un set violento e infuocato di thrash aggressivo, che a tratti, soprattutto grazie a degli ottimi riff groovy, ha ricordato i giganti Exodus. Si sente parecchio quanto i Cripper siano rodati dai concerti: sul palco sembrano fusi con esso, l’affiatamento è totale e su tutto veglia l’abbaio crudo di Britta, brutale ma allo stesso tempo perfettamente comprensibile. Durante l’esecuzione di General Routine, Britta si è calcata in testa un cappello da generale, poi si è tuffata tra il pubblico e ha strapazzato senza pietà le prime file. I Cripper hanno già scaldato il pubblico per bene e l’hanno preparato all’esibizione degli headliner, ma non riesco a scrollarmi di dosso la sensazione che mi ricordino parecchio i loro colleghi thrash tedeschi Dew-Scented. Il che, ovviamente, può essere solo un bene!
»Use the Force«, hanno detto gli Onslaught, e nel tour attuale hanno deciso di suonare per intero, per la prima volta in assoluto, il disco di culto The Force (1986), che secondo me, insieme a Xentrix – For Whose Advantage e Sabbat – Dreamweaver, rappresenta il culmine della produzione thrash dell’Isola. Da noi gli Onslaught avevano suonato l’ultima volta nel 2009 al Paranoid Open Air festival, cosa che al cantante Sy Keeler evidentemente è sfuggita di mente, visto che si è ricordato solo del loro concerto al Metalcamp 2008; stavolta lo show era ancora più invitante per il fatto che si poteva ascoltare per intero la Forza del thrash britannico. L’anno scorso il batterista originale Steve Grice ha lasciato gli Onslaught, ma i ragazzi si sono subito rinforzati con Michael Hourihan (Desecration, ex-Extreme Noise Terror), che ha fatto tremare per bene la Metelkova deserta di quella domenica. Per cominciare gli Onslaught hanno accarezzato i nostri timpani con due mazzate ciascuno dai dischi Killing Peace (2007) e Sounds of Violence (2011), mentre Let There Be Death ha annunciato il ritorno al 1986. I veterani hanno dimostrato che gli anni non li hanno scalfiti: Sy urlava come se ci fosse una scommessa in ballo e il chitarrista originale Nige Rockett serviva con la mano sinistra una riffeggiatura che dopo venticinque anni suona ancora fresca e assassina. La band si è lanciata in The Force con energia e ha messo in movimento un Channel Zero pieno, mentre il pubblico divorava i classici con gran gusto e si univa a Keeler nel ruggire le hit thrash Metal Forces, Contract in Blood e Thrash ‘til the Death. Riff diabolici volavano da tutte le parti, anche gli assoli erano eccellenti, e la voce aggressiva e ribollente del fantastico frontman Sy Keeler ha chiuso con Power From Hell e, nel bis, con le altre due bombe Angels of Death e Thermonuclear Devastation. 666% Pure Thrash!
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