Queen
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Queen
Etichetta: Parlophone Records
Uscita: 1973
Durata: 38:36
Voto: 4/5
I colossi art rock britannici Queen, già con il loro debutto intitolato semplicemente »Queen«, hanno dimostrato di essere una band assolutamente unica, destinata a diventare nel giro di pochi anni uno dei pilastri della musica popolare degli anni Settanta e, più avanti, anche degli Ottanta. Con quel loro mix inconfondibile di hard rock, progressive rock, glam rock, opera e musica classica, il tutto condito da una valanga di motivi mistici e da una dose generosa di pompa, »Queen« ha messo fin da subito solide fondamenta sotto tutto ciò che questi indimenticabili eroi del rock avrebbero fatto in studio.
Il quartetto di amici che suonava sotto il nome Queen era fatto di talenti eccezionali dalla testa ai piedi, e già nei primi concerti l’attenzione andava, e a ragione, al carismatico cantante di origini persiane Freddie Mercury (vero nome Faruk Bulsara). A scoprire il suo talento vocale del tutto unico furono il brillante virtuoso della chitarra Brian May, che insieme al padre si era costruito la sua Red Special, una chitarra elettrica dal suono specialissimo, e il maestro della batteria Roger Taylor, membri fondatori della band dai tempi in cui si chiamava ancora Smile. Ultimo ad aggiungersi, nel 1971, fu il bassista John Deacon, il più giovane del gruppo, che si rivelò ben presto un compositore alla pari dei suoi tre compagni più grandi. Per sembrare il più enigmatico possibile, sul debutto dei Queen si presentò con il nome Deacon John. Del resto, un’aura di mistero e misticismo ha accompagnato i Queen praticamente fin dagli inizi.
Un’altra particolarità dei Queen era che negli album dei primi anni Settanta non usavano le tastiere, cosa che precisavano ogni volta nei crediti dei singoli dischi. Freddie si sedeva volentieri al pianoforte su alcuni brani, e ogni tanto lo sostituiva anche May. Ma il vero punto di forza dei Queen, quello che gli ha garantito uno status immortale per sempre, stava nella loro straordinaria capacità di costruire armonie vocali a più strati, spesso operettistiche, con cui creavano sfumature ambientali marcatamente epiche. Il ruolo di voce principale, passato dall’icona Mercury, soprattutto nei primi album, a più riprese a May e Taylor, due ottimi cantanti, ciascuno a modo suo, e con timbri altrettanto unici.
Tra i brani di »Queen« spicca senza dubbio l’inno hard rock d’apertura »Keep Yourself Alive«, dove conquistano il riff originale, intriso del suono inconfondibile della chitarra di May, e il canto teatrale di Freddie. Le splendide armonie vocali confermano subito i Queen, che in questa pratica avevano un modello ideale negli Uriah Heep, maestri del genere. Per tutto questo brano così influente soffia la ribellione giovanile dei loro primi giorni. »Doing All Right« è una ballata deliziosa e positiva con chitarra acustica e pianoforte, di quelle che nella loro carriera ne hanno sfornate parecchie. Nella seconda parte entra anche la chitarra elettrica, che scalda per bene l’atmosfera sottile. Nel pomposo epos »Great King Rat«, dove il clima iperintenso cambia di continuo grazie a tanti cambi di tempo e variazioni di chitarra, mostrano il loro eccezionale senso per la drammaticità epica di stampo prog, con testi spesso intrisi di leggende e fiabe dell’antica Inghilterra. Una pratica che era tipica soprattutto del loro primo periodo.
L’atmosfera mistica e misteriosa continua anche in »My Fairy King«, con una punta di glamour. Qui Freddie, saltando tra frequenze vocali alte e basse con il sostegno generoso dei compagni, dimostra già agli esordi perché è stato la più grande ‘diva’ del canto rock. Il ritmo portante è di nuovo affidato all’intesa tra pianoforte e chitarra. Su »Liar«, catalizzatore di energia dirompente e uno dei risultati migliori del disco, i Queen sfoggiano il loro innato senso per la dinamica progressive rock, mentre Freddie lascia a bocca aperta con la sua variabilità vocale ed emotiva nel pieno di un’interpretazione magistrale di un testo dal tono sarcastico. Tornano in primo piano le numerose armonie vocali a più strati, che sarebbero presto diventate il loro marchio di fabbrica, mentre il brano è segnato anche dall’uso raro dell’organo hammond da parte di Mercury.
»The Night Comes Down«, dopo una breve introduzione strumentale, si trasforma in una ballata delicata. Sul rocker duro e spavaldo »Modern Times Rock ‘n’ Roll« a prendere in mano il microfono ci pensa con successo Roger Taylor. »Son And Daughter« è un altro ibrido interessante tra hard rock, glam e pompa. Il »Jesus«, salato di devozione, è un altro bell’esempio della varietà musicale di questa leggendaria band, visto che contiene elementi gospel. L’ottimo strumentale conclusivo »Seven Seas of Rhye« è il brano più famoso dell’album, merito soprattutto della sua versione vocale potenziata, apparsa sul disco successivo, »Queen II« (1974).
A differenza degli esordi modesti di buona parte delle band rock leggendarie, i Queen avevano le idee chiarissime fin dall’inizio della loro carriera in studio: ne è uscito un ottimo debutto, che ha spalancato le porte ai loro capolavori successivi, molto più rifiniti negli arrangiamenti e nei testi. Da lì in avanti, fino alla fine degli anni Settanta, la loro creatività è andata solo in salita: Freddie, Brian, Roger e John hanno ben presto cominciato a godere di un rispetto enorme tra le folle di appassionati e sono diventati in fretta una delle migliori band rock degli anni Settanta.
Formazione
Freddie Mercury – voce principale, pianoforte, hammond su “Liar”
Brian May – chitarra, pianoforte, voce
John Deacon – basso, chitarra acustica
Roger Taylor – batteria, voce
CANTANTE OSPITE:
John Anthony – voci di accompagnamento su “Modern Times Rock ‘n’ Roll”
Produzione
John Anthony, Roy Thomas Baker e Queen
Tracklist
1. Keep Yourself Alive
2. Doing Alright
3. Great King Rat
4. My Fairy King
5. Liar
6. The Night Comes Down
7. Modern Times Rock’n’Roll
8. Son And Daughter
9. Jesus
10. Seven Seas Of Rhye