Quella notte è stata di Benč! (2012)

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Autore: Urban Bolta

Luogo: Cankarjev Dom / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 30.03.2012
Numero di spettatori: 700
Prezzo del biglietto: 18 € – 28 €

Janez Bončina Benč è una leggenda della musica slovena e jugoslava. Ha suonato in un sacco di formazioni e nel corso degli anni ha messo insieme un repertorio più che rispettabile di evergreen che ammiccano a rock, jazz, blues, funk e soul. Oggi, a 64 anni, ogni tanto sale ancora sul palco, e per i quarant’anni di carriera Benč si è tirato dietro un bel po’ di amici musicisti e ha annunciato un grande concerto nella Linhartova dvorana del Cankarjev Dom. La chicca della serata? L’annuncio che, dopo nove anni, i leggendari September si sarebbero riuniti in esclusiva solo per questo show: la band che nella seconda metà dei Settanta ha scritto una delle più belle storie jazz-rock dalle nostre parti. L’ultima volta i September erano saliti sul palco nel 2003, quando chiusero una serie di concerti alla Hala Tivoli di Lubiana, facendo da apripista ai grandi Deep Purple.

Già entrare nella Linhartova dvorana era uno spettacolo. La sala sold out, piena per lo più di buongustai musicali non proprio giovanissimi, aspettava impaziente l’inizio del concerto; il clima di casa e l’acustica eccellente non facevano che alzare ancora la tensione.

Benč ha cominciato a scaldare le corde vocali con Mr. Soul. Sul palco lo hanno raggiunto il chitarrista Primož Grašič, il bassista Aleš Avbelj, il tastierista Blaž Jurjevič e il batterista Ratko Divjak. Ognuno di loro è un virtuoso nel proprio campo, e così nel corso del concerto le versioni dal vivo hanno preso la strada di jam piene di atmosfera, a partire da Kadar ognji dogorijo. Durante Paranoja boogie  il gioco strumentale è sfuggito di mano per un attimo, con chitarra e tastiere che hanno perso la base ritmica, ma i musicisti navigati, che ne hanno viste di tutti i colori, hanno saputo trasformare la sconfitta parziale in una vittoria finale. Ogni strumentista si è preso anche il suo assolo, e vale la pena citare in particolare il chitarrista jazz Grašič, guardando il quale suonare la chitarra sembra la cosa più semplice del pianeta. Janez Bončina Benč – ex sportivo – si mantiene in ottima forma fisica. Ha condotto il concerto con mano sicura attraverso l’indimenticabile Maja z biseri, incitando il pubblico a partecipare con discorsi e gesti. Il maestro dell’interpretazione vocale soul ha fatto il suo: la potenza della sua voce resta, nonostante gli anni, uno dei suoi assi nella manica, anche se su certi registri ha preso un aiutino dal mixer. Per un signore sulla sessantina, comunque, da applausi! La vera svolta è arrivata con Nazaj, quando sul palco si sono uniti alla band gli hip hopper Murat & Jose, avvicinando ai trend della musica moderna il gruppo di Benč, dal suono old school. Una curiosità: Jose in contemporanea era impegnato in uno spettacolo alla Drama, quindi subito dopo la sua ospitata »è scappato« di corsa dall’altra parte della strada, nell’edificio accanto.

Quando il concerto ha cominciato a scivolare verso la seconda metà, è arrivato il momento clou: sul palco hanno raggiunto Benč i membri dei September, capitanati da Tihomir Pop Asanović! La September-mania è partita con Gvendolina e con le splendide linee di voci di supporto del sempre sorridente chitarrista Marijan Maliković e del percussionista Braco Doblekar. La squadra di musicisti esperti ha innestato una marcia ancora più alta con Luduj z nama, e per la prima volta in serata si è preso la scena con un assolo all’organo Hammond il leggendario Asanović (membro originale di un’altra grande band dalle nostre parti – i Time). Nonostante la mancanza di prove, i September sul palco sembravano una macchina ben oliata e hanno proseguito con qualche jam e assoli spontanei, dove a dominare erano i già citati Maliković e Asanović. A metà concerto Čarli Novak è stato sostituito da Jadran Ogrin, accennando anche in modo simbolico al cambio di bassista avvenuto nel 1977.

A fare da collante a tutta la serata, nel suo solito stile, è stato Benč, che con la Linhartova dvorana ha condiviso in modo quasi monologico aneddoti curiosi di una lunga carriera. La passeggiata nostalgica tra alcuni dei più bei momenti jazz-rock della riconoscibile fusion dei September è proseguita con Kolo e Florida, dove al posto della tromba del compianto Peter Ugrin, assente, ha suonato il violino suo figlio, Peter junior. Le linee vocali di supporto «alla Heep», a tratti da far venire la pelle d’oca, hanno toccato il picco in Domovino moja, il più grande successo dei September, durante la quale la band si è beccata una standing ovation da gran parte dei presenti. Per il finale tutti gli ospiti della serata sono tornati sul palco con Benč e hanno servito insieme l’hit Ta noč je moja – e lo è stata davvero!

Due ore piene di classici di Benč attraverso i decenni: un concerto tagliato su misura per chi non va matto per le anomalie del rock circus moderno. Il linguaggio old school di rock, jazz e funk ha riportato la Linhartova dvorana indietro a un’epoca in cui la musica (ancora) non era solo un mezzo istantaneo per caricare gli smartphone. E quell’epoca, dalle nostre parti, l’ha co-creata proprio Janez Bončina Benč, che si è preparato a lungo a questo concerto celebrativo, si è portato dietro un sacco di amici e, alla fine dei conti, ha riunito i leggendari September: per questo, dopo averci dormito su, posso tranquillamente definire la serata un grandissimo successo.

Scaletta

1. Mr. Soul
2. Kadar ognji dogorijo
3. Paranoja boogie
4. Poet
5. Maja z biseri
6. Navali narod na gostilne
7. Ob šanku
8. Edina luč
9. Nazaj
10. Gvendolina,kdo je bil
11. Luduj s nama
12. Noč kradljivaca
13. Majko zemljo
14. Kolo
15. Florida
16. Domovino moja
17. Ta noč je moja

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