Quiet Storms
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Galahad
Etichetta: Avalon Records
Uscita: 2017
Durata: 74:15
Voto: 3.5/5
»Quiet Storms« è una raccolta di alcuni storici standard dei Galahad e di qualche brano rimasto finora inedito, che i maestri inglesi del neo-prog hanno suonato sotto forma di ballate con arrangiamenti acustici od orchestrali. Proprio in questo periodo la band è stata lasciata, in modo piuttosto controverso, dallo storico chitarrista Roy Keyworth. Dopo il 2015 aveva tagliato ogni comunicazione con gli altri membri, che solo due anni più tardi hanno scoperto che il loro ex compagno si era ritirato dalla musica; al suo posto è saltato su temporaneamente il produttore Karl Groom (Threshold), che non ha avuto alcun problema a dare una mano ai vecchi amici con la chitarra acustica. Per il successivo album in studio ‘vero’, intitolato »Seas of Change« (2018), i Galahad sono poi riusciti a trovare un nuovo chitarrista.
I vecchi ‘volponi’ dei Galahad, dopo il calvario con Keyworth, hanno deciso di prendersi un attimo di respiro e di rilassarsi prima dell’uscita del prossimo progetto in studio. Per questo, con arrangiamenti classici, dal sapore pastorale, costruiti per lo più su chitarra acustica e pianoforte e capaci di creare un’atmosfera in gran parte bellissima, hanno rivisitato alcuni standard del passato e ci hanno aggiunto qualche ballata inedita. Per fortuna in queste nuove ballate dei Galahad non c’è nulla di eccessivamente sdolcinato, ma nemmeno niente che faccia saltare giù dalla sedia per l’entusiasmo i fan di lunga data mentre ascoltano.
In mezzo a questa serie di ballate ci sono anche due cover: »Mein Herz Brennt«, che in originale è dei Rammstein, mentre »Marz (And Beyond)« è nata dalla penna di John Grant. In »Termination« al carismatico cantante dei Galahad, Stuart Nicholson, si unisce Christina Booth dei Magenta. La collaborazione vocale tra i due dà un risultato piuttosto interessante e probabilmente piacerà alla maggior parte dei fan di entrambe le band. »Easier Said Than Done« per stile ricorda i Bee Gees dei primi anni Settanta, il che significa che, proprio per via dello scarto stilistico rispetto al solito materiale dei Galahad, è tra i momenti più interessanti, se non addirittura esotici, di questo album.
»Quiet Storms« è un disco ‘riservato’ solo ai fan più fedeli dei Galahad, per i quali l’acquisto vale la pena soprattutto per una manciata di pezzi nuovi, nessuno dei quali però può competere seriamente con i loro risultati migliori. Proprio per questo un’uscita del genere non si può definire una pura ‘fregatura’ né una ricetta per spremere più soldi possibile dai fan; inoltre, già un anno dopo è uscito il nuovo album in studio, »Seas of Change«, di nuovo su livelli eccezionali e quindi molto più nelle corde della maggior parte dei fan dei Galahad.
https://www.youtube.com/watch?v=VniI0U6YUPk
Formazione
Stuart Nicholson – voce
Roy Keyworth – chitarra
Dean Baker – tastiere
Tim Ashton – basso
Spencer Luckman – batteria
MUSICISTI OSPITI:
Christina Booth (Magenta) – voce
Karl Groom – chitarra acustica, tastiere
Louise Curtis – violino
Sarah Bolter – flauto, clarinetto, sax soprano, cori
Produzione
Karl Groom
Tracklist
1. Guardian Angel (3:54)
2. Iceberg (4:10)
3. Beyond the Barbed Wire (4:28)
4. Mein Herz Brennt (My Heart Burns) (5:03)
5. Termination (5:17)
6. This Life Could Be My Last (5:50)
7. Pictures of Bliss (2:11)
8. Willow Way (4:13)
9. Easier Said than Done (4:18)
10. Melt (4:28)
11. Weightless (5:30)
12. Shine (9:15)
13. Don’t Lose Control (5:40)
14. Marz (and Beyond) (6:14)
15. Guardian Angel (Hybrid) (4:43)