Red Sky
Artista: Saracen
Etichetta: Now And Then Records
Uscita: 2003
Voto: 5/5
I Saracen sono risorti dalle tombe e hanno pubblicato il loro secondo album in studio dopo più di 20 anni. Un esordio pazzesco, accolto a braccia aperte dalla critica musicale e incensato in lungo e in largo come esempio da manuale di come fondere la “New Wave of British Hreavy Metal” con soluzioni AOR, che all’epoca erano un trend richiestissimo. Il debutto uscì nel 1981 e fu dimenticato in fretta: la band smise di suonare e oggi, in pratica, di Saracen non si ricorda più nessuno.
“Red Sky” è esattamente ciò che ti aspetteresti da un secondo album, dopo un debutto così bello. Primo: per suono e stile, “Red Sky” è di fatto un disco perduto che avrebbe dovuto uscire nel 1983, e porta avanti in tutto e per tutto la tradizione del primo, anzi di più. La rifinisce e la porta a un livello ancora più alto. La produzione è proprio quella che ti catapulta nella prima metà degli anni Ottanta! Cristallina, con la linea di basso in evidenza, riff di chitarra raffinati, arrotondati da decorazioni di armonie a tre voci intrecciate in modo impressionante. Una batteria compatta e cannoneggiante regala profondità al suono ed è nettamente staccata da tutte le altre linee melodiche. Le tastiere sono puro “early eighties”. La maggior parte dei pezzi dev’essere stata quindi scritta in quel periodo di più di 20 anni fa. La voce solista è tagliata su misura per melodie cesellate in ogni dettaglio, dall’inizio alla fine. Tutto è intriso di coloriti cori “back” della miglior tradizione britannica, e la band ci offre un disco di facilissimo ascolto, che picchia duro e allo stesso tempo porta in ogni pezzo un livello di raffinatezza che di solito sanno gestire solo i gruppi con parecchia esperienza. In 22 anni dall’uscita del debutto i Saracen hanno imparato un sacco di cose, e quel lungo intervallo di tempo è il principale responsabile di canzoni così rifinite e levigate al massimo. Su ”Red Sky” hanno rimesso anche i classici del primo album, tra l’altro Horseman Of The Apocalypse e Heroes, Saints And Fools (la title track del debutto), che nella nuova veste sono ancora più curati.
“Red Sky” per la scena “rock” non porta nulla di nuovo, di scioccante, di innovativo nello stile o di avanguardistico. Ma è un disco che farà felici gli ascoltatori e gli estimatori dell’AOR e delle opere classiche del metal, o, per dirla in parole povere, tutti i “perfezionisti della musica”. I pezzi sono rifiniti, e le parti strumentali centrali dimostrano ancora di più la perfezione della band. I motivi si susseguono in queste sezioni in totale armonia, uno dopo l’altro, e raggiungono il livello della “complessità non complessa” (composto in modo complesso e semplicissimo da ascoltare!). “Red Sky” è un disco incredibilmente vario e dinamico!
Immagina la grinta delle band scalmanate dei primi anni Ottanta come Tokyo Blade, Raven o Demon incrociata con la raffinatezza dei Magnum. Le linee vocali di supporto a tratti seguono i buoni vecchi Uriah Heep, Asia (il ritornello di Faith) e raggiungono un livello tutt’altro che modesto di armonie vocali metal, quello che hanno toccato i Def Leppard. I Praying Mantis sono un altro nome che mi è appena balenato in testa. In più la band sforna riff diabolici, a dimostrazione del fatto che i Saracen, nonostante le tendenze prog, vengono dritti dritti dall’onda del buon vecchio metal britannico. “Red Sky” è un album rifinito come oggi se ne trovano di rado. Per produzione e per cura delle composizioni. Ogni cosa ha trovato il suo posto giusto. Tutto suona grandioso… perfetto! “Red Sky” è una lezione di “rock” di raffinatezza suprema. È un classico e dovrebbe stare nel patrimonio base di ogni famiglia.
Formazione
Steve Bettney – voce
Rob Bendelow – chitarra
Richard Lowe – tastiere
Richard Bendelow – basso
Jamie Little – batteria
Produzione
Rob Bendelow
Tracklist
1. We Have Arrived
2. Red Sky
3. Faith
4. Horsemen Of The Apocalypse
5. Castles In The Sand
6. Heroes, Saints & Fools
7. Flame Of Youth
8. Jekyll & Hyde
9. Menage A Trois
10. Ride Shotgun With The Wind
11. Angel Eyes
12. Follow The Piper
Durata dell’album: 70:23