Road To Escondido
Artista: Cale, J.J. & Clapton, Eric
Etichetta: Reprise Records
Uscita: 2006
Eric Clapton, detto Slowhand, e c’è chi lo chiama Dio. Eric Clapton, che ha lasciato il segno in formazioni leggendarie come The Yardbirds, The Bluesbrakers di John Mayall, Cream e Blind Faith, e che da qualche decennio è anche un solista di successo, con un percorso musicale attraversato da dipendenze, cure e tragedie personali. Senza di lui probabilmente avremmo scoperto Bob Marley molto più tardi, ma la carriera solista di Eric Clapton senza JJ Cale sarebbe forse passata persino inosservata. JJ Cale non è mai stato un musicista di grande successo, però ha scritto ‘After Midnight’, il primo hit solista di Eric Clapton. Ha scritto anche ‘Cocaine’, il brano che ha messo il sigillo sullo status di Clapton solista di successo. Già che ci siamo – ha scritto pure ‘Call Me The Breeze’, che i Lynyrd Sknyrd hanno coverizzato alla grande.
Ecco, Clapton, la cui carriera negli ultimi anni oscilla tra il brutto e il mediocre – e va detto che a garantirgli lo status di mediocrità ci pensano progetti eccellenti come ‘Unplugged’, la blueseggiante ‘From The Cradle’, ‘Riding With The King’ fatta con il leggendario B.B. King o ‘Me and Mr. Johnson’, dedicata a Robert Johnson. Naturalmente non si può ignorare nemmeno la resurrezione dei Cream, ormai ai ferri corti, che con una serie di concerti hanno dimostrato perché furono tra i primi a meritarsi l’etichetta di supergruppo. Ma torniamo a bomba – per il nuovo disco solista Eric Clapton voleva JJ Cale come produttore, poi la faccenda è degenerata in un disco di gruppo che è… mah, un disco di JJ Cale (ha scritto ben 11 brani su 14) per Eric Clapton.
Cale e Clapton sono talmente in sintonia, intrecciati e fusi che a volte è difficile capire chi stia cantando o suonando. Due chitarristi eccezionali e cantanti collaudati che sfrecciano a ritmo di rock, blues, pop e a tratti anche jazz. Lo splendido suono delle chitarre che si intrecciano purtroppo ogni tanto viene travolto dal pianoforte, e solo raramente è arricchito dall’organo… a momenti ascoltiamo schemi blues minimalisti e suonati con una finezza da orafo, altre volte invece il tutto suona addirittura pop da cartolina. Clapton si è portato dietro il suo produttore, che ha fatto un lavoro impeccabile – le radio possono praticamente tirare fuori un singolo da ogni brano, e anche gli ascoltatori meno esigenti diventeranno di colpo i fan più sfegatati e gli ascoltatori più entusiasti. Personalmente, però, avrei voluto un po’ più di sporco, di rudezza, di ruvidità, di imprevedibilità. Rock, blues, rhythm & blues sono fatti così e non dovrebbero essere così tirati a lucido, educati e gentili. Che ti piaccia o no!
E due vecchie volpi della musica, che in fondo hanno già dimostrato quello che valgono, non dovrebbero cadere nelle trappole della commercialità, ma fare un disco che suoni fresco e interessante anche fra trent’anni. Invece ci ritroviamo con un prodotto musicale di qualità, certo, ma troppo prevedibile e “sicuro” per ascoltarlo col tempo con lo stesso piacere con cui ancora oggi ascoltiamo ‘After Midnight’.
Poteva, anzi doveva essere meglio! Cioè il meglio possibile, e invece sta più o meno nel giusto mezzo, cosa che a Clapton negli ultimi anni evidentemente va più che bene. Peccato…
Formazione
Eric Clapton – chitarra, voce
J.J.Cale – chitarra, voce
MUSICISTI OSPITI:
Dennis Caplinger
Derek Trucks
Doyle Bramhall II
James Cruce
Abe Laboriel Jr.
Jimmy Karstein
John Mayer
Albert Lee
Marty Grebb
Pino Palladino
Simon Climie
Steve Madaio
Walt Richmond
Billy Preston
Gary Gilmore
David Teegarden
Jerry Peterson
Bruce Fowler
Produzione
J.J. Cale & Eric Clapton
Tracklist
1. Danger
2. Heads In Georgia
3. Missing Person
4. When The War Is Over
5. Sporting Life Blues
6. Dead End Road
7. It’s Easy
8. Hard To Thrill
9. Anyway The Wind Blows
10. Three Little Girls
11. Don’t Cry Sister Cry
12. Last Will And Testament
13. Who Am I Telling You
14. Ride The River