Rod Stewart – ancora sexy come una volta! (2014)

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Testo: Urban Bolta
Foto: Jernej Vene

Luogo: Stadthalle / Vienna / Austria
Data del concerto: 01.07.2014
Numero di spettatori: 8000
Prezzo del biglietto: da 74€ in su

Sono pochi i protagonisti dell’età d’oro del rock britannico (fine) anni Sessanta e Settanta che, anche a decenni di distanza dal loro apice creativo, tengono ancora in pugno il pubblico e, nonostante i prezzi dei biglietti astronomici, riempiono senza fatica le arene più grandi. Parliamo di un pugno di musicisti di primissimo piano, a cui non è estraneo nemmeno il tè con la regina d’Inghilterra, musicisti che hanno ormai da tempo superato i confini della musica e col passare degli anni sono diventati parte della vita quotidiana di tutti. La crème de la crème è fatta dal Beatle ancora in vita Paul McCartney, dai Rolling Stones, più che mai d’attualità nel mese appena trascorso, e poi, ad esempio, da Elton John ed Eric Clapton.

Tra questi giganti c’è anche Rod Stewart, ex membro di Jeff Beck Group e Faces e, dall’inizio degli anni Settanta, soprattutto solista di successo, la cui voce ha dato l’anima a una marea di hit radiofonici degli ultimi quattro decenni. Nonostante i 69 anni compiuti, Rod Stewart è ancora in piena attività live. L’ultima volta era passato a tiro dei nostri cavalli d’acciaio quattro anni fa, quando aveva fatto tappa a Vienna e a Budapest; a fine giugno di quest’anno è tornato nella più grande arena coperta viennese, la Stadthalle, paragonabile per dimensioni alle nostre Stožice. Nella capitale austriaca, in ottima compagnia dell’agenzia Koncerti.net, si è messa in viaggio anche la squadretta di Rockline, due persone in tutto, che il pomeriggio l’ha sfruttato, tra le altre cose, per il giro obbligato nel Mediamarkt lì vicino, dove un CD che vale l’acquisto salta fuori sempre.

La proverbiale precisione tedesca imponeva di rispettare gli orari annunciati, così alle sette e mezza di sera era già tutto pronto per l’inizio del concerto. Ai concerti di Stewart oggi va un pubblico di una certa esperienza, e quindi l’attacco anticipato è la logica conseguenza dell’adattarsi al pubblico di riferimento. Il sipario teso tra palco e pubblico è caduto venti minuti prima delle otto, e lo show è finalmente partito con un pezzo dei fratelli Isley, This Old Heart of Mine (Is Weak for You)!

Il palco megalomane ospitava un nutrito drappello di musicisti di supporto, che nella prima parte del concerto hanno fatto da solido appoggio alla voce un po’ sfiancata di Stewart. Se l’ascoltatore si rassegna in fretta alla forma di Stewart, che gli impedisce di muoversi tra i registri vocali più alti, seguire l’esibizione diventa un enorme piacere! La produzione del concerto è infatti già tarata sul mercato americano, visto che in autunno Rod Stewart si esibirà a Las Vegas con una serie di diciotto date, quindi la componente visiva non è poi così lontana da quella musicale. Giochi di luce di ogni forma e genere hanno aggiunto al concerto un tocco di glamour in più, appoggiandosi a uno spettacolo già di per sé notevole, quello della band di accompagnamento, ben tredici elementi a rotazione, che garantivano un suono pieno.

Anche se Rod Stewart è daltonico, il suo abbigliamento si faceva notare eccome! Un team di stilisti si assicura che il charmant Rod, pure in età avanzata, abbia un aspetto stravagante. Come descrivere altrimenti la combinazione di giacca dorata scintillante su camicia bianca, pantaloni neri e calzini rosso fuoco? Durante i passaggi strumentali più lunghi Stewart ha approfittato più volte per cambiarsi, tanto da chiudere l’esibizione in camicia «hawaiana» aperta sul petto e scarpe da calcio ai piedi.

Il repertorio era fatto per lo più di grandi successi, tra i quali Stewart ha infilato anche Can’t Stop Me Now, unico brano dal suo ultimo album »Time« (2013). Uno dei picchi della prima parte del concerto è arrivato nel finale di Rhythm of my Heart, costruito su duelli separati tra Stewart e le sue tre coriste. Anche se buona parte del set era fatta di cover, va detto che a rendere popolari molte di esse è stato proprio Stewart, la cui versione dal vivo funziona (ancora) come per magia. Il musicista britannico non solo resta un interprete d’amore di prim’ordine, ma ha ancora un timbro riconoscibile che nel mondo della musica non ha eguali.

Dopo la parte centrale scatenata con Forever Young, è arrivato un ingresso più intimo nella seconda metà della serata: Stewart si è seduto su uno sgabello da bar in mezzo al palco e, accompagnato da due chitarre e da una cetra, con il pezzo di Cat Stevens The First Cut Is the Deepest ha dato il via a un set acustico dalla carica emotiva fortissima. Anche se il delicato tappeto acustico ha messo ancora più a nudo la fragilità della sua voce, il coro di tutta l’arena nel ritornello dell’indimenticabile ballata I Don’t Want to Talk About It ha fatto venire i brividi in tutto il corpo!

Con un omaggio a Chuck Berry, sostenuto dalla sezione fiati in Sweet Little Rock & Roller, è arrivato il momento dell’ultima sgasata, accolta dal pubblico con una vera e propria stampede dagli spalti direttamente sotto il palco, tanto che l’ultima parte del concerto alcune centinaia dei più scatenati l’hanno vissuta in piedi. Da lì in poi le cose sono andate velocissime! Dopo una pausa con Prod Mary (cantata da una delle coriste) Stewart è tornato sul palco con Hot Legs, dimostrando di essere ancora in forma smagliante! Il tifoso di lunga data dei campioni di Scozia in carica, il Celtic FC, ha calciato tra il pubblico, come veri e propri proiettili, qualche decina di palloni autografati, e uno di questi, credeteci o no, è finito tra le mani dell’enciclopedia musicale vivente slovena Jernej Vene; altrettanto intenso il prosieguo con gli inni Maggie May e Baby Jane. La navigazione nel tesoro dei sempreverdi è proseguita con la ballata Sailing, prima che Rod Stewart e compagnia, con piena soddisfazione del pubblico austriaco ormai bello caldo, aggiungessero come saluto un altro hit dell’era disco, Da Ya Think I’m Sexy?.

La domanda più gettonata tra gli amanti del pop e del rock classici è da tempo questa: »dove diavolo andremo ai concerti tra dieci o vent’anni, quando i nostri idoli musicali saranno già nell’aldilà?«. Oggi ci contendiamo gli ultimi concerti di vere leggende che hanno dato forma alla musica popolare. Una di queste è Rod Stewart, e c’è da chiedersi se si esibirà ancora alla portata del portafoglio medio sloveno, ammesso che un biglietto costoso, da tre cifre in euro, si possa davvero far rientrare in questa categoria. I successi di Stewart, sorretti da un vero show da concerto, hanno regalato come previsto un tuffo spensierato negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso. Uno spettacolo che sarebbe stato un peccato perdere!

Il passaggio al concerto ce l’ha garantito l’immancabile, impavido Koncert freak!

Setlist

1. This Old Heart of Mine (Is Weak for You)
2. Having a Party
3. Tonight’s the Night (Gonna Be Alright)
4. You Wear It Well
5. Can’t Stop Me Now
6. Some Guys Have All the Luck
7. Rhythm of My Heart
8. It’s a Heartache
9. Downtown Train
10. Forever Young
11. The First Cut Is the Deepest
12. I Don’t Want to Talk About It
13. Reason to Believe
14. Have I Told You Lately
15. Sweet Little Rock & Roller
16. Proud Mary
17. You’re in My Heart (The Final Acclaim)
18. Hot Legs
19. Maggie May
20. Baby Jane
21. Sailing
22. Da Ya Think I’m Sexy?

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