Runda 2, udri!

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Mortal Kombat
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2013
Durata: 50:32
Voto: 4/5

La fantasia non ha limiti. E uno dei punti di partenza per forgiare un sano principio nel rock n’ roll è dosare la sua eredità con una nota genuina e ben calibrata di cazzeggio.  »Mortal Kombat« non è solo il nome di una delle invenzioni più schifose del mondo dei videogiochi. È anche il nome di una band. E da dove altro potevano arrivare, se non dalla Serbia. Quella dose di lucidità e satira nelle mani dei serbi, grazie all’umorismo nero di questo popolo, ha sempre fatto centro in pieno. In questo non li raggiungono nemmeno gli inglesi, col loro arsenale di commedie nere, pur difficilissimo da battere.

I Mortal Kombat virano decisi e volentieri verso le acque dell’heavy metal, ma nello stesso respiro si abbandonano a pieno sangue al nichilismo punk rock. Sono musicisti eccellenti. Suonano con foga e senza compromessi.  Sparano con l’energia di chi ha le palle piene. L’album »Runda 2, udri!« è un manifesto di musica a sangue caldo, con una dose da overdose di testosterone in vena. Qui non c’è via di fuga, non ci si nasconde: c’è solo una corsa sfrenata.

Tutta la storia musicale di questo disco si sviluppa in piena sintonia con i testi, che prendono apertamente in giro tutta la zavorra da cui è gravato l’omuncolo medio dell’era moderna. Si dibatte convulsamente nella sua piccola essenza mentale, con una scadenza a batteria limitata a una media di 78-79 anni, nella speranza di essere illuminato almeno una volta nella vita dal fascio dei riflettori del cinema. Ci prostituiamo liberamente, anche senza accorgercene, per un pezzetto di fama immaginaria di pochi secondi, pagata con la sensazione di essere stati per un attimo al centro dell’attenzione. I manipolatori intanto giocano con saggezza, in silenzio e con astuzia con le nostre emozioni e ci nutrono di spazzatura. Da FaceBook ai talent, alle lotterie a premi,… Vogliono venderci perfino l’acqua. Da qualche parte, in tutto questo casino, sono spuntati anche gli hipster. I Mortal Kombat suonano metal e per tutto l’album prendono in giro anche se stessi. Cioè, i metallari.

Le parolacce non le eviterete, sono presenti a ogni passo del disco. Tutto in rima, con una scrittura arguta. Nelle teste di questi ragazzi, un sacco di lampi. Metto subito in evidenza l’ultimo pezzo, nel caso ti stia già annoiando a morte con la lettura di queste righe. Si tratta in pratica di una parodia dei fan delle capre del pleistocene, delle pellicce e del latte acido, di cui ai suoi tempi è stato grande mentore anche il valoroso zio Bedanec. Gli unti dell’olio santo: i Manowar. L’ultima canzone dell’album »Druga runda, udri!« si intitola O’sto sam metalac (Teški metal) – l’originale si trova su »The Triumph of Steel«. Al posto di »whips and posers«, i Mortal Kombat urlano »pičke i pozeri«, ma questo è ancora il fiorellino più innocente tra tutte le »parolacce da cesso« e le altre volgarità succose che sull’album divertono senza freni.

Insomma, la tradizione della cultura punk rock ex-jugoslava, dai Hladno pivo di Fiume ai serbi Ritam Nereda, in cui ogni tanto, con astuzia, si innesta l’autentica melodia popolare serba, sovradosata di eredità dell’heavy metal classico, che andrà a genio ai fan degli Iron Maiden e dei loro derivati un filo più giovani. L’album si apre con la title track, spiccatamente punk e devastante, mentre il brano Preko granice (traduzione: Oltre il confine) è una specie di navigata verso la ballad da cowboy – con tanto di arrangiamento per violino, aggiunto in modo magistrale. Il brano Nova godina (traduzione: Capodanno) arriva dritto dal luna park del rock n’ roll. Insomma, non è tutto solo heavy metal. Canzone dopo canzone, questo album è una parodia della parodia, che ti fa morire dal ridere dall’inizio alla fine.

Eppure, in tutto questo cazzeggio sfrenato c’è una dose piena di serrietà. Si tratta quindi di un cazzeggio serio. I brani sono arrangiati dalla testa ai piedi in modo conciso, compatto, e accendono con un mix di forza d’urto, melodie marcate e un cantato contagioso, che grazie alla presenza aggressiva e penetrante di una voce ruvida si impone come la prima attrazione dell’istituzione Mortal Kombat. »Runda 2, udri!« è il seguito di »Smrtonosna šorka« (2011), che deve aprire alla band le porte di un terreno di gioco più ampio, quello dell’ex territorio comune degli slavi del sud. Vale sicuramente la pena che diano un ascolto alla band anche i fan degli agro metallari serbi Perro Deformerro.

Formazione

Kriki – voce, chitarra
Stole – batteria
Laza – chitarra
Gera – basso, seconda voce

MUSICISTA OSPITE:
Biške – voce nel brano n. 4

Produzione

Dušan Lazić – Duleja

Tracklist

01. Runda 2, udri!
02. Zvezde Granda
03. Fejsbuk
04. Hit
05. Pozer
06. Ljubavna pesma
07. Nagradna lutrija
08. Nova godina
09. Preko granice
10. Hipsteri
11. 3, some
12. Seljačka buna
13. Ost’o sam metalac (Teški metal)

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