Sacre du Temps
Artista: Kržišnik, Borut
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2007
Voto: 4/5
Ultimamente con la musica slovena ho avuto una discreta fortuna: ho scoperto un po’ di artisti davvero splendidi. Ovviamente ci sono i vecchi lupi come Begnagrad, Quatebriga, Bratko Bibič solo, Milko Lazar e qualche altro. In questo gruppo di artisti più avantgarde rientra anche Borut Kržišnik, che ha iniziato la sua carriera solista con la Recommended Records, l’etichetta fondata da Chris Cutler (Henry Cow) per puro amore di una musica pura e non capitalistica. Così Borut si è guadagnato almeno un po’ di visibilità internazionale, tanto che alcuni album sono poi usciti anche per etichette americane.
Borut Kržišnik ha iniziato il suo percorso musicale come membro dei Marcus 5, insieme a Jani Hace (Siddharta), Vinci Vogue Anžlovar e altri. All’epoca i ragazzi suonavano new romantic sullo stile di Spandau Ballet, Ultravox e compagnia. In seguito Borut ha suonato in altre formazioni, ognuna con il suo stile, ma qui si è trasformato in un compositore di musica quasi classica e su questo album collabora anche con la compagnia di danza olandese Station Zuid, che ha messo in scena un balletto sulle sue musiche.
La musica di questo album non contiene nessun elemento di rock. Magari ti stai chiedendo perché roba del genere venga recensita su un sito che si concentra solo su questo genere. Secondo me non c’è niente di male se ogni tanto anche noi rocker allarghiamo i nostri orizzonti con della buona musica, e il nome non conta: che sia jazz, classica, folk o il nostro amato rock.
L’album è davvero difficile da descrivere. In senso stretto non è proprio classica, perché Borut Kržišnik suona tutti gli strumenti “classici” (soprattutto gli archi) con le tastiere. Ciononostante, le sue esecuzioni suonano straordinariamente convincenti. Certo, non sono uno specialista di produzione e dei vari aspetti della manipolazione del suono, ma i suoni di Kržišnik li scambierei senza problemi per una vera orchestra. Per non concentrarsi solo sulla pura riproduzione di suoni organici, in alcuni brani Kržišnik ha aggiunto, giusto per dare un tocco in più, anche qualche vero strumento classico (clarinetto, violino).
Dal punto di vista stilistico sarà anche musica classica, ma ci sono parecchi elementi di minimalismo e sperimentazione, nello stile di un John Zorn e della sua scuola. A tratti ci sono momenti classici davvero belli, in cui ti puoi perdere, ma pochi istanti dopo Kržišnik si perde nel mondo delle improvvisazioni avantgarde minimaliste. Personalmente l’avanguardia mi piace da un pezzo, ma penso che a Kržišnik riesca meglio uno stile più organizzato, cioè le composizioni “vere” e non le improvvisazioni, che di norma non portano a nulla di particolarmente interessante. Ogni tanto Kržišnik sconfina anche nel jazz, ma di solito dura poco, perché la classica e le improvvisazioni sono sempre lì dietro l’angolo.
Tutti gli strumenti li ha suonati Kržišnik da solo, a parte clarinetto e violino in alcuni pezzi. Per lo più si tratta di un’orchestra (archi) che Borut suona con tastiere moderne capaci di evocare un suono davvero autentico di archi e degli altri strumenti. Per il mastering ha avuto una mano da Simon Heyworth (Mike Oldfield), affermato nome del settore, che ha messo a disposizione i suoi servigi su due brani.
Sacre du Temps è una novità più che benvenuta sul mercato sloveno, saturo di kitsch e mediocrità varie. Borut Kržišnik si è dimostrato un bravo compositore, esecutore e sperimentatore. La sua musica ha di sicuro più profondità di quanta ne mostri a prima vista, quindi per questo album vale la pena prendersi il tempo che si merita eccome. È un disco difficile da capire e faticoso da ascoltare, ma quando riesci ad abbattere tutte le barriere e a scavalcare tutti gli strati, scopri che quel tempo è stato ben speso. Finalmente, di nuovo un prodotto sloveno che si alza sopra la media e punta a qualcosa di più originale.
Formazione
Borut Kržišnik – tutti gli strumenti
ospiti: Mario Marolt – clarinetto, Vuk Krakovič – violino
Produzione
Borut Kržišnik
Tracklist
1. Vacuum
2. Paths of Coincidence
3. Love Song No.1
4. Love Song No.2
5. March to Eternity
6. Codes And Signs
7. Procedures
8. Intelligent Body
9. Fire
10. Love Song No.3