Sacred

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Artista: Ladder, The
Etichetta: Escape Music
Uscita: 2007

The Ladder sono una band che, unendo i nomi di ex membri dei leggendari AOR rocker britannici FM, Steve Overland, Pete Jupp e Bob Skeat, all’inizio sembrava promettere una reunion degli FM classici. Beh, niente da fare. I ragazzi hanno preferito mettere in piedi una nuova band chiamata The Ladder, che nel 2004 ha pubblicato un album con brani inediti degli FM intitolato “Future Miracles”. Pezzi che i ragazzi hanno registrato completamente da capo. In quel disco ha suonato anche l’ottimo chitarrista Vinnie Burns, ex Dare e Ten.

Da allora sono passati ben tre anni abbondanti. In questo periodo Overland ha pubblicato il nuovo album degli Shadowman “Different Angles” (2006). Ma questi tre anni sono stati molto fecondi anche per i The Ladder, che a quanto pare si sono trasformati in una band stabile. I ragazzi, nella formazione Overland, Jupp, Skeat e con un’opzione interessante alla chitarra, Gerhard Pichler (Poley/Pichler), hanno scritto 11 brani nuovi di zecca.

La musica di “Sacred”, rispetto a quello che fa Overland negli Shadowman, è un po’ più tirata, con i riff spinti decisamente in primo piano e una produzione un po’ più dura. In ogni caso, anche nei The Ladder è la voce di Steve Overland quella che lascia l’impressione più forte all’ascolto. Chi conosce gli Shadowland capirà subito che soprattutto i ritornelli sono costruiti in modo molto simile anche nella musica dei The Ladder. Si tratta di un mix accurato di vecchie volpi, che capiscono alla perfezione come fondere la melodia della voce principale con le armonie vocali. I ritornelli sono messi al massimo al servizio delle voci e raggiungono quella perfezione melodica che ci si aspetta da questi navigati maestri del mestiere AOR. Steve Overland è il fattore più importante che riesce a tenere i The Ladder lontani da qualsiasi cosa si possa definire un cliché. Il suo timbro resta pulito come sempre e il suo canto si distingue in modo accattivante dai colleghi che seguono rigidamente la melodia classica, perché il tipo usa sempre un’ottima punta di tocco soul/bluesy, che spezza efficacemente ogni rischio di monotonia e arricchisce l’album con un’intensa pittura di stati d’animo. Il tizio è ancora una volta fenomenale nel suo approccio.

Però i The Ladder si discostano concretamente dagli Shadowland perché l’intero album suona molto più cupo e duro, e in produzione i ragazzi hanno lasciato alle chitarre un “groove” leggermente sporco e dal suono moderno: sono proprio questi riff a costruire la parte principale dell’impalcatura sonora su cui si appoggiano le voci di Overland e, con lei, la maggior parte della melodia. Il bello è che la quasi mid-tempo di apertura Body & Soul, in questo, inganna l’ascoltatore, visto che con le armonie vocali a più voci nel ritornello Overland è la figura assolutamente dominante del brano. Già la traccia successiva, Sacred, mette in guardia con un riff marcatamente cupo e in evidenza proprio su questa osservazione. Questa curiosa fusione di ultra melodia (gli arrangiamenti vocali) con un riff più duro e scuro in primo piano porta Sacred in un punto interessante.

Overland, in generale, con la sua impostazione nella scelta degli arrangiamenti vocali e con il timbro stesso della voce, si troverebbe benissimo nel pop. Un po’ di materiale su Sacred porta con sé queste tendenze, per esempio la ballad Something To Believe o la più veloce e melodicamente spiccata Run To You, o dopo di lei un altro brano colato in una melodia eccezionale, Here I Am. Ma in senso più ampio l’album è l’unione di un riff pronunciato con melodie dal suono commerciale. Insomma, un AOR classico moderno, dal suono contemporaneo, con un riff più duro. La drammaticità è accentuata da campionamenti (sample) aggiunti nelle parti iniziali e finali dei brani, il che dà all’album una dinamica tutta sua. Il riff ben teso così come il campionamento restano sempre al servizio della melodia e “Sacred” è ancora, in fondo, un tipico album AOR, ma portato avanti con una bella dose di freschezza, con il suono moderno del nuovo millennio. Momenti così nel disco, oltre alla title track già citata, sono anche Sea Of Love, Make A Wish, Mean Streets. I vecchi gatti, si sa, ci sanno fare, sanno esattamente cosa vogliono, con gli anni Ottanta scritti nel cuore, ma con un ottimo sfruttamento dello studio e quindi un aggiornamento sonoro moderno del classico.

I The Ladder quindi non sono uguali agli Shadowman, ma abbastanza vicini perché i fan degli Shadowman si ritrovino anche nei The Ladder. Che i The Ladder siano (detto alla buona) gli FM dei giorni nostri non c’è bisogno di sottolinearlo, quindi finiscono nella lista dei desideri anche di tutti gli amanti degli FM. “Sacred” è un album interessante, un classico album AOR dal suono commerciale, ma passato attraverso le correnti dei tocchi di studio contemporanei. Un album estremamente fresco, scorrevole, e i brani, entro i confini del genere in questione, raggiungono un alto livello di varietà nei motivi di base scelti. “Sacred” è un obbligo, o almeno un caldo consiglio, per tutti gli amanti dell’AOR di alta qualità.

Formazione

Steve Overland – voce
Gerhard Pichler – chitarra
Bob Skeat – basso
Pete Jupp – batteria

Produzione

Steve Overland & Pete Jupp

Tracklist

1. Body And Soul
2. Scared
3. Something To Believe In
4. All Of My Life
5. Believe In Me
6. Run To You
7. Here I Am
8. Sea Of Love
9. Make A Wish
10. Mean Streets
11. Abandoned

Durata dell’album: 53.45

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