Ziltoid the Omniscient
Autore: Rok Klemše
Artista: Townsend, Devin
Etichetta: Inside Out Records
Uscita: 2007
Prima di cominciare con la recensione che ti sta davanti, metti su il caffè. E in fretta, hai solo cinque minuti! E mi raccomando, che sia buonissimo, per l’amor del cielo… Fatto? Possiamo tirare un sospiro di sollievo, hai appena salvato la Terra dalla distruzione totale. Cinque miglia sopra il Qatar, proprio in questo momento, fluttua un alieno quadridimensionale: Ziltoid l’Onnisciente. Sua Onniscienza ha un vantaggio sugli umani, una dimensione in più, che gli permette di controllare il tempo. Per piegare il tempo, però, gli serve il carburante supremo, il caffè nero, che si trova solo su un pianeta – la Terra. I suoi hobby sono suonare la chitarra e cantare, è un po’ brontolone e suscettibile, ma in realtà non vuole davvero distruggere la Terra. Vorrebbe solo essere conosciuto come il miglior chitarrista dell’universo ed essere circondato da un sacco di donne.
Questo è lo sfondo della storia raccontata dal settimo album in studio dell’eccentrico genio canadese Devin Townsend, Ziltoid the Omniscient. Stavolta Devin si presenta senza la sua band: ha cantato, suonato chitarra e basso, strimpellato le tastiere e curato i sample da solo, si è seduto anche dietro la console da produttore e ha pure mixato il disco. La musica di Ziltoid the Omniscient si descrive meglio come un mix tra l’altra band di Devin, gli Strapping Young Lad, The Devin Townsend Band e la parodia cazzara di Devin, Punky Brüster, con il disco Cooked on Phonics. Il nuovo album ripropone l’umorismo sfrenato di Devin, che stavolta potremmo definire un mix tra i Monty Python e la Guida galattica per autostoppisti di Adams. Dal punto di vista musicale il disco mette in mostra l’ampio spettro che Devin possiede, spaziando da materiale heavy metal e pestato come qualunque cosa avrebbero scritto gli Strapping Young Lad fino a parti calme, quasi ambient. Se dovessi incasellare Devin in un genere, lo metterei da qualche parte tra il metal progressivo e quello atmosferico, con una spruzzata di industrial. L’album è perfettamente bilanciato tra le parti toste e pesanti (per esempio Ziltoidia Attaxx!!!) e quelle più calme e atmosferiche (la fantastica Solar Winds), e a tenere insieme i due lati ci sono dialoghi surreali e parti narrative che raccontano la storia.
Su questo album Devin tira fuori fino in fondo le sue capacità vocali e ci sbatte in faccia di tutto: urla brutali, acuti taglienti, ma anche un canto pulito, malinconico e rilassato. Devin interpreta anche tutti i personaggi della storia e dà vita a ognuno col suo accento, facendo venire ai poeti ascoltatori i crampi alla pancia dalle risate per le citazioni assurde (“Sono così onnisciente che se esistessero due onniscienti, sarei entrambi!”). Ma Devin non brilla solo alla voce, è anche un multistrumentista pazzesco. Le chitarre sono possenti e seghettate, le parti più pestate sono legate da riff eccellenti e da qualche assolo veloce ogni tanto. Il basso non si sente granché, ma riempie bene e completa un disco musicalmente complesso. I sample danno all’album una patina che starebbe benissimo nella colonna sonora di un film di fantascienza anni Ottanta, e chiudono alla grande il concept del disco. L’unico piccolo difetto è che Devin ha programmato la batteria con il Drumkit From Hell (lo strumento è stato sviluppato anche con l’aiuto del batterista dei Meshuggah, Tomas Haake, che l’ha usato su Catch Thirty-Three), programmata benissimo, per carità, ma io avrei comunque voluto sentire Gene Hoglan. Stavolta Devin ha scritto di nuovo pezzi da 8, 9 minuti, così vari e carichi di atmosfera che volano via in un attimo.
Se non vuoi rovinarti la storia e preferisci scoprire da solo la trama folle di Ziltoid the Omniscient, salta il paragrafo seguente e ritornaci quando avrai ascoltato il disco. Se ti va, ovviamente.
Il nostro incontro con Ziltoid comincia quando atterra sulla Terra con la richiesta di una tazza di caffè suprema (ZTO). Deluso dal caffè che riceve, attacca la Terra con il suo esercito e la sua arma segreta “Planet Smasher”, col desiderio di annientare completamente l’umanità (By Your Command e Ziltoidia Attaxx!!!). Captain Spectacular escogita un piano di fuga smascherando Ziltoid come un fanfarone e poi scappa a iperguida verso N9 (Solar Winds e Hyperdrive). Ziltoid lo insegue ed evoca il Planet Smasher a sei dimensioni, nella speranza della vittoria definitiva (N9 e Planet Smasher). Il Planet Smasher rifiuta Ziltoid, che allora va dal Creatore dell’Universo, il quale gli svela il senso della sua esistenza, e davanti a Ziltoid scorre l’intera vita (Omnidimensional Creator). A Ziltoid viene rivelato che è solo un burattino in una commedia (Color Your World e The Greys). L’album si chiude con un colpo di scena: era tutto un sogno di un dipendente di una caffetteria, che il capo sveglia e che prende l’ordine di una cliente per un latte grande (Tall Latte).
Con Ziltoid the Omniscient “Hevy Devy” ha scritto uno dei migliori dischi della sua carriera. Anche se il concept magari non piacerà a tutti, soprattutto se non vai pazzo per l’umorismo bizzarro, resta comunque uno dei dischi migliori di quest’anno finora. Se non il migliore, di sicuro il più audace, unico e divertente! Purtroppo Devin, per esaurimento, si ritira dal music business, anche se pare che, quando gliene tornerà la voglia, ci renderà ancora felici con qualche disco solista. Possiamo ritenerci fortunati ad aver ricevuto un disco così bello a fine carriera del bizzarro canadese. “Indeed!”
Formazione
Devin Townsend – voce, chitarra, basso, tastiere, sample
Drumkit From Hell – batteria
Produzione
Devin Townsend
Tracklist
1. ZTO 01:17
2. By Your Command 08:10
3. Ziltoidia Attaxx! 03:43
4. Solar Winds 09:47
5. Hyperdrive 03:48
6. N9 05:31
7. Planet Smasher 05:45
8. Omnidimensional Creator 00:48
9. Color Your World 09:45
10. The Greys 04:15
11. Tall Latté 01:03