“Sbronzo” TM Stevens e lo show di Neil Zaza al Channel Zero (2013)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Fotografie: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Channel Zero (Metelkova) / Slovenia
Data del concerto: 26.02.2013
Numero di spettatori: 60
Prezzo del biglietto: 15,00€

Thomas Michael Stevens, in breve T.M. Stevens, è uno dei migliori bassisti al mondo. Il suo rispettabile curriculum è coronato da collaborazioni con una pletora di formazioni di artisti di primo livello e super-incassatori del music business, a partire dai due scomparsi Miles Davis e James Brown, per proseguire con i ancora viventi Joe Cocker, Cyndi Lauper, Tina Turner, Billy Joel, poi Pat Travers e Carmine Appice, The Pretenders, Stevie Salas, Richie Kotzen e naturalmente Steve Vai, il pupillo di Zappa. T.M. è un bassista colossale. Quando indossa il tradizionale, sgargiantissimo costume zulu e si pianta in faccia gli occhiali da sole, diventa un acrobata elettrizzato che, nella sua celebre tradizione funk metal, scatena il suo fragore liberamente nello spazio, ovunque lo portino i suoi nobili decibel!

T.M. Stevens  stavolta si è portato in tour uno straordinario chitarrista, Neil Zaza, che ha collaborato con nomi come, tra gli altri,  Joe Satriani, Dweezil Zappa, Steve Vai, Yngwie Malmsteen, Vinnie Moore (UFO) e i fratelli Steve e Mike Porcaro (entrambi Toto). Alla batteria si è presentato il »pazzo scatenato« TC Tolliver, ex membro della leggendaria formazione punk metal americana Plasmatics, la band la cui cantante era la famigerata Wendy O. Williams, notissima anche agli amanti dei Motörhead, e in particolare a Lemmy Kilmister, con cui TC ha collaborato nel corso della sua carriera. TC è tra l’altro il batterista originale della band di TM Stevens, gli Shocka Zooloo, e in pieni anni Ottanta ha dato una mano anche ai Kiss – sempre grazie al legame dei Plasmatics con Wendy O. Williams.

Qualche testa curiosa è di nuovo qui,  pronta a lasciarsi trascinare dalla famosa magia funk, visto che è noto che noi sloveni amiamo la fusione di jazz funk e metal, insomma proprio roba »cross over«. Le dieci di sera scoccano. Sul palco c’è il trio. TM Stevens è un tipo contagioso e carismatico, che si mette subito il pubblico in tasca. Si fa prestare un sorso di birra da uno spettatore che sta proprio accanto al suo monitor sul bordo del palco, e tutto il club diventa suo.  »Grazieee!« e subito dopo ancora »Preeeeego«! Le due parole una dietro l’altra dalla bocca di TM Stevens! Lo show può cominciare. Tutto procedeva come al solito. L’apertura con It’s All Good, poi Supernatural e il classico dei Led Zeppelin Kashmir riarrangiato a dovere, poi la loro Turn Me On. Quando a un tratto TM fa segno di »stop«. La band si ferma e lascia il palco. Dopo dieci minuti tornano. Il primo sul palco è TM, che butta giù l’asta del charleston e, mentre quella sbatte sul pavimento del palco, si limita a sorridere sotto i baffi. Hmm, qui qualcosa non va per davvero. Si riparte da capo e dopo tre minuti nuova fine. Dopo una breve chiacchierata con Zaza, TM lascia il palco. Da lì in poi il club si è beccato lo show di Neil Zaza. Neil ha spiegato al pubblico in ceco che TM Stevens fa fatica a cantare per via di un’infiammazione alla gola. Okay, okay…. È successo questo: Neil Zaza e TC Tolliver »plays Jimi Hendrix«. Per prima, quindi, Voodoo Chile. Abituato a ben di peggio, il buon pubblico paziente accetta il fatto doloroso e si lascia andare ai soliti »hendrixismi« sentiti trilioni di volte. In sala quella sera c’erano parecchi musicisti. Molto bravi. Di marca slovena. Anche di quelli che col mestiere ci campano. Tra loro c’era Gašper Kržmanc, chitarrista dei Nula Kelvina.

Ancora più bello è stato vedere TM Stevens comparire in mezzo al pubblico, mentre i suoi due compari TC e Neil ruggivano sul palco con un adattamento di Going Down di Don Nix… Il tostissimo »NulaKelvinovec« Gašper non ha esitato. È andato da TM, ha scambiato due parole con lui… Alla fine del pezzo, anzi della jam di Neil e TC,  Gašper è salito sul palco e si è messo a tracolla il basso di TM.  Da lì in poi Gašper ha tenuto le retrovie dello show di Neil Zaza, che il trio ha tirato per le lunghe con le cover di Purple Haze e Red House di Jimi Hendrix. Gašper se l’è cavata alla grande, anche se si vedeva che le sue dita sono tarate in primo luogo per suonare la chitarra (nel suo set qualche nota un po’ sbiadita), mentre Neil ha potuto sciogliere le dita a tutto spiano e dare quel pizzico di pepe di cui eravamo rimasti privi per i problemi di salute di TM. TC Tolliver ha dovuto trasformarsi in cantante principale e se l’è cavata con la sua funzione secondaria in modo piuttosto azzeccato.

Verso la fine TM è ricomparso sul palco, e la band ha sparato ancora due pezzi, tra cui Mama Said. La voce di TM scricchiolava da tutte le parti e si sentiva e si percepiva che non riusciva a tirare fuori altro che un rantolo trattenuto. Peccato davvero.  Una piega insolita degli eventi, che però ha regalato una avventura unica ed emozionante alle nostre  epopee concertistiche. L’ha arricchita con una nuova storia succosa.

TM stavolta si è semplicemente fatto fregare. Il tour era iniziato il giorno prima. In Slovenia e con il primo concerto a Postojna. Il flirt con i derivati dell’alcol ha preteso la sua vittima. Sul palco del Channel Zero a TM si è unita una tigre gigantesca (»hangover«), che non è riuscito a domare. Non gli obbediva né la voce, né gli stabilizzatori dell’equilibrio. Capita. È così che vuole la giostra scatenata della musica. Non è la prima e non sarà l’ultima storia del genere.  Speriamo che il tipo si sia schiarito le idee e che il giorno dopo alla Pekarna di Maribor abbia servito lo spettacolo che ci si aspetta e pretende da lui.  Ah, questa testa sempre fuori di melone di TM Stevens.

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