Seven Frames Of Mind
Artista: Beckers, Chris
Etichetta: Cris Crazz Records
Uscita: 2009
Durata: 45:47
Voto: 4/5
Cosa hanno in comune, tra le altre cose, il maestro di batteria e percussioni Billy Cobham, il jazzista britannico Dick Morrissey e la compianta cantante e sassofonista, genio del blues, Rosi King? Hanno tutti collaborato con il chitarrista di origini olandesi Chris Beckers, magari meno conosciuto ma comunque brillante. Il musicista, ormai quasi sessantenne, non era mai stato sotto i riflettori come negli ultimi anni, in cui i suoi album solisti, uno più notevole dell’altro, si susseguono a raffica. Con l’ultimo, “Seven Frames Of Mind”, uscito nel 2009, siamo ormai a una dozzina tonda.
Chris Beckers ha sempre seguito le tendenze della musica progressiva, evolutiva, intellettuale, se vogliamo, e tutto il meglio di questa musica riesce a portarlo con successo nella sua. Così “Seven Frames Of Mind” è un esemplare riuscitissimo di incredibile fusione tra progressive rock, jazz, blues e persino musica classica. Il jazz fusion è dunque il genere in cui vive il meraviglioso mondo musicale di Chris Beckers. Ma la semplice fusione di jazz e rock non è tutto quello che l’olandese cerca di creare: sa che viviamo in un’epoca più moderna, che forse ha già superato le leggende del fusion come Return to Forever, Mahavishnu Orchestra e Weather Report, e per questo gran parte degli elementi jazz li pesca da una corrente moderna, aggiungendoci un bel po’ di strumenti che aprono alla musica una marea di possibilità. Uno di questi è il violino elettrico, suonato dal musicista ospite Jasper van’t Hof, e interessante è anche l’uso dell’armonica a bocca negli arrangiamenti jazz, che si sente sullo sfondo. “Seven Frames Of Mind” è quindi senza dubbio l’album più ambizioso di Beckers fino ad oggi.
Il disco contiene otto brani che sommano ben 40 minuti di musica di altissimo livello. Oltre a Chris Beckers e al già citato Jasper van’t Hof, lasciano il segno altri nove musicisti, tra cui il celebre Simon Phillips, che tra le altre cose è membro dei Toto e ha collaborato anche con The Who, Gary Moore, Judas Priest, Derek Sherinian … e la lista continua ad allungarsi. Accanto a Phillips, un altro nome di peso è sicuramente il bassista Jimmy Haslip, fondatore di una delle migliori band jazz fusion, gli Yellowjackets. Di virtuosismo, insomma, non se ne manca di certo, e si sente eccome sul disco.
“Seven Frames Of Mind” è così uno dei migliori album della scena jazz-fusion del XXI secolo: non si tratta solo dell’incredibile esecuzione di ogni singolo musicista (la qualità dei singoli è ovviamente innegabile), ma dell’incredibile esecuzione dell’intera formazione. Anche se i musicisti sono ben undici e di fatto non funzionano come una vera band, il legame tra loro si è creato in un attimo, perché evidentemente condividono la stessa visione del fare musica, sia nel genere che nello stile. Il risultato non può che essere un capolavoro jazz, capace di conquistare sia i nostalgici di Satchmo sia gli amanti del suono jazz e fusion più moderno ed elettrico, come lo propongono per esempio i Niacin. Non è una musica folle come quella di questi ultimi, ma questo non vuol dire che sia da meno. Anzi, al contrario: “Seven Frames Of Mind” è fatto con un tale sentimento e una tale sensibilità d’ascolto che non puoi fare a meno di metterlo su e ingoiarti tutto il disco in un colpo solo.
Quindi, se ti ritrovi in uno dei tipi di appassionato di musica descritti sopra, o se sei semplicemente un ascoltatore senza troppi pregiudizi, sempre aperto a nuova musica, allora butta l’orecchio su “Seven Frames Of Mind” senza esitare. Si potrebbe dire infatti che, pur cercando nuove strade nel fusion attraverso un suono moderno, Beckers prova ad avvicinare la musica che ama anche all’ascoltatore del tutto medio, anche se il compito è difficilissimo. Eppure il disco è sorprendentemente accessibile per un orecchio medio, e allo stesso tempo soddisferà qualsiasi gourmet musicale, che ci troverà abbastanza sperimentazione ed eclettismo da non stancarsi di riascoltarlo.
Formazione
Chris Beckers – chitarra elettrica
Musicisti ospiti
Tony Lakatos – sassofono
Herman Wolters – Rhodes
Jimmy Haslip – basso
Simon Phillips – batteria
Hermine Deurloo – armonica a bocca
Jasper van’t Hof – violino elettrico, tastiere
Eric Vloeimans – tromba
Mike del Ferro – Rhodes
Marcel Serierse – batteria
Deff Cramer – archi virtuali
Produzione
Chris Beckers
Tracklist
1. Forty 8 Dan
2. Tosca
3. Portal
4. Seven Frames Of Mind
5. Nightwalker
6. Beckyard
7. Golfjes (Dance Of The River)
8. Wallsend (Paul’s Blues)