Siddharta: X

Nika Records 2024
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Etichetta: Nika Records
Data di uscita: 29/2/2024
Produzione: Dejan Radičevič
Durata dell’album: 46.35 min
Genere: Alternative Rock / Alternative Metal
Voto: 9.0/10


A sei anni dall’ultimo (vero) album in studio “Nomadi” (2018, recensione di RockLine), i Siddharta tornano con il nuovo album dal titolo parecchio eloquente: “X”. Il decimo, in tutto! Nel periodo tra i due dischi la band ha riempito il vuoto con l’uscita del debutto re-incisò “Id”, che, con i membri ormai maturi e a vent’anni dall’uscita originale, è stato ribattezzato “ID20”.

“X” porta con sé tutto ciò a cui i Siddharta ci hanno abituati in passato. Anzi, viziati! L’album consegna l’eclettismo assoluto che sta dietro a questo nome, con i Siddharta che sfoderano un po’ di melodie e di trucchi a dimostrazione del fatto che la crescita artistica non si ferma proprio mai. “X” è una ‘bestia’ diversa rispetto al predecessore “Nomadi”, anche se qui ci sono tutti gli elementi fondamentali che collocano il dossier di questa band in un posto tutto suo, unico, non solo sulla scena slovena ma anche su quella internazionale!

“X” ti serve una varietà e una versatilità sontuose. Dall’inizio alla fine. Suona ispirato, fresco, spensierato e colpisce dritto in entrambe le direzioni musicali fondamentali che definiscono i postulati di questa band. Emotivo e potente! Compatto. Calzante. Come chiave e serratura. Con una tensione costante verso un ‘risultato artistico altamente creativo’ fatto di intensità e dinamica negli sviluppi, che dà vita a un’atmosfera epico-bombastica (agrodolce e leggermente malinconica), quella per cui i Siddharta da sempre brillano sull’orizzonte musicale sloveno come pochissime altre formazioni della loro generazione.

Dieci brani, dieci storie compiute, un’identità espressiva scolpita. Inutile aggiungere che davanti a noi c’è il lavoro di un quintetto che non è solo straordinariamente talentuoso già in partenza (come compositori e come visionari musicali in generale, poesia compresa): nel corso della carriera i singoli hanno raggiunto una scaltrezza di crescita artistica che non solo si mantiene, ma approfondisce di continuo la sensibilità individuale dei membri, base per raggiungere l’eccellenza nell’espressionismo musicale. I brani, come sempre, sono costruiti in modo che, attraverso una gradazione (la strofa), esplodano in ritornelli bombastici (il crescendo atmosferico), che è da sempre la formula base di questa band. Però… Ogni singolo pezzo nasconde un mucchio di dettagli, di piccole aggiunte dettate dalla fame di perfezionismo del quintetto. I Siddharta li svelano piano piano. Velo dopo velo. Vengono fuori ascoltando l’album più volte, ed è uno dei più grandi pregi artistici quando vuoi tirare fuori un disco che funziona subito, al primo colpo, e allo stesso tempo ‘chiudere il becco’ ai gourmet e ai buongustai musicali più viziati, che in “X” troveranno un sacco di finezze di arrangiamento e di ‘colorazione’ (decorazione) delle composizioni, infilate con astuzia.

Come accorciare un testo che si chiama ‘recensione’ su un nuovo, sontuoso traguardo della band, che in qualche modo era già attesissimo? L’autore dell’articolo semplicemente non sa come fare. Prima dell’uscita del disco la band ha pubblicato due nuovi singoli. Sicuramente il pezzo più incisivo dell’album, Prepovedana (soprattutto se parliamo dei Siddharta ‘classici’), sostenuta in modo massiccio dai fraseggi di chitarra, candidata immediata a entrare in ogni scaletta di ferro dei loro concerti. A seguire è arrivato il secondo singolo, 1Minuta, che come composizione è in qualche modo l”artistico’ opposto del primo, ma al tempo stesso è un altro volto notissimo dei Siddharta. Metti i due volti uno accanto all’altro e ti fai subito un’idea piuttosto chiara di quale sia sempre stata la spina dorsale artistica della band, fin dagli esordi. Satelita è un brano che potrebbe uscire come terzo singolo, con un pre-ritornello inserito alla grande, che prepara una pista di lancio perfetta per decollare verso un altro ritornello ultra-orecchiabile. Un pezzo limato fino al dettaglio. Nel formato artistico della composizione. Anche per il ‘risultato pop’, tanto che può puntare senza fatica alle onde delle radio più in vista. L’orecchiabilità dei ritornelli di “X” funziona alla grande dall’inizio alla fine, praticamente in ogni brano del nuovo album, e su questo fronte i Siddharta, per idee, ispirazione e creatività, non mollano di un centimetro!

Le parti più affascinanti dell’album, però, le troviamo soprattutto in alcuni altri brani, legati anche alla voglia di sperimentare, di provare, di conquistare nuove dimensioni artistiche. Da questo punto di vista il brano che spicca di più è il penultimo! Cioè Party Inc., che a tratti suona quasi progressiva, soprattutto nei tempi ritmici, e che si ritaglia un posto speciale grazie a un’integrazione coraggiosissima e riuscita del kaval, il tradizionale strumento a fiato balcanico, e al conseguente, piacevole intreccio tra fraseggi di chitarra e melodie orientaleggianti! Subito dopo questo pezzo l’album offre la seconda deviazione più sostanziosa dalla collaudata nomenclatura dei Siddharta. È il brano Khanta, che chiude il disco in modo devastante. Dà una sensazione di fredda alienazione digitale, con le macchine che prendono il potere. Le chitarre iperplastiche creano un muro massiccio, dall’aspetto metallico e affilato; la voce di Tomi è in alcuni punti volutamente ‘effettata’ per evocare il dominio dei robot e intensificare la sensazione di un essere umano che perde il contatto con la natura, e della sua corsa a testa bassa verso la fusione (fuga) con l’intelligenza artificiale. Khanta è sicuramente un brano come la band, fino a oggi, non ne aveva mai fatti. Una messa nera e cupa a chiudere “X”. Anche l’apertura dell’album, con la pomposa Ava, ci serve sul piano dei testi la presa di coscienza delle follie attuali dell’uomo, che con il suo ‘progresso’ si è spinto da un pezzo oltre il limite della ‘normalità’. Un contrasto di atmosfere intenso tra strofa e ritornello, con un bel calcio deciso dentro un ritornello da inno, pieno di melodia. Una ricetta che è unica per la band e che da sempre le porta in mano un poker d’assi vincente. Ava è un’ottima scelta d’apertura, una catapulta atmosferica ed energetica di grande effetto che afferra l’ascoltatore all’istante e lo tiene ‘incollato’ a “X”. Fino alla fine! I Siddharta coronano la loro vena esplorativa con un senso efficace dell’animare le composizioni, soprattutto nei passaggi mid-eight, dove si apre spazio in più per l’arguzia dei singoli membri del quintetto, cosa realizzata in modo particolarmente efficace, tra l’altro, nel brano Boj.

RGMGMT (Moje Rane), soprattutto sul fronte dei ritornelli, è un altro ‘assaltatore del genere più duro’ dell’album, con una leggera connotazione SKA nella strofa, dove brilla con particolare forza la (ormai proverbiale) classe del basso di Hace, con cui il bassista ‘riempie’ lo spazio disponibile in modo ingegnosissimo, con un’immagine musicale vivida. Na nebu è il brano di “X” dall’impronta da ballad, che ancora una volta sottolinea come i Siddharta, in un contesto d’arrangiamento più ‘morbido’, siano maestri particolarmente ingegnosi nell’intensificare passioni ed emozioni struggenti!

“X” è un album equilibrato con grande astuzia, che mostra alla pari il lato più duro e quello più morbido dell’espressione artistica della band. Sul piano delle idee colpisce e parla in modo fresco, intenso, di sicuro anche sperimentale (ma con astuzia ‘inserito’ in un formato compatto, dove a fare da protagonista è la creazione di melodie altezzose e dall’effetto immediato).

Va aggiunto che “X” funziona in modo particolarmente intenso grazie a una produzione eccellente, per non dire superlativa (mix e mastering compresi). La microchirurgia della produzione intensifica i contrasti, rafforza l’enorme dinamica dell’album e, sul piano artistico, contribuisce a rinforzare il senso di complementarità tra la poesia e lo sviluppo delle strutture di composizione e arrangiamento. Sotto ogni aspetto, in termini di effetto sonoro-espressivo, tutto è ottimizzato fino al dettaglio. Nonostante la storia dei Siddharta, per noi rocker sloveni, sia musicalmente notissima, “X” suona artisticamente freschissimo. La band ha preso il meglio del meglio e si è goduta di nuovo lo studio e il processo stesso di creazione dell’album. Si sente, mentre ascolti “X”. Il risultato è che questa storia musicale che conosciamo tutti benissimo (diventata ormai patrimonio popolare) ha ricevuto una nuova lucentezza artistica, che con la forza di una compattezza affascinante ha catturato l’essenza creativa ed espressiva della band, di cui siamo testimoni anche 25 anni dopo il debutto; allo stesso tempo il nuovo album è un nuovo passo dei Siddharta, con cui hanno dimostrato di restare sinonimo di originalità rock, in costante maturazione, crescita ed evoluzione artistica.

Autore: Aleš Podbrežnik

Tracklist:
1. Ava (4.32)
2. Satelita (4.49)
3. Prepovedana (4.12)
4. Mir (3.48)
5. Boj (5.10)
6. RGMGMT (Moje Rane) (4.13)
7. Na nebu (4.18)
8. 1Minuta (5.23)
9. Party Inc. (5.29)
10. Khanta (4.38)

Formazione:
Tomi M. – voce, chitarra, cori
Primož B. – chitarra, cori
Tomaž O. R. – tastiere
Jani H. – basso, programmazione, cori
Boštjan M. – batteria, percussioni

Musicisti ospiti:
Bojan Zupančič – sax contralto nel brano n. 2
Matija Krečič – arrangiamenti per archi nel brano n. 5
Zoran Bičanin – violoncello nel brano n. 5
Izabela Hace – violino nel brano n. 7
Petra Vidmar – campane tubolari e percussioni nel brano n. 7
Goran Bojčevski – kaval nel brano n. 9
Neisha – cori nel brano n. 9
Iris Ošlaj – cori nel brano n. 9


Siddharta – “X” (Nika Records, 2024)
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