Slash e il suo Apocalyptic Love! (2013)

0 167

Luogo: Lubiana / Hala Tivoli / Slovenia
Data: venerdì, 08.02.2013


Alla fine di novembre scorso è piombata la notizia: Slash arriva in Slovenia! Il chitarrista leggendario, per alcuni uno dei più grandi chitarristi rock di sempre, per altri solo un buon chitarrista che difficilmente si può mettere sullo stesso piano dei più grandi. Le opinioni si scontreranno sempre, ma una cosa è chiara: stiamo parlando di una star chiacchieratissima che, con i suoi capelli ricci, il cilindro calcato in testa, gli occhiali da sole e, ovviamente, la chitarra in mano, ha fatto avvicinare al rock’n’roll una marea di appassionati, e insieme ad Axl Rose ha scritto anche una delle storie più controverse della storia dell’hard rock.

Slash arriva dopo un’ottima tournée l’anno scorso, in cui d’estate ha girato l’Europa insieme a Ozzy Osbourne, Geezer Butler e tante altre star, e nel frattempo ha pubblicato anche il secondo album solista «Apocalyptic Love», che da allora porta in giro senza sosta sui palchi di mezzo mondo. Alla fine dell’estate è stato ospite del paese dei canguri, è tornato anche sui palchi della madrepatria americana, e poi è arrivato l’anno nuovo, con il ritorno nel Vecchio Continente per un tour in cui ha suonato prima qualche data nell’Europa dell’Est, prima di tornare nella capitale slovena dopo sette anni, proprio nel giorno della nostra più grande festa della cultura. Križanke, dove Slash aveva suonato nel 2005 con i Velvet Revolver, stavolta ha lasciato il posto alla sala piccola della Hala Tivoli.

A scaldare il pubblico intirizzito ci hanno pensato i rocker sloveni Tide, che dopo Iron Maiden e Uriah Heep si sono così beccati per la terza volta il prestigioso compito di aprire per una grande band straniera. La scelta dei Tide ha fatto ribollire un bel po’ di sangue in terra carniolica, ma il loro modo di lavorare, professionale a tutti i livelli, smonta facilmente il malumore, comprensibile, dei frequentatori abituali dei concerti. La Slovenia ha solo una manciata di band con un atteggiamento davvero professionale, perciò (che lo vogliano o no) sono sempre loro a ruotare in fretta sugli eventi di prestigio. Ma parliamo piuttosto dell’esibizione in sé. In mezz’ora di show i Tide hanno proposto un bel compendio della loro carriera, con l’ovvio accento sull’ultimo disco «No. 4». Il quartetto punta sulla propria essenza live trascinante, quasi arrogante, intransigente e compatta, in cui i compiti sono distribuiti in modo equo tra tutti e quattro i membri. Il frontman Kevin Koradin, purtroppo, era troppo poco in evidenza nel mix, tanto che dal pubblico non si sentiva bene, ma le difficili condizioni acustiche sono da sempre la piaga della Hala Tivoli. Il gruppo, comunque, ha tirato dritto per la sua strada senza compromessi e ha fatto capire chiaramente che il trono della scena alt rock slovena non lo occupa certo per caso!

Nel frattempo la sala si era riempita del tutto, preparando una cornice splendida per Slash e compagni, che per le due ore successive, sotto l’enorme striscione dell’ultimo album «Apocalyptic Love», hanno coccolato un pubblico da tutto esaurito, composto in gran parte dalle generazioni più giovani di fan del rock’n’roll.

Dopo il pezzo di benvenuto Halo era già ora di un giro a tutta velocità sul treno di notte, cioè di Nighttrain, durante la quale sono saltati tutti i freni tra pubblico e band. Magari qualcuno pensava che sarebbe stata una serata di nostalgia per una delle band più di successo di una volta, i Guns N’ Roses, ma la carriera di Slash non si è spenta nemmeno dopo l’addio alla famigerata band, e in questi anni si è accumulato un sacco di materiale, che a Lubiana ha presentato con successo, con l’ovvio accento su entrambi i dischi solisti.

La rivelazione della serata è stato senza dubbio Myles Kennedy! Il tipo nel mondo della musica è attivo da più di vent’anni, ma sulla grande scena è salito solo qualche anno fa con il successo degli Alter Bridge, e ha fatto un altro passo avanti quando si è unito al progetto solista di Slash diventando il suo braccio destro. L’anno scorso al Graspop in Belgio, dove ho incontrato per la prima volta Kennedy e la sua band di supporto, i “Conspirators”, Kennedy non era riuscito a motivare del tutto la folla del festival, ma stavolta al Tivoli il quadro era completamente diverso! Il pubblico ha seguito la sua performance e più volte, con le braccia in alto, ha creato uno spettacolo mozzafiato, che i musicisti sul palco hanno visibilmente gradito. Il frontman di Slash non è certo chissà quanto carismatico, ma in compenso è tanto più sicuro quando si tratta di sbrigare i compiti vocali. La sua prova vocale si è basata su una straordinaria adattabilità, che si è notata soprattutto nelle cover dei G’N’R, in cui come timbro si è avvicinato un po’ ad Axl Rose, mantenendo comunque quel pizzico necessario di formula espressiva e temperamento tutti suoi.

Slash ha passato la maggior parte del tempo sul lato destro del palco. Era placido, e i suoi occhiali da sole scintillanti gli coprivano il viso e nascondevano le smorfie legate all’umore. I picchi del concerto sono stati i suoi assoli, che per fortuna hanno sfidato l’acustica del palazzetto del Tivoli e, con grande entusiasmo della folla, sono risuonati pieni! Tutt’altra storia per la collocazione sonora della sezione ritmica, soprattutto nella prima parte del concerto: il suono di batteria e basso non trovava il suo spazio ottimale nel quadro complessivo, e dagli altoparlanti ogni tanto usciva un rimbombo davvero fastidioso; in questo senso l’intro di Civil War è stato un mezzo disastro. Anche se a prima vista freddo come un cubetto di ghiaccio, Slash ha seguito con attenzione e diretto il corso del concerto per tutto il tempo. La maestria della sua retorica del riff l’ha mostrata con successo nell’intro di No More Heroes, ma in generale, facendo correre le dita sul manico della chitarra, si è attirato addosso i riflettori di continuo. Nel pezzo saltellante Doctor Alibi si è presentato in modo azzeccato nel ruolo di cantante il bassista Todd Kerns, uscendo così almeno per un attimo dall’ombra dei due nomi principali del concerto, Slash e Myles Kennedy.

Slash è stato, come al solito, molto riservato: la prima volta che si è rivolto al palazzetto pieno è stata solo verso la fine del concerto, e con una manciata di parole di ringraziamento ha buttato ancora un po’ d’olio sul fuoco di un’atmosfera già rovente. Gli evergreen dei G’N’R Sweet Child O’ Mine, Welcome to the Jungle e Paradise City, proprio in chiusura del concerto di due ore, a giudicare dalla reazione sono stati (prevedibilmente) i momenti più trionfali della serata. Anche se da un decennio e mezzo Slash cerca di scappare all’ombra di quello che ha fatto con le famigerate Pistole, d’altra parte è proprio suonare i loro classici che gli riempie ancora il portafoglio, per cui la sistemazione di compromesso, per un terzo della scaletta, è del tutto comprensibile. Visti i due album solisti usciti di recente, il musicista è ancora creativamente ispirato, ma purtroppo il pubblico, che bellamente ignora tutti i suoi progetti post-G’N’R e si bea soltanto dei grandi successi delle Pistole, non riesce a riconoscerlo: così Slash resta intrappolato in una specie di circolo vizioso del grande successo passato, che non lo mollerà mai dagli artigli dell’eredità dei Guns N’ Roses, che lo voglia o no. La prova? Anche il concerto sold out al Tivoli.

autore: Urban Bolta
foto: Nina Grad

Scaletta:
1. Halo 
2. Nightrain 
3. Ghost 
4. Standing in the Sun 
5. Back From Cali 
6. Nothing to Say 
7. Serial Killer 
8. Civil War 
9. Not for Me 
10. Doctor Alibi 
11. Watch This 
12. Bad Rain 
13. Rocket Queen 
14. No More Heroes 
15. Starlight 
16. Anastasia 
17. You’re a Lie 
18. Sweet Child O’ Mine 
19. Slither 
—bis—
20. Welcome to the Jungle 
21. Paradise City


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie