Soft Machine: Hidden Details

0 245

Data di uscita: 7.9.2018
Etichetta: Dyad Records
Produzione: John Etheridge e Theo Travis
Durata: 60:21
Genere: jazz rock fusion
Voto: 9.5/10

Dopo trentasette anni, con »Hidden Details« abbiamo finalmente un nuovo album in studio dei Soft Machine, leggende della scena di Canterbury che per decenni sembravano destinati a vivere solo nei dolcissimi ricordi musicali dei fan più accaniti dell’età d’oro del progressive rock e del jazz rock fusion. Il loro ultimo lavoro in studio, »Land of Cockayne«, è uscito nel lontano 1981. Tre anni dopo si sono sciolti, per poi ripresentarsi sotto forma di vari progetti, live e in studio, legati alla magnifica eredità musicale dei Soft Machine. Tra il 2004 e il 2015 hanno operato sotto il nome Soft Machine Legacy, anche se in realtà quell’aggettivo, ‘Legacy’, non serviva proprio a niente, visto che non c’era nessun problema con i diritti sull’uso del nome originale di questa leggendaria band.

La formazione attuale, composta dal chitarrista John Etheridge, dal bassista Roy Babbington, dal batterista John Marshall (tre membri dei Soft Machine degli anni Settanta) e dal sassofonista/flautista Theo Travis, nel 2016 ha finalmente scrollato via quel ‘Legacy’ e, in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita della band, ha deciso di registrare un nuovo album in studio. Anche se non c’è più nemmeno un membro originale, nessun’altra incarnazione nella storia dei Soft Machine ha suonato insieme così a lungo come questa line-up, il che significa che si conoscono a menadito, sia come autori sia come strumentisti.

»Hidden Details« è un progetto davvero ambizioso, che racchiude tante delle qualità musicali che all’inizio degli anni Settanta hanno fatto dei Soft Machine uno dei nomi più venerati della scena progressive rock e jazz fusion. Grazie a una produzione smaccatamente retro si sentono parecchie influenze stilistiche dei Settanta, soprattutto del periodo in cui Babbington si era unito alla band per la prima volta, ma a tratti l’album suona anche abbastanza moderno e fresco. Contiene per lo più composizioni nuove, con l’eccezione di »The Man Who Waved at Trains«, versione riarrangiata di un classico di »Bundles« (1975), e di una versione fortemente accorciata e riarrangiata dell’evergreen »Out Bloody Rageous« da »Third« (1970), probabilmente la creazione più famosa dei Soft Machine del periodo jazz rock.

Tra i brani più interessanti e ambiziosi c’è senza dubbio la title track, nonché opener, che soprattutto per via degli arrangiamenti di sax cupi e tenebrosi di Travis risulta insolitamente oscura e a tratti ricorda addirittura certi pezzi dei King Crimson e dei Van der Graaf Generator della prima metà dei Settanta. In effetti Travis, che tra l’altro si ‘leva dai piedi’ anche un fenomenale assolo di sassofono, si può considerare il protagonista strumentale del pezzo. Fa piacere sentire che i membri più anziani gli abbiano lasciato così tanto spazio per il suo sax. All’esibizione di Travis segue l’assolo di chitarra di Etheridge, che farà felici tutti gli amanti degli eroi della chitarra jazz rock. Tra i chitarristi paragonabili, la tecnica di Etheridge è quella che ricorda di più John McLaughlin.

»Ground Lift« è un pezzo decisamente più avanguardistico, o meglio free jazz, con tante improvvisazioni oscure che dimostrano chiaramente come questi signori, ormai in età rispettabile, nel XXI secolo non si siano affatto ‘ammosciati’. »Heart Off Guard« è l’esatto opposto del predecessore: ha delicati arrangiamenti pastorali di chitarra acustica, che le danno un leggero tocco folk, e un sognante assolo di sassofono. »Broken Hill« ha un’atmosfera spiccatamente nostalgica, grazie a malinconiche pennellate di chitarra e a sottili inserti di percussioni. Il breve »Flight of the Jett« è fatto di improvvisazioni percussive di Marshall e interessanti effetti di chitarra. »One Glove«, con la sua miscela di passaggi di chitarra estremamente sottili e tecnicamente impeccabili, una sezione ritmica sbalorditivamente eclettica e momenti sassofonistici inquietanti, è uno dei punti più alti di »Hidden Details«.

»Drifting White« è un’ouverture di chitarra solista che introduce il minestrone improvvisativo »Life on Bridges«, dove gli elementi di avanguardia e free jazz tornano in primo piano e dove regna di nuovo un caos strumentale quasi totale. »Fourteen Hour Dream«, intriso di misteriosa ambient e di energici, eclettici arrangiamenti di flauto, è un altro dei momenti più interessanti dell’album. »Breathe«, dal taglio spiccatamente ambient, offre una chiusura piuttosto serena, mentre la bonus track »Night Sky« non ha niente da invidiare, per qualità, agli altri pezzi del disco.

I Soft Machine sono tornati! »Hidden Details« è, insieme al nuovo album dei Gryphon, un’altra grande sorpresa del 2018 per quanto riguarda i ritorni in studio più riusciti di leggendarie band prog rock che pensavamo non avrebbero mai più rimesso piede in sala di registrazione. Dentro c’è il mix giusto di vecchio e collaudato e di nuovo e fresco, e a goderselo saranno sia i fan più âgé sia quelli un po’ più giovani dei leggendari maestri inglesi del jazz rock fusion.

recensione di: Peter Podbrežnik

Tracklist:
1. Hidden Details (7:36)
2. The Man Who Waved At Trains (5:00)
3. Ground Lift (5:21)
4. Heart Off Guard (2:29)
5. Broken Hill (3:49)
6. Flight Of The Jett (2:12)
7. One Glove (4:30)
8. Out Bloody Intro (2:41)
9. Out Bloody Rageous, Part 1 (4:56)
10. Drifting White (1:47)
11. Life On Bridges (8:05)
12. Fourteen Hour Dream (6:24)
13. Breathe (5:31)
Bonus track:
14. Night Sky (3:19)

Soft Machine:
John Eheridge – chitarra elettrica e acustica, produzione
Roy Babbington – basso
John Marshall – batteria, percussioni
Theo Travis – sax tenore e soprano, flauto, piano Fender Rhodes, produzione

Musicista ospite:
Nick Utteridge – effetti sonori (13)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie