Soft Parade
Artista: Doors, The
Etichetta: Atlantic Records
Uscita: 1969
Voto: 3/5
Il quarto album, The Soft Parade, è quello che somiglia meno a un disco dei The Doors vero e proprio, e si vede che soffre soprattutto della scarsa partecipazione del frontman Jim Morrison, che della vita di gruppo si interessava sempre meno, visto che aveva cominciato a dedicare i suoi pensieri soprattutto alla poesia e al cinema. A peggiorare le cose, i suoi abusi di droga e alcol erano arrivati al punto che il produttore fu costretto a prendere in mano le redini della situazione. Buona parte dei grattacapi durante la registrazione dell’album venne poi dal concerto di Miami, dove Morrison avrebbe istigato la folla alla rivolta e si sarebbe pure spogliato in pubblico: per questo passò la maggior parte del tempo in tribunale. Curioso anche il fatto che per la prima volta i testi vengano divisi in modo paritario tra Morrison e Krieger, anzi, i pezzi sull’album sono separati in maniera netta a seconda dell’autore. Si nota inoltre che tutte le canzoni di Krieger sono impreziosite da arrangiamenti orchestrali, mentre in quelle di Morrison non c’è traccia di orchestra.
The Soft Parade è senza dubbio un album atipico per i The Doors e, come suggerisce già il titolo, è davvero “morbidone”. La title track “The Soft Parade” è una specie di ritorno ai tipici capolavori dalla lunga durata come “The End” ed è uno dei momenti più luminosi del disco. Dal punto di vista musicale è molto varia, perché mette insieme sezioni jazz, rock e perfino qualche passaggio orientaleggiante. “Shaman’s Blues” esprime l’interesse di Morrison per lo sciamanesimo, con cui si identificava spesso, mentre il messaggio del pezzo riguarda il suo desiderio di evadere dalla vita reale verso un altro mondo mistico. Netto contrasto con questi due brani è la politicamente provocatoria “Tell All The People” di Krieger, che Morrison detestava a morte perché andava contro le sue convinzioni. Musicalmente è completata dai suoni di trombone, oboe e sassofono, quest’ultimo suonato dal noto sassofonista texano Curtis Amy. Come risposta a quest’ultima arriva la “Wild Child” di Morrison, che è di sicuro l’unico pezzo a avvicinarsi in qualche modo a quello che potremmo chiamare i vecchi The Doors. È ipnotica, con un pizzico di cattiveria, e mostra la dedizione di Morrison alla musica blues. “Wishful Sinful”, con la sua tematica amore/odio, bene/male, è un’altra composizione di Krieger con un sound orchestrale pieno, che sarà anche fantastico, ma non per una band come i The Doors. “Runnin’ Blue”, dedicata al compianto Otis Redding, è molto difficile da definire: una specie di miscuglio di soul e country con spruzzate di R&B e il suono di un mandolino. È particolare anche perché la voce principale è di Krieger, mentre Morrison si aggiunge solo nel ritornello. L’unica collaborazione tra i due è “Do it”, che però non è altro che la semplice ripetizione di una stessa frase con un accompagnamento musicale piuttosto asciutto. Niente di speciale nemmeno per la saltellante “Easy Ride”, con quel retrogusto country e la voce di Morrison davvero buffa. Uno dei più grandi successi è stato invece “Touch Me”, che, come tutte le altre canzoni di Krieger, è accompagnata da strumenti orchestrali, tra i quali ci sorprende l’assolo di sassofono di Curtis Amy.
Con The Soft Parade la band voleva sfondare nel mercato di massa, ma così ha perso la maggior parte dei suoi veri fan. Probabilmente li ha accecati la popolarità che in quel momento avevano i Blood, Sweat and Tears, che grazie all’aggiunta del suono orchestrale erano famosi ovunque. Resta comunque discutibile aspettarsi il successo senza alcun coinvolgimento e senza tenere in considerazione il membro più importante del gruppo, che si era opposto con decisione proprio a tutto questo.
Formazione
Jim Morrison: voce
Robbie Krieger: chitarra
John Densmore: batteria
Ray Manzarek: tastiere
Produzione
Paul A. Rothchild
Tracklist
1. Tell All The People
2. Touch Me
3. Shaman’s Blues
4. Do It
5. Easy Ride
6. Wild Child
7. Runnin’ Blue
8. Wishful Sinful
9. The Soft Parade