Solo un altro concerto thrash metal (2014)

0 7

Autore: Primož Novak

Luogo: Orto bar / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 10.02.2014
Numero di spettatori: 30 – 40
Prezzo del biglietto: 15€/18€

Negli ultimi due mesi i fan del thrash metal hanno avuto pane per i loro denti. Ci sono stati un sacco di concerti locali e, tra i nomi stranieri, hanno fatto parecchio rumore le date di Death Angel (report TUKAJ) e Havok (report TUKAJ).

In un piovoso lunedì sera all’Orto Bar si è radunato solo un pugno di thrasher venuti a sostenere la nuova generazione del genere. Il motivo della scarsa affluenza non era solo la pioggia: i Suicidal Angels finora non si erano certo distinti per innovazione. I greci Suicidal Angels erano accompagnati dagli americani Fueled By Fire, dai finlandesi Lost Society e dai greci Exarsis, che sulla carta sarebbe stata un’occasione più che buona per i thrasher di sostenere le giovani speranze del genere, quelle che vogliono portare avanti la tradizione dei loro idoli degli anni Ottanta.

Per i giovani Exarsis, che hanno aperto la serata, va elogiata la prestazione in sé, senza dubbio energica e ben rodata. La band serve un thrash metal piuttosto generico e già sentito mille volte, basato su pezzi a tempo sparato. Il problema, in realtà, non è tanto la genericità in sé, quanto la voce: un acuto forzato, di troppo nelle band thrash di nuova generazione, che si poteva benissimo sostituire con un timbro più adatto. Gli Exarsis, che hanno alle spalle due album, magari un potenziale ce l’hanno, ma il quintetto dovrà riflettere parecchio se ha intenzione di andare avanti con un cantato del genere, che nemmeno i tappi per le orecchie riescono a rendere più sopportabile.

Un quadro un po’ migliore è arrivato dai giovani finlandesi Lost Society, che con il loro look sembravano usciti direttamente da qualche liceo americano degli anni Ottanta. A modo suo una vera ventata d’aria fresca, vista la frequenza di magliette nere, ma dall’altra parte già comico. Come i predecessori, la band ha servito perlopiù pezzi veloci dal disco d’esordio Fast Loud Death. La voce era senza dubbio più sopportabile, ma piuttosto da cliché, e si incastra con riff che suonano come api. I Lost Society hanno convinto con la loro performance energica. Nonostante l’Orto Bar fosse mezzo vuoto, il primo moshpit è partito subito, e la band si comportava sul palco come se stesse suonando davanti a diecimila persone.

Se con le prime due band si era creata una buona impressione, questa è svanita con gli americani Fueled By Fire. Sul palco la band sembrava annoiata. Il cantante, che suonava anche la chitarra, ricordava la versione odierna di Max Cavalera: fermo sul palco come una statua che ogni tanto si muove. I pezzi non erano veloci come quelli di Lost Society ed Exarsis. Persino la voce era sopportabile e non troppo forzata, ma purtroppo la band si affida a trucchi vecchi e «sdruciti» che oggi non rendono più come dovrebbero. Da loro ci si poteva decisamente aspettare un’esibizione migliore: tra tutti i gruppi sul cartellone sono quelli in attività da più tempo, quindi l’esperienza e un approccio più professionale avrebbero dovuto farsi sentire, anche se in sala c’erano 30 persone.

Dei Suicidal Angels, a dirla tutta, avremmo preferito che fossero semplicemente quella band di supporto che sbriga il suo set in 20 minuti. I Suicidal Angels, che hanno già cinque album all’attivo, hanno presentato il fresco lavoro di quest’anno, Divide and Conquer. Il quartetto greco, purtroppo, non ha messo sul piatto proprio niente di innovativo. La musica sembrava una copia a buon mercato di Slayer, Exodus e della vecchia Metallica. Le chitarre suonavano  come se stessi ascoltando il ronzio di un alveare. I pezzi erano prevedibili, nessuna sorpresa nelle strutture. I Suicidal Angels sembravano una band travolta dal tempo. Non suscitavano nemmeno un po’ di nostalgia, perché hanno ripreso in modo piuttosto scadente le idee delle thrash metal band degli anni Ottanta. Anche gli interventi tra un pezzo e l’altro erano da cliché alla Kreator, con lo slogan del brano ripetuto tre volte. Un po’ di reazione dal pubblico l’hanno comunque ottenuta, quindi i Suicidal Angels possono essere contenti di avere un minimo di sostegno per la loro musica. Se la band riuscirà a sopravvivere con la sua genericità in questo diluvio di «api», è difficile da prevedere. In ogni caso sarebbe consigliabile che si siedano a ripensare le loro idee, perché di dischi con due pezzi interessanti ce ne sono ormai fin troppi.

Alla luce di quanto visto, si può concludere che se Warbringer e Havok sono thrash metal di nuova generazione di prima fascia, allora i Suicidal Angels, a giudicare da questo concerto, finiscono in serie B o addirittura in serie C. All’affluenza di questo concerto dei Suicidal Angels è stata proporzionata, anche se ragazzi come Lost Society ed Exarsis potrebbero ancora crescere parecchio.

Galleria fotografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie