Sons Of Thunder

0 8

Autore: Jernej Vene

Artista: Driver
Etichetta: Metal Heaven
Uscita: year

La storia di questa band ha quel colpo di scena che non hai mai sentito – un tempo c’erano dei ragazzi a cui piaceva suonare musica pesante, poi si sono separati – e vent’anni dopo si sono ritrovati… Di solito la verità aggiunge anche il fatto che oggi la formazione è cambiata, cosa che spesso agli ascoltatori non dà alcun fastidio. I Driver erano alla fine degli anni Ottanta un gruppo locale americano piuttosto apprezzato, che all’epoca pubblicò un demo su cassetta con cinque brani. In realtà allora avevano in programma anche un album, ma i piani sono finiti giù per le fogne…

Il nome Driver ai veri amanti del metal melodico fa di sicuro suonare un campanello: Project: Driver, registrato nel 1986 con una squadra di stelle, è stato una delle perle luminose del genere. I Driver sono in sostanza dello stesso calibro della maggior parte della squadra di ventidue anni fa. Il cantante Rob Rock è un vero uomo, con la sua prova vocale sa incantare sulle altezze, dove canta senza fatica (oggi in studio si può truccare tutto, ma io mi fido di quello che sento), e anche nei registri normali interpreta in modo potentissimo. Cosa che a questo stile ovviamente calza a pennello. La squadra è completata dal tastierista Ed Roth (ha lavorato con Glenn Hughes, Chris Impellitteri, Ronnie Montrose, …), dal bassista Aaron Samson (George Lynch), dal batterista Reynold “Butch” Carlson (Tribe After Tribe, Kollarbone) e dal chitarrista Roy Z. Quest’ultimo è noto, tra l’altro, come collaboratore di Bruce Dickinson, Rob Halford e Sebastian Bach. La squadra promette bene, il disco è tecnicamente impeccabile. I brani oscillano da pezzi brutalmente veloci a fiori power pop più tranquilli, che accarezzano le orecchie più delicate. Lo apre lo strumentale cosmico Titans Of Speed, collegato alla bombastica I’m A Warrior. Su questa non riesco a togliermi la sensazione che potesse averla scritta e suonata Yngwie Malmsteen per l’album Rising Force o Odyssey. La base rock carica e le linee di chitarra tecnicamente eccellenti tolgono il fiato, mentre le tastiere spaziali pensano al tocco mistico finale. Il suono è sorprendentemente simile a quello del già citato maestro svedese. I testi vanno nella stessa direzione dell’ultima osservazione della frase precedente. In certi pezzi forse ci sono davvero troppe note tutte in un punto, Roy Z proprio non si “risparmia”. Da questo punto di vista il disco piacerà ai chitarristi, anche se non posso dire che la band non sia compatta. Anzi, respirano all’unisono, ma ci sarebbe voluta una dose maggiore di autocritica soprattutto nella scelta dei brani già in fase di pre-produzione, perché in un paio di occasioni cadono del tutto inutilmente in cliché sentiti mille volte.

È vero, l’offerta musicale di oggi è enorme e per farsi notare bisogna mettere sul piatto il meglio che hai. Ogni genere musicale è già così saturo di idee che per i pezzi nuovi non è facile farsi strada. Il genere in cui lavorano i Driver, poi, ha anche la sfortuna di non essere al centro dell’attenzione, perché appartiene alla periferia del business musicale. Proprio per questo i membri di questo collettivo devoto si meritano sinceri complimenti per la perseveranza.

Formazione

Rob Rock – voce
Roy Z – chitarra
Edward Roth – tastiere
Aaron Samson – basso
Reynold “Butch†Carlson – batteria

Tracklist

1.Titans of speed
2.I am a warrior
3.Fly away
4.Hearts on fire
5.Sons of thunder
6.Never give up
7.Change of heart
8.Dark world
9.Winds of march
10.Only love can save me now
11.Tears that I cry
12.I believe in love

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