Still Got The Blues

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Izvajalec: Moore, Gary
Založba: Virgin Records
Izid: 1990

Un tempo prima chitarra dei trovatori irlandesi Thin Lizzy, Gary Moore, dopo un decennio passato a fare il guerriero heavy metal, all’inizio dei ’90 torna alle sue radici blues. E lo fa in grande stile. Still Got The Blues è probabilmente il suo lavoro più maestoso, di sicuro il più riuscito commercialmente. Un bellissimo ritratto della sensibilità del chitarrista e del suo incredibile senso per le melodie potenti, che porta il blues con sicurezza in una nuova fase evolutiva. Per questo compito impegnativo Moore mette insieme una squadra di musicisti da far invidia, tra cui vanno citati maestri come Don Airey, Nicky Hopkins, Brian Downey, Bob Daisley, Albert Collins, George Harrison e ovviamente l’indimenticabile veterano del blues Albert King, per il quale Still Got The Blues è anche una delle ultime apparizioni in studio. Still Got The Blues è un album che ha praticamente tutto ciò che serve a un buon disco: un’esecuzione eccellente che, con una produzione ancora migliore, disegna per l’ascoltatore le tante strade su cui può portarlo. Soprattutto, però, il disco si distingue per un’atmosfera emotiva, intrisa dell’incredibile energia della chitarra di Moore, sempre lì a piangere e lamentarsi, che col suo approccio ci convince di non essere solo uno dei tanti noiosi sparaassoli dalle dita veloci.

A fare quattro passi nel blu Moore ci invita prima di tutto con l’ottimistica Movin’ On, una classica faccenda boogie rock, ideale per un inizio di viaggio pieno di entusiasmo. Il viaggio, però, è comunque pieno di ostacoli, perché presto incontriamo una vecchia conoscenza, Oh, Pretty Woman, in compagnia del signor King. Probabilmente una delle versioni migliori di tutti i tempi, e il merito va all’interplay originale e pieno di spirito tra Albert e Gary, dove si incrociano la vecchia e la nuova scuola del blues chitarristico. Un “duello” tra la cucina semplice di Albert e le tipiche follie di Moore! La prossima bomba di energia è Walking By Myself, tipico esercizio di blues rock, condito con un pizzico di erotismo, dove qualsiasi discussione sulle capacità di Moore come esecutore diventa del tutto inutile. La stessa immagine, ma stavolta in colori completamente diversi, la dà la title track, il cui tema d’apertura, a dirla tutta, è preso in prestito di brutto da Parisienne Walkways di Phil Lynott. Nonostante tutto, Still Got The Blues è una creazione per l’eternità, un pezzo che dopo tanto tempo ha riportato il blues in cima alle classifiche mondiali. Cosa per cui possiamo solo esserle infinitamente grati.

Un po’ di sapore texano Moore lo aggiunge con l’energica Texas Strut, che ci presenta di nuovo il chitarrista in una veste fin lì sconosciuta. Il suo approccio “red neck” qui suona davvero artificiale e poco sincero, ma al ragazzo, in fin dei conti, nonostante tutti quegli strani “hau, hau, hau”, non si può nemmeno rimproverare più di tanto. Col ritorno in acque di casa, con Too Tired e King Of The Blues, Gary si rimette comodo dove è il suo posto, nel buon vecchio blues rock. Per un altro cambio totale, e secondo me il momento migliore del disco, ci pensano le calme e stanchissime As The Years Go Passing By e Midnight Blues. Se dopo una giornata particolarmente storta ti viene da mandare tutto al diavolo, queste due canzoni fanno proprio al caso tuo. Soprattutto la seconda, che di nuovo ricalca forte le orme di Albert King, funziona come un balsamo per un corpo stremato da tutti i guai. Un ritratto vivido del mix di dolore e speranza, che conosciamo tutti fin troppo bene. Segue That Kind Of Woman di Harrison, che viene ben completata da All Your Love di Otis Rush, già rifatta fin troppe volte. In chiusura Moore ci prepara una cover più che gradita di Stop Messin’ around di Green, che mette definitivamente la corona su questa riuscitissima presentazione del blues elettrico degli anni ’90.

Con Still Got The Blues Gary Moore ha presentato uno sguardo del tutto nuovo sul proprio lavoro e su quello dei vecchi maestri del blues, con cui è cresciuto da giovane. L’approccio musicale pienamente maturo che ci mostra nel disco parla di un musicista che non ha problemi a capire i fattori più importanti, quelli di base, che sono il presupposto per creare qualità. Per questo non stupisce che oggi Still Got The Blues sia considerato uno dei migliori album blues rock di tutti i tempi.

Formazione

Gary Moore: chitarra/voce
Don Airey: tastiere
Nicky Hopkins: piano
Albert Collins: chitarra
Bob Daisley: basso
Albert King: chitarra
Brian Downey: batteria
Andy Pyle: basso
Graham Walker: batteria
George Harrison: chitarra

Produzione

Gary Moore & Ian Taylor

Tracklist

1.Movin’ On
2.Oh, Pretty Woman
3.Walking By Myself
4.Still Got The Blues
5.Texas Strut
6.Too Tired
7.King Of The Blues
8.As The Years Go Passing By
9.Midnight Blues
10.That Kind Of Woman
11.All Your Love
12.Stop Messin’ Around

Durata dell’album: 52.56

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