T. Rex: The Slider

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Data di uscita: 21/7/1972
Etichetta: EMI Records
Produzione: Tony Visconti
Durata: 43:55
Genere: glam rock
Voto: 10/10

I T. Rex, guidati dal carismatico ed egocentrico cantante, chitarrista e poeta Marc Bolan, nel 1972, dopo l’uscita dell’album »Electric Warrior« (1971), erano in prima linea nella rivoluzione musicale del glam rock. Le ragazzine ai loro concerti strillavano e svenivano come ai tempi della ‘Beatlemania’, mentre all’ego di Bolan tutta quella fama improvvisa faceva un gran bene. Eppure all’epoca non gli era ancora salita troppo alla testa: con l’album »The Slider« del 1972 la sua band portò avanti la ricetta glam rock vincente del predecessore »Electric Wariror«, aggiungendoci pure qualche upgrade. La ricetta era sempre semplicissima: il canto inconfondibile di Bolan, sostenuto da riff semplici ma divertenti, arrangiamenti vivaci e ritmi melodici, con pochissimi pezzi che superavano i quattro minuti di durata.

»The Slider«, con una copertina dall’aria ‘dandy’ firmata da una foto di Bolan scattata dal suo amico Ringo Starr, e registrato, grazie alle tasse più basse, nel celebre studio francese Chateau D’Hearouville, conteneva una marea di classici e hit dei T. Rex, a cominciare dall’opener »Metal Guru«. Nel testo di questo brano, segnato soprattutto da un ritornello a più voci, nonchalant e condito di erotismo, il guru del glam rock e ateo Bolan celebrò il suo concetto di dio, che con gli insegnamenti delle religioni organizzate non aveva proprio nulla a che fare.

The Slider, con l’eccellente lavoro di produzione di Tony Visconti, che si occupò anche degli arrangiamenti sinfonici, fu uno dei pochi album dei T. Rex con una formazione invariata, con Flo ed Eddie (ex-The Turtles) alle armonie vocali di accompagnamento. »Mystic Lady« era il mix perfetto di misticismo ed erotismo, nonché un prototipo del primo glam rock. In brani come »Rock On«, dove sopra le armonie vocali dominano robusti riff di chitarra, si capisce chiaramente perché i T. Rex furono fonte d’ispirazione non solo per i glam rocker, ma anche per tanti hard rocker. La title track si scioglie in un erotismo malizioso, sorretta da rumorose linee di basso e arrangiamenti d’archi. »Baby Boomerang« era segnata da un altro invito sfacciato rivolto al pubblico femminile, mentre le armonie ammiccanti portavano una melodia semplice, da ‘bar’, e un ritmo vivace.

In »Spaceball Richochet«, tra gli arrangiamenti acustici sognanti, si poteva avvertire un po’ del passato psichedelico di Bolan, mentre armonie vocali maliziose e arrangiamenti ‘incipriati’ si occupavano della classica atmosfera glam rock. In »Buick Mackane«, uno dei pezzi più duri della storia dei T. Rex, regnava un riff di chitarra robusto, mentre la voce di Bolan, che qui in alcuni punti saliva su tonalità più alte, suonava insolitamente irritata. »Telegram Sam«, una sorta di predecessore ritmico del grande successo »20th Century Boy«, era un altro singolo da classifica, basato sulla ricetta semplice ma efficacissima di ritmi boogie, ironici condimenti di sax, frasi di chitarra decise e un approccio vocale narcisista.

L’evergreen etereo »Rabbit Fighter«, con la sua atmosfera malinconico-epica, gli arrangiamenti sinfonici solenni e un ritornello nostalgico unito a un assolo di chitarra furioso, fu senza dubbio uno dei vertici di »The Slider« e al tempo stesso una prova lampante dei grandi progressi di Bolan come autore. »Babby Strange« era il prototipo del classico glam rocker dei T. Rex, quello da cui anche Bowie prese un bel po’ d’ispirazione per il suo concept di Ziggy Stardust. In »Ballrooms of Mars«, con tanti riferimenti nel testo a John Lennon, dove in mezzo a un’atmosfera nostalgica e a un ritmo tranquillo si incontrano fantascienza e glamour, questo legame stilistico tra il ‘guru del glam’ Bolan e l”alieno del glam’ Bowie era ancora più evidente. L’atmosfera rilassata viene condita da un succoso assolo di chitarra con il suono inconfondibile di Bolan. »Chariot Choogie« era di nuovo un esperimento un po’ più cupo e hard rock, mentre »Main Man« ha chiuso l’album in modo più tipico e dal sapore egocentrico, con una base di chitarra acustica e le fantasie erotiche di Bolan.

»The Slider« ha ulteriormente rafforzato lo status di Marc Bolan e dei T. Rex come eroi e pionieri di punta del glam rock, capaci di far letteralmente impazzire i giovani di allora con la loro patina glamour stesa su rock ‘n’ roll, pop rock e boogie. Per molti versi fu un successore almeno all’altezza dell’eccellente predecessore »Electric Warriror«, se non addirittura un passo avanti. Il suo insaziabile ego non dava pace a Bolan, soprattutto quando sulla scena glam rock comparvero altri musicisti, con David Bowie in testa, che perfezionarono certe cose iniziate dai T. Rex. Divenne chiaro che presto l’avrebbero messo in ombra. Per questo decise che per il disco successivo, »Tanx« (1973), era arrivato il momento di un leggero cambio di rotta stilistico, e due anni prima di Bowie cominciò a fare l’occhiolino al soul ‘dagli occhi azzurri’ e al funk, senza però rinunciare più di tanto al glam rock.

Autore della recensione: Peter Podbrežnik

Tracklist:
1. Metal Guru
2. Mystic Lady
3. Rock On
4. The Slider
5. Baby Boomerang
6. Spaceball Ricochet
7. Buick Mackane
8. Telegram Sam
9. Rabbit Fighter
10. Baby Strange
11. Ballrooms of Mars
12. Chariot Choogle
13. Main Man

T. Rex:
Marc Bolan – voce, chitarra
Steve Currie – basso
Mickey Finn – percussioni, voce d’accompagnamento
Bill Legend – batteria

Musicisti ospiti:
Mark Volman (“Flo”) – voce d’accompagnamento
Howard Kaylan (“Eddie”) – voce d’accompagnamento
Tony Visconti – arrangiamenti d’archi

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