Teo Collori in Momento Cigano : Kamerato Muzikante
Autoprodotto
Data di uscita: marzo 2019
Produzione: Robert Rojc
Durata dell’album: 50.33 min
Genere: Gypsy Swing
Teo Collori, ex membro degli Eskobars e musicista nella band di accompagnamento di Magnifico, torna dopo quasi quattro anni con i suoi Momento Cigano e ci serve un nuovo lavoro intitolato «Kamerato muzikante». Cinquanta buoni minuti di musica, undici pezzi che portano avanti il discorso del debutto «Hot Club Piran» (2015) e conservano l’amore per le conquiste del gypsy swing, come ti fa capire subito l’opener Mimi. Solo che sul nuovo disco la band allarga gli arrangiamenti e si spinge verso nuovi orizzonti: da un lato con un’attenzione ancora più rapita al cuore delle strutture e degli inserti improvvisativi, dall’altro riuscendo, sul piano compositivo, a mettere insieme un album che regala, mantiene e coltiva una scorrevolezza e una facilità d’ascolto incredibili.
Il nuovo brano Srečo potrebbe diventare (senza falsa modestia) un classico mondiale del gypsy swing, se fosse stato registrato 70 e passa anni fa, ed è un pezzo che può girare tranquillamente, in qualsiasi momento, su qualsiasi frequenza radio. Anche «Kamerato Muzikante» ha quel fascino particolare di nostalgia totale e struggimento per tempi lontanissimi, anche se non era affatto l’intenzione dei musicisti, ma quel momento l’hanno colto in modo semplicemente fenomenale e l’hanno travasato in questo disco.
«Kamerato Muzikante» approfondisce e allarga un dialogo di grande intesa reciproca e compatibilità tra i mattoni del suono. Il momento chiave che ha permesso alla band di arrivarci su questo nuovo album è stato il rinnovamento della squadra, con l’ingresso in formazione dell’eccellente bassista Jan Gregorka (Terra Mystica, Sekou Kouyate Experience, Janez Bončina Benč) e del chitarrista Metod Banko, peraltro cantante molto richiesto e collega di Collori fin dai tempi del loro album in comune «Pesmi morja in sonca». In un’incredibile sintonia, fatta di grande percezione e «comprensione», i musicisti si lasciano a vicenda spazio continuo per ondate di inserti improvvisativi, che sono comunque ponderati e sapientemente controllati, perché il disco, nel suo insieme, suona incredibilmente coeso ed equilibrato. Nessuno degli elementi del quadro sonoro prevale sugli altri e tutto sta in equilibrio, con le giuste sfumature di continue trasparenze e di colorati contrasti nel paesaggio sonoro, grazie a clarinetto, chitarra acustica e/o violino, sempre scatenati.
La band alterna una bella serie di chiavi ritmiche diverse, che fanno da ossatura allo sviluppo dei brani, e così gli arrangiamenti guadagnano ulteriore dinamismo, mentre il disco, nel suo insieme, raggiunge un’ampia gittata di sviluppo dinamico in tutto ciò che offre, e con questo stuzzica, coinvolge e fa comunella in modo contagioso con chi ascolta, sempre in modo vivido.
Di vivacità e di fuoco il disco ne ha da vendere. Teo Collori e Momento Cigano occupano così una nicchia tutta particolare nel panorama musicale sloveno, perché nonostante la loro natura strumentale, risultano sempre estremamente vicini, accattivanti e accessibili. Risvegliano anche una sensazione di nostalgia, quella di quando la musica non si suonava ancora con l’elettricità, quando ci si sedeva tranquilli e rilassati nei caffè, con l’accompagnamento dal vivo da cabaret delle prime formazioni, che fondevano jazz e folk. Una simpatia del genere la offrono oggi in Slovenia, tra gli altri, anche Vasko Atanasovski con i suoi lavori, i Počeni škafi, TangoApassionada di Vesna Zornik, Klarisa Jovanovič, senz’altro i Manouche e le goliardate soliste di Boštjan Gombač, per citarne solo qualcuno, quelli che mi sono saltati in testa su due piedi.
Con polka-valzer come Bled 1960, Teo Collori e Momento Cigano riusciranno sempre con facilità a irretire una bella fetta di pubblico, che li farà subito suoi. Anche se quella fetta di pubblico capitasse per puro caso ai loro concerti. Bled 1960 ha un suono parecchio tradizionale e popolare, portato qui dalle distese alpine, ed è una deviazione d’album incredibilmente simpatica. Già la successiva Azil torna a rapirsi nel puro jazz gitano, in puro swing, e così ribalta completamente l’atmosfera, quando la band ci si lancia verso altre sfere della sua gioiosa commedia. Collori dev’essere un fan di Al Di Meola e di qualche suo album tipo «Elegant Gypsy» o «Hotel Casino», cosa che la splendida traccia conclusiva Warrior’s Lullaby svela in modo lampante, lastricata com’è di retorica chitarristica vivida e generosa.
Uno dei picchi dell’album lo regala di sicuro il «serpentone» musicale di oltre dieci minuti, Tango, una storia a sé piena di delizie improvvisative e un’ulteriore prova che stavolta i Momento Cigano , nonostante l’impostazione estremamente ponderata nel costruire le composizioni in modo classico, dove la tangibilità dei motivi è sempre chiaramente presente e dominante, hanno semplicemente lasciato più spazio a un’esposizione scherzosa degli inserti improvvisativi. Tango è in realtà, a prescindere dalla durata, il momento del disco che mostra nel modo più diretto la straordinaria chimica tra i membri della band e il loro splendido senso, ormai interiorizzato, di mantenere l’equilibrio, la totale assenza di pretese e la grande intesa reciproca tra i mattoni del quadro sonoro, dove tutti gli strumenti sono sì chiaramente in contrasto e in risalto, ma nessuno di loro sovrasta l’altro.
All’album «Kamerato Muzikante» la dinamite non manca di certo, e il disco si rivolge a chi ascolta con un continuo spirito giocoso e insieme con la passione e l’intensità, tutt’altro che celate, di una goliardia e una disinvoltura mediterranee. È un album estremamente rilassato, ma allo stesso tempo sorprendentemente sensuale, appassionato e suonato con un fuoco a sangue pieno. Anche sul piano estetico della composizione, con «Kamerato Muzikante» Teo Collori non si sono limitati a eguagliare, ma hanno superato il loro predecessore, già di per sé audacissimo e divertente, con cui si erano affacciati sulla scena in modo appena un filo riservato e prudente. Con il nuovo album la squadra si è radicata e inserita molto più saldamente nel luna park musicale sloveno, come una storia musicale solida, forte e soprattutto credibile e sicura di sé, a cui conviene stare sempre attenti anche in futuro.
autore: Aleš Podbrežnik
voto: 9.5 / 10
Tracklist:
1. Mimi
2. Istriano duro
3. Srečo
4. La pluie
5. Die Hitze der Sommernacht
6. Negotova
7. Senza risposta
8. Bled 1960
9. Azil
10. Tango
11. Warrior’s Lullaby
Formazione:
Teo Collori – chitarra, chitarra solista
Metod Banko – chitarra
Matija Krečič – violino
Matej Kužel – clarinetto
Jan Gregorka – basso