Tequila

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Artista: Brand New Sin
Etichetta: Century Media
Uscita: year

Questa roba è autentica da far paura! Hard rock puro al midollo. Altro che elegante requiem melodico per un amore sfortunato e “seghe a vuoto”. Brand New Sin, quintetto di Syracuse che si presenta con il terzo album in studio “Tequila”, non avrebbe potuto inventarsi un titolo migliore nemmeno volendo.

Qui c’è un bel mix crudo di rock n’ roll con qualche sfumatura di stoner rock (The Proposition), qualche rinfrescante svolazzo southern rock qua e là, e salta fuori perfino un po’ di depressione (See The Sun), roba tipica del buon vecchio grunge. Hard rock autentico, senza “sinistri”, “destri” e altri imprevedibili colpi “bassi” da ring di boxe: picchia con tutta la forza dritto al centro del bersaglio. Con pezzi come Motormeth, Did Me Wrong, Reaper Man, Said And Done, vi usciranno scintille dalle orecchie per l’energia genuina e diretta del rock and roll!

L’album è un’eruzione infernale dalla testa ai piedi! Anche se nel piatto non ti arriva niente di più della solita cotoletta alla viennese con patatine fritte, a rendere il disco immensamente attraente sono l’immedesimazione nel suonare e la produzione stessa. I riff sono pieni di spirito, ci senti dentro una paternità genuina (freschezza) e un autentico suono da garage. Gli assoli sono pieni di pull off giganteschi e lick velenosi, è tutto suonato con convinzione e a pieno volume, ma allo stesso tempo in modo semplicissimo, senza la minima dottrina profonda, e non mancano nemmeno il suono del tornio per metallo e l’odore di limatura di ferro. I Brand New Sin hanno la rara fortuna di avere nelle loro file due chitarristi assolutamente alla pari, che si stimolano a vicenda in modo pazzesco, così che il lavoro cresce in ogni punto dell’album. Un duo di chitarre che funziona in modo ottimale proprio nelle acque musicali in cui navigano i Brand New Sin. I riff sono semplici e allo stesso tempo avidamente velenosi. Le parti di passaggio sono decorate con semplici trucchetti chitarristici (ornamenti) che sembrano roba di tutti i giorni, ma sono intessuti con maestria, in dosi giustissime, nei punti giustissimi. Ottimale, appunto. Da nessuna parte c’è pretenziosità, pompa, zavorra sperimentale di sorta che affatichi la corteccia associativa o che sporchi inutilmente le orecchie. I Brand New Sin sono una scarica di adrenalina che non ti lascia stare fermo, e i pantaloni tremano come a una vera festa dei pompieri. In macchina questa musica meglio non metterla, perché vi ritrovereste al volante col piede pesante in un attimo, senza che nessun limite stradale vi fermi, cosa che ovviamente non piacerà ai signori in divisa, che rubano ai poveri per dare ai ricchi (logica alla Superhik).

Nella voce si sente benissimo l’odore dell’alcol. È roca, il ruggito di un attaccabrighe che entra nel saloon, sbatte la porta così forte da staccarla dai cardini, picchia sul bancone riducendolo in schegge, strappa a morsi il tappo della tequila, scoreggia sonoramente da farsi fumare tutto di verde e si serve direttamente dalla bottiglia, mentre il sudore gli cola a fiotti sulla faccia. I Brand New Sin non conoscono scherzi, non conoscono coccole, belle parole di incoraggiamento e comprensione. Qui si mena e basta, per più di tre quarti d’ora. L’album contiene quattro interludi e una cover, quindi i veri pezzi originali sono 9. Eppure la cover dei celebri The Animals, con quel titolo venerabile che conosciamo tutti, nelle mani dei Brand New Sin è, fra il miliardo di cover di House Of The Rising Sun sentite da gruppi di ogni tipo, di gran lunga la più convincente.

I Brand New Sin sono sporchi, arroganti, violenti e sono rock and roll!!! Una vera attrazione per ogni raduno di motociclisti! Per tutti voi che amate Motorhead, Rose Tatoo, con un pizzico di C.O.C. e naturalmente l’eredità dei Lynnard Skynnard. Anzi, con questi ultimi possiamo anche chiudere il discorso. I Brand New Sin sono in pratica i Lynnard Skynnard del XXI secolo. Desperados del Sud infuriati, e Tequila è semplicemente un album che è dalla testa ai piedi una bomba rock n’ roll in mezzo agli occhi, senza un briciolo di cedimento e senza sdolcinati giri di parole, in cui un crudo suono Gibson esplode sotto il sole cocente del Texas, mentre il serpente a sonagli ha stirato il collo da un pezzo e ha sbattuto la coda contenta, facendo colare allegramente la bava di serpente. “Tequila” è un album con cui vivrete senza fatica una granitica, indimenticabile erezione e diventerete dipendenti dalla tequila!

Formazione

Joe Altier – voce
Kenny Dunham – chitarra
Kris Wiechmann – chitarra
Chuck Kahl – basso
Kevin Dean – batteria

MUSICISTA OSPITE:
Peter Steele – voce (traccia n. 12)

Produzione

Joey Z

Tracklist

1. Said And Done
2. Did Me Wrong
3. Spare The Agony
4. Ice Man
5. The Proposition
6. Old
7. Worm Whore
8. See The Sun
9. Motormeth
10. Numero Dos
11. Elogio
12. Reaper Man
13. Acehole
14. House Of The Rising Sun

Durata dell’album: 46:44

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